E-Book, Italienisch, 337 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
Antony / Swinson Nessuno è perfetto
1. Auflage 2018
ISBN: 978-88-590-1761-5
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Strategie per superare il perfezionismo
E-Book, Italienisch, 337 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
ISBN: 978-88-590-1761-5
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Professore di psicologia presso la Ryerson University di Toronto (Ontario, Canada), è anche direttore delle ricerche dell'Anxiety Treatment and Research Centre del St. Joseph's Healthcare di Hamilton (Ontario, Canada), e presidente-eletto della Canadian Psychological Association. Ha pubblicato venticinque libri e più di un centinaio di articoli scientifici e contributi riguardanti la terapia cognitivo-comportamentale e i disturbi d'ansia. Ha ricevuto già all'inizio della sua carriera riconoscimenti da parte della Society of Clinical Psychology (American Psychological Association), la Canadian Psychological Association, e l'Anxiety Disorders Association of America, ed è membro dell'American and Canadian Psychological Associations. In passato è stato presidente dell'Anxiety Disorders Special Interest Group of the Association for Behavioral and Cognitive Therapies e direttore del programma del convegno annuale della conferenza dell'Association for Behavioral and Cognitive Therapies. Partecipa attivamente alla ricerca clinica riguardante i disturbi d'ansia, l'insegnamento e l'educazione, oltre a esercitare la professione in privato. Antony vive a Toronto (Ontario, Canada).
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Introduzione
Lo scopo di questo libro
Quando abbiamo cominciato a lavorare alla prima edizione di questo libro non è stato semplice delimitare con precisione il raggio d’azione della nostra ricerca, decidere cioè quali aspetti trattare del perfezionismo. Difatti, l’appellativo «perfezionista» può essere applicato a tipologie di persone molto diverse. Vi invitiamo a considerare gli esempi che seguono:
In un’intervista con Oprah Winfrey, la presentatrice statunitense Martha Stewart si autodefinisce una «perfezionista maniacale» (Winfrey, 2000). Secondo un articolo del 2004 di Forbes, infatti, la signora Stewart pare abbia minacciato di licenziare il suo broker finanziario perché non le era piaciuta, una volta che era stata fatta attendere al telefono, la musica d’attesa utilizzata dalla sua azienda (Ackman, 2004).
In numerose interviste, molti di coloro che parteciparono alla realizzazione del campione d’incassi Titanic descrissero il regista James Cameron come un perfezionista. Raccontarono di come avesse perso spesso la calma quando qualcosa non era andata secondo i suoi piani. Tanto che, al momento dell’uscita del ?lm nel 1997, l’estrema irritabilità del regista, dovuta alla ostinazione con cui esigeva che la sua troupe si adeguasse ai suoi elevati standard, era diventata oggetto di numerosi aneddoti raccontati sui mezzi di comunicazione.
Nel 2003, poco dopo che la Guida Michelin aveva ridotto il punteggio del suo ristorante da 19/20 a 17/20, lo chef francese Bernard Loiseau si suicida. La sua storia è stata raccontata in un libro del 2005 da Rudolph Chelminski: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef.
Nella sua autobiografia pubblicata nel 1995, Movement Never Lies: An Autobiography, la ballerina classica canadese Karen Kain descrive se stessa come una perfezionista. Nonostante, infatti, sia diventata una delle più affermate ballerine al mondo, i suoi elevati standard di rendimento, che raramente credeva di raggiungere, l’hanno occasionalmente portata ad avere problemi di depressione.
Possiamo considerare Niles Crane, personaggio della serie televisiva Frasier, come un perfezionista. In un certo senso tratta chiunque altro, a parte se stesso, come inferiore, e si impegna moltissimo affinché le cose siano corrette, perfino le scritte sul muro dei bagni del Café Nervosa (di cui corregge gli errori con la penna rossa). Tra molti altri perfezionisti televisivi ricordiamo Monica Geller (Friends), Bree Van De Kamp (Desperate Housewives) e Felix Unger (The Odd Couple – La strana coppia).
Sebbene si possa parlare di vero e proprio perfezionismo per ognuno degli esempi proposti, essi si manifestano in modi molto diversi. In alcuni casi è associato alla collera, in altri a fenomeni depressivi, in altri ancora all’ansia, a una estrema rigidità mentale e a una pressoché totale mancanza di spontaneità. Ma, nonostante queste differenze, tutti i personaggi citati condividono una caratteristica importante: hanno ?ssato, per se stessi o per gli altri, standard di comportamento e aspettative impossibili o molto difficili da soddisfare.
Il perfezionismo è spesso associato ad altri disturbi psicologici, tra cui una estrema irritabilità, depressione, fobia sociale, incapacità di accettare il proprio aspetto fisico, comportamenti ossessivo-compulsivi. Difficile immaginare di scrivere un libro completo sul perfezionismo senza trattare questi aspetti. Pertanto, in queste pagine, abbiamo ritenuto giusto trattare sia le tecniche per affrontare gli aspetti cognitivi e comportamentali del perfezionismo in senso lato, sia quelle che permettono di contrastarlo quando è associato ad altri problemi psicologici.
Nella prima parte di questo libro affronteremo alcuni aspetti generali del perfezionismo, tra cui la sua natura, l’impatto di questo fenomeno e il ruolo svolto dalle convinzioni e dal comportamento individuale. Nella seconda parte forniremo indicazioni per valutare autonomamente il proprio grado di perfezionismo e proporremo tecniche mirate per superare i pensieri perfezionistici e i relativi comportamenti. In questa parte abbiamo aggiunto un nuovo capitolo riguardanti strategie basate sull’autoaccettazione. Nella terza parte tratteremo le possibili interazioni tra perfezionismo e altre patologie (depressione, fobia sociale, ecc.). Questa sezione sarà utile a chi presenta alcuni di questi problemi. La quarta parte presenta un capitolo inedito su come prevenire un ritorno del perfezionismo. L’elenco completamente rivisto della sezione Approfondimenti fornisce spunti a coloro che volessero saperne di più sui tanti argomenti trattati in questo libro.
Le strategie di questo libro sono efficaci?
Quando abbiamo scritto la prima edizione di questo libro (pubblicato nel 1998), le ricerche disponibili sul trattamento del perfezionismo si contavano sulle dita di una mano. Esistevano trattamenti oramai affermati per alcuni problemi tipicamente associati al perfezionismo (come l’ansia, la depressione, i disturbi ossessivo-compulsivi e quelli legati al proprio aspetto fisico) ma non dedicati espressamente al perfezionismo. È cambiato tutto nell’arco di pochi anni. Nel 2007, abbiamo dato alle stampe uno studio che dimostrava come il trattamento dell’ansia sociale utilizzando i tipi di strategia descritti in questo libro portava a cambiamenti non soltanto relativi a questo genere d’ansia ma anche riduzioni del perfezionismo (Ashbaugh et al., 2007). In seguito al trattamento del loro disturbo d’ansia sociale, i partecipanti al nostro studio si dichiaravano meno preoccupati di commettere errori ed erano più inclini ad accettare che i loro comportamenti fossero corretti. A ogni modo, questo studio non includeva un trattamento incentrato in modo specifico sul perfezionismo ma, come dicevamo, sull’ansia sociale.
In un altro studio, Riley e i suoi colleghi (2007) hanno utilizzato strategie simili a quelle descritte in questo libro per un programma di dieci sedute di cura ideato per aiutare persone che soffrivano di alti livelli di perfezionismo. In questa ricerca, i sintomi del 75 percento dei partecipanti in seguito al trattamento sono sensibilmente migliorati. I punteggi del principale indicatore di perfezionismo utilizzati in questo studio infatti sono scesi del 46 percento fra coloro che avevano sperimentato la cura, contro solamente il 7,6 percento delle persone che erano in una lista d’attesa ma che non avevano alla fine partecipato alla terapia.
In un terzo studio, alcuni ricercatori australiani (Pleva e Wade, 2007) hanno comparato un trattamento di auto-aiuto per il perfezionismo basato solo su un libro (per la verità, la prima edizione di questo volume) a un trattamento di auto-aiuto che includeva, oltre a questo libro, anche un breve contatto con un terapista (sedute da cinquantotto minuti). I partecipanti a entrambi i trattamenti hanno riscontrato una riduzione del perfezionismo, sebbene i migliori risultati si siano avuti quando il libro era utilizzato in combinazione con la guida del terapista. A titolo d’esempio, il 40 percento delle persone che hanno utilizzato soltanto il libro, e il 46 percento che hanno anche consultato uno specialista, hanno riportato una riduzione significativa della loro preoccupazione di commettere errori.
In sintesi, oggi aumentano le prove che le strategie descritte in questo libro sono utili, sia di per se stesse sia in combinazione con un processo terapeutico condotto da un professionista che ha esperienza nell’utilizzo di questi metodi.
Come usare questo libro
Vi consigliamo di leggere integralmente la prima, la seconda e la quarta parte. Per quanto riguarda la terza parte, potrete scegliere di consultare soltanto i capitoli che vi sembrano più adatti al vostro caso e tralasciare gli altri. Potrebbe essere utile però anche la lettura degli altri capitoli, in quanto potrebbe mettere in luce alcuni aspetti della vostra personalità di cui non avete consapevolezza.
Molti dei capitoli che seguono includono degli esercizi, pensati per aiutarvi a modificare quelle convinzioni e quegli atteggiamenti che vi inducono a essere perfezionisti. È bene chiarire che la semplice lettura del presente volume ha poche probabilità di produrre un significativo ridimensionamento del vostro problema. Per apprezzare dei veri cambiamenti è necessario mettere in pratica le tecniche qui proposte. Questo libro non può in alcun modo sostituirsi al supporto che è in grado di fornire uno specialista quali?cato e, a questo proposito, vi incoraggiamo a rivolgervi a un professionista serio. I capitoli conclusivi descrivono trattamenti dimostratisi efficaci in casi in cui al perfezionismo sono associati altri disturbi di origine psicologica. In?ne, nel capitolo 6, forniremo alcune indicazioni su come trovare ulteriore aiuto in caso di necessità.
Tenere un diario
Gli esercizi contenuti in questo libro vi richiederanno di rispondere a domande specifiche e di annotare importanti informazioni. Sarà perciò utile avere sottomano un taccuino o un diario mentre proseguirete nella lettura. Assicuratevi di avere il vostro diario pronto prima di iniziare il primo capitolo. In alternativa potete svolgere gli esercizi proposti utilizzando un computer.
Come non usare questo libro
Attenzione, non dovrete applicare quanto proposto in questo libro alla perfezione. Proprio per questo proponiamo numerose tecniche, strategie e suggerimenti che possono essere utilizzati con successo. La cosa migliore è che scegliate un numero limitato di queste tecniche e vi...




