E-Book, Italienisch, 155 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
Baroni l'arte di riparare un cuore
1. Auflage 2020
ISBN: 978-88-590-2123-0
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Superare la fine di un amore e tornare a vivere felici
E-Book, Italienisch, 155 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
ISBN: 978-88-590-2123-0
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Psicologo e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, dottore di ricerca in Scienze Cliniche. È docente presso la Scuola Quadriennale di Psicoterapia dell'Istituto di Psicologia e Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva (IPSICO) di Firenze. Si occupa, sia sul piano clinico che di ricerca scientifica, di difficoltà socio-relazionali e disturbi della personalità con particolare riferimento ad approcci di terza generazione. È Membro dell'International Society of Schema Therapy.
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Capitolo primo
Il dolore della perdita
Poche cose provocano negli esseri umani un dolore profondo come la fine di una relazione. Un amore interrotto, un licenziamento, la perdita di una persona cara, essere costretti a lasciare la propria casa: ciascuna di queste situazioni ha dentro sé un rapporto che si interrompe, l’infrangersi di sogni e aspettative.
La specie umana ha una predilezione per le relazioni, siano esse di amicizia, di sangue o affettive. Ci siamo evoluti per questo e la nostra mente è predisposta per renderci capaci di costruirle, curarle e renderle più forti. Talvolta, però, queste relazioni entrano in crisi e finiscono. Può accadere lentamente, come una candela che si spegne, o inaspettatamente, come un’esplosione. In entrambi i casi ciò che resta sono ceneri e macerie. La buona notizia è che la nostra mente si è anche evoluta per gestirne la fine e darci l’opportunità di recuperare noi stessi dopo la conclusione di un rapporto.
Se stai leggendo questo libro è probabile che un legame importante della tua vita si sia spezzato. Se è così, con buona approssimazione, le tue giornate sono costellate di momenti in cui provi un intenso dolore; un colpo allo stomaco che quasi toglie il fiato. La mente si affolla di ricordi e il futuro appare scuro e incerto.
La fase di shock
La prima reazione alla fine di una relazione è definita fase di shock. È come se crollasse un edificio. Il palazzo costruito con i mattoni dei sogni e dei «faremo» si sgretola; poco importa quanto le crepe nei muri fossero visibili da tempo. Far fronte alla fine di una relazione richiede uno sforzo immane alla nostra mente, al punto che può sentirsi sovrastata e impotente. Il primo soccorritore è la negazione. In questa fase lo scopo è mantenervi funzionanti anche a costo di chiudere in un armadio tutto ciò che provate. Ecco che ci sono momenti in cui avvertite un profondo senso di vuoto emotivo, vi sentite svuotati e senza obiettivi, perdete la motivazione e la voglia di andare avanti. Questo avviene perché, insieme alle emozioni spiacevoli, nell’armadio sono chiuse anche quelle piacevoli, utili per guidarci verso ciò che ci interessa e ci stimola. Talvolta, però, le emozioni spiacevoli riescono a uscire e lo sguardo volge alle macerie. Sopraggiungono la paura e la solitudine. La consapevolezza che una relazione è finita.
Poco importa se la decisione di terminarla sia stata vostra. La fase di shock è più facile da superare per chi ha preso la decisione, ma la fine è dolorosa in ogni caso. La negazione della sofferenza vi permette di andare avanti, ma impedisce di mettere ordine nel turbine dei pensieri. Se siete in questa fase, è importante comprendere come le oscillazioni siano normali e che, a seconda di quanto lunga sia stata la relazione, possono durare mesi. Questa può sembrare una pessima notizia, sono d’accordo, ma ciò che è sicuro è che con il tempo l’intensità delle emozioni diminuirà, a patto che il processo di separazione avvenga e non sia ostacolato. Il tempo si dice sia il miglior medico nelle questioni sentimentali, ma non è proprio così. Il tempo è necessario per guarire dalla fine di una relazione, ma non è sufficiente. È dare un senso a ciò che è stato che permette di costruire nuovi edifici (relazioni), più solidi e, in definitiva, più confortevoli.
Guardare in faccia la realtà
Prendere consapevolezza della fine di una relazione è un passo doloroso, ma necessario per iniziare a ricostruire. Per questo ti chiedo di prenderti qualche momento ed essere il più onesto possibile con te stesso. Prova a rispondere a queste domande:
- Tu e il tuo ex partner vi confidavate l’uno con l’altro?
- Quanti e quali interessi condividevate?
- Avevate una visione della vita simile?
- I vostri obiettivi personali erano compatibili?
- Avevate degli obiettivi di coppia?
- Eravate d’accordo su come risolvere i problemi?
- Avevate una vita sociale di coppia?
- Le responsabilità erano condivise equamente?
- Prendevate le decisioni importanti in maniera congiunta?
- Avevate interessi e passioni come singoli? E come coppia?
Molte di queste domande toccano punti essenziali per il benessere di una coppia. Rispondendo, ti sarai forse reso conto che il rapporto era in difficoltà da molto tempo: accettare questo aspetto è il primo passo per riprendersi dalla fine di una relazione. I fattori che possono aver contribuito alla sua fine sono molti, ma non è questo il momento per analizzarli. Ci vogliono grande coraggio e consapevolezza per comprendere come mai le relazioni nascono e finiscono e, in parte, è quello che questo libro vuole fornirti, ma se sono passate poche settimane dalla fine della relazione, questo è solo il momento della constatazione e del guardare coraggiosamente in faccia la realtà. Prendi un bel respiro e di’: «La mia relazione con [nome dell’ex partner] è finita».
In questo momento non stai solo piangendo e soffrendo per la perdita di qualcuno di significativo nella tua vita, ma stai dicendo addio anche alle tue aspettative sul futuro. È probabile che questa sofferenza pervada molte aree della tua vita, inclusa l’autostima, la tua carriera o le tue amicizie. Se è così, sappi che è del tutto normale. Alcune delle reazioni più comuni alla fine di una relazione, descritte da Rachel A. Sussman (2011), sono le seguenti. Prova a riflettere su ciascuna di esse.
- Ti è difficile comprendere perché la tua relazione è finita o stenti a credere che sia successo. In alcuni momenti provi un senso di vuoto o di distacco dalle emozioni.
- Ti chiedi se potrai mai fidarti nuovamente di qualcuno, se il dolore passerà o se proverai mai di nuovo gioia e felicità.
- Senti il tuo corpo spossato. Incapace di far fronte agli avvenimenti. La tua autostima è crollata. Hai difficoltà a concentrarti e a prendere decisioni.
- Provi ansia durante la giornata, talvolta dei veri e propri attacchi di panico. Ti senti paralizzato dalla paura, hai tachicardia e il respiro affannoso.
- Comprendi che la tua storia è finita, ma non riesci ad accettarlo emotivamente. Arrivi a pensare che prima o poi il tuo partner tornerà.
- Ti è difficile controllare le emozioni. Hai esplosioni di rabbia, tristezza, ansia.
- Provi imbarazzo e vergogna nel far sapere che la tua relazione è finita.
- Cerchi di contattare ripetutamente il tuo ex partner o controlli le sue pagine social.
- Durante il giorno hai pensieri intrusivi — non volontari — relativi a come e perché sia finita; talvolta anche di notte. Ripensi ossessivamente agli ultimi momenti insieme, l’ultima conversazione, le ultime settimane o gli ultimi mesi.
- Se hai dei figli sei preoccupato di come ne usciranno. Ti senti in colpa e ti chiedi quanto peserà la separazione su di loro sia in termini emotivi che materiali.
- Se la tua storia è finita in seguito a un tradimento ti senti tradito, provi vergogna, rabbia e pensi che il mondo sia ingiusto.
- Hai problemi a dormire e a mangiare. Mangi troppo o troppo poco, dormi molto o soffri di insonnia.
- Ti senti sopraffatto dalla vita quotidiana. Ogni incombenza diventa un peso: le bollette, la spesa, le pulizie di casa. Oppure, al contrario, sei pervaso da un senso di frenetica energia, non riesci a fermarti, senti che solo correndo potrai evitare di sprofondare in un baratro di sofferenza.
- Cerchi di riempire la tua vita in ogni momento o, all’opposto, resti solo a casa e non vuoi vedere nessuno.
È possibile che ti sia riconosciuto in alcune di queste affermazioni. Come avrai notato, molte reazioni sono diametralmente opposte. Quello che sembra incoerenza è, in realtà, la dimostrazione della complessità umana. Ciascuno di noi può provare un’enorme varietà di emozioni a cui può reagire con un’altrettanta varietà di comportamenti. Non vi è nulla di anormale o sbagliato in questo. Il primo passo è dare dignità a queste emozioni e validarle come la normale reazione della nostra mente e del nostro corpo alla fine di una relazione. Ricorda che milioni di persone hanno provato e provano in questo momento ciò che provi tu. Questo non alleggerirà il carico di sofferenza, ma può aiutarti a considerare l’idea che ti trovi in un momento di passaggio e che non c’è nulla di sbagliato in ciò che senti. Affronteremo nel capitolo quarto l’importanza di circondarsi di persone che possano validare i tuoi sentimenti ma, per quanto queste persone ti siano vicine, avrai sempre la sensazione che non comprendano a fondo il tuo stato d’animo. In parte ciò è vero. Solo noi possiamo conoscere le sfumature emotive, i pensieri e le immagini che affollano la nostra mente. Ecco perché è così importante assumerci la responsabilità di permetterci di sentire quello che sentiamo.
Accettare il dolore «necessario»
Comprendo che il titolo di questo paragrafo possa sembrare contro-intuitivo. Molti di voi si chiederanno: «Perché dovrei accettare questa sofferenza? Ho comprato questo libro per stare meglio, non per sentirmi dire che devo soffrire!».
Ebbene, come darvi torto. Il punto, tuttavia, non è soffrire o non soffrire, ma capire quando e come intervenire. Come esseri umani noi siamo abituati a evitare il dolore e a cercare di fuggire il prima possibile da situazioni che ci fanno stare male. Questa è una regola ben radicata nel nostro sistema biologico e funziona alla grande per tutte le situazioni pratiche. Queste scarpe mi stanno strette?...




