E-Book, Italienisch, 302 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
Branstetter Impara a organizzarti!
1. Auflage 2017
ISBN: 978-88-590-1234-4
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Come insegnare l'ordine, la gestione del tempo, la concentrazione e l'autocontrollo
E-Book, Italienisch, 302 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
ISBN: 978-88-590-1234-4
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Psicologa scolastica e dell'educazione, è la fondatrice dei Grow Assessment and Counseling Services. Specializzata nella valutazione psicoeducativa di bambini, adolescenti e giovani adulti, è autrice di numerosi libri sul parent coaching, la Play therapy e programmi di intervento per genitori di bambini con disturbi dell'apprendimento e del comportamento. Ha inoltre coordinato la formazione post dottorato presso la Autism Clinic dell'Università della California, San Francisco, ed è ideatrice di un blog molto seguito, che offre consulenza specialistica e strumenti di supporto a famiglie e professionisti che lavorano con studenti con bisogni speciali.
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Capitolo secondo
La «top 10» delle funzioni esecutive
È utile pensare alle «funzioni esecutive» come a un’espressione collettiva che raggruppa tante abilità diverse, tutte legate a capacità più generiche di autoregolazione o al riuscire a monitorare, valutare e cambiare i propri comportamenti avendo in mente un obiettivo. In questo capitolo esamineremo la «top 10» delle funzioni esecutive per comprendere quali abilità dovreste puntare a migliorare in vostro figlio. Insieme alle descrizioni delle abilità, troverete alcuni questionari che vi aiuteranno a definire con quale priorità è il caso di intervenire sulle varie aree. Prendetevi il giusto tempo per considerare se vostro figlio effettivamente presenta alcune delle difficoltà descritte per ciascuna delle 10 più importanti abilità nelle funzioni esecutive. Potrete dare la priorità alle aree che creano maggiore stress a voi e a vostro figlio, oppure all’area in cui si riscontrano più difficoltà.
Avvio delle attività
L’avvio delle attività rappresenta l’energia di attivazione che serve per interrompere ciò che si sta facendo e iniziare a fare qualcos’altro. I bambini e adolescenti con difficoltà nelle funzioni esecutive spesso fanno fatica a interrompere un’attività preferita per farne un’altra che in genere non gradiscono altrettanto. In realtà, questo è un problema che spesso riguarda anche i ragazzi (e gli adulti!) che non hanno un deficit delle funzioni esecutive. La differenza fra la fatica tipica dell’avviare una nuova attività e i problemi più gravi sta nel grado di difficoltà del «cambiare marcia». Un ragazzo in genere a volte protesta e borbotta se deve portare fuori la spazzatura e non è raro che un adolescente rimandi lo studio fino all’ultimo minuto. Ma per un bambino o adolescente con problemi nelle funzioni esecutive questo genere di comportamento è cronico. Potrebbe non iniziare mai a svolgere i suoi incarichi se non glielo si dice un sacco di volte o non lo si sgrida, rischia di diventare un procrastinatore cronico, di quelli che perdono molto sonno perché devono restare svegli a finire cose che avrebbero dovuto iniziare ore prima. I bambini e adolescenti con problemi a iniziare le attività devono essere praticamente strappati da ciò che stanno facendo: apparentemente non hanno la forza di volontà per staccarsene da soli.
Ponetevi le seguenti domande per determinare con che frequenza vostro figlio ha problemi con l’avvio delle attività e segnate tutte le risposte affermative:
- In passato, vostro figlio ha sempre fatto fatica a iniziare le attività in modo autonomo?
- Vostro figlio dice spesso cose come: «Non so da dove iniziare»?
- Vostro figlio ha spesso bisogno di incitamenti e del vostro intervento per iniziare a fare qualcosa?
- Vostro figlio fa fatica a interrompere ciò che sta facendo per iniziare qualcosa di nuovo?
- Direste che è un «procrastinatore»?
- Si lamenta spesso e cerca di rimandare quando gli si chiede di svolgere un’attività che non ama particolarmente?
Se avete risposto affermativamente a tre o più domande, probabilmente vostro figlio ha difficoltà con l’avvio delle attività, e può essere il caso di predisporre interventi mirati in quest’area. Troverete maggiori informazioni nel capitolo quinto.
Quesito
Come faccio a capire se mio figlio ha problemi con l’avvio delle attività o è soltanto pigro?
I problemi nell’avvio delle attività hanno cause diverse: il ragazzo può non aver capito l’attività; può non sapere da dove iniziare; non riesce a visualizzare cosa dovrà ottenere alla fine e non sa pianificare come ottenerlo; non possiede capacità come la concentrazione, la gestione del tempo e così via. Il processo di «cambiare marcia» per fare qualcosa di nuovo non è automatico e non avviene in modo continuativo per chi ha problemi con le funzioni esecutive. Anziché pensare ai problemi di questo tipo come a una forma di «pigrizia», considerateli come una carenza di abilità che vanno insegnate.
Inibizione delle reazioni istintuali
Se vi è mai capitato di autoconvincervi a non mangiare una torta deliziosa o siete riusciti a resistere alla tentazione di controllare la vostra pagina Facebook anziché scrivere una relazione per il lavoro, avete praticato l’inibizione delle reazioni istintuali. Inibire le reazioni significa trattenersi dal compiere azioni impulsive, con l’idea di raggiungere un obiettivo. Spesso i bambini hanno grandi difficoltà a ritardare la gratificazione, perché il loro orizzonte temporale è molto breve: tendono a pensare solo al «qui e ora». Ma con l’aumentare dell’età, la loro capacità di controllare gli impulsi migliora e riescono a pensare in anticipo alle conseguenze di un’azione impulsiva. Ad esempio, potrebbero rinunciare ad andare a vedere una partita di calcio con gli amici perché devono consegnare un progetto scolastico entro pochi giorni. Se sanno di avere molto da studiare, potrebbero decidere di spegnere il telefono finché non finiscono i compiti. Se gli amici li chiamano mentre stanno studiando, rispondono che li richiameranno più tardi. Ma spesso i bambini e gli adolescenti con problemi nelle funzioni esecutive restano indietro nello sviluppo di queste abilità di inibizione delle reazioni istintuali.
Segnate tutte le affermazioni che valgono per vostro figlio nel seguente elenco per determinare quanta difficoltà ha con l’inibizione delle reazioni istintuali:
- Mio figlio ha sempre agito impulsivamente, fin da quando era molto piccolo.
- Mio figlio tende ad «agire prima di pensare» e fa sempre la prima cosa che gli passa per la testa.
- Ha molte difficoltà a ragionare in maniera ipotetica e a comportarsi di conseguenza (ad esempio: «Se finisco i compiti adesso, poi posso andare a giocare»).
- Devo ricordargli costantemente di spegnere gli apparecchi elettronici (telefoni, computer, tablet, TV) quando è il momento di fare i compiti.
- Fa fatica a pensare alle conseguenze dei suoi comportamenti.
- È impulsivo nei lavori scolastici e domestici e commette errori di disattenzione.
Se avete risposto segnando tre o più affermazioni, probabilmente vostro figlio ha difficoltà con l’inibizione delle reazioni istintuali. Può essere il caso di predisporre interventi mirati in quest’area. Troverete maggiori informazioni nel capitolo sesto.
Concentrazione
Per imparare o allenare qualsiasi abilità è importantissimo che i ragazzi imparino a concentrarsi. Concentrarsi significa indirizzare l’attenzione sull’attività da svolgere e mantenere questo livello di attenzione finché l’attività non è completata, senza lasciarsi attirare dalle distrazioni. I bambini e adolescenti con difficoltà nelle funzioni esecutive possono fare fatica con alcuni o tutti gli elementi della concentrazione. Inoltre le distrazioni possono essere di diversi tipi. Alcuni ragazzi cedono alle distrazioni interne, e passano il tempo a fantasticare o pensare ad altre cose. Altri sono attratti dalle distrazioni esterne, e indirizzeranno l’attenzione verso qualsiasi elemento dell’ambiente: rumori, persone, oggetti… di tutto. I problemi di concentrazione possono verificarsi durante l’ascolto: in questo caso il ragazzo finisce per perdere delle istruzioni o informazioni importanti. Oppure la concentrazione può venire meno quando il ragazzo deve stare seduto a completare i compiti senza lasciarsi distrarre. Non c’è bisogno di dire che seguire un figlio che si distrae facilmente può essere sfiancante anche per il più paziente dei genitori. Eppure, insegnare le strategie per concentrarsi e gestire le distrazioni è uno dei doni più preziosi che potete offrire a vostro figlio, perché ne avrà bisogno in tanti diversi ambiti della vita.
Il seguente questionario può aiutarvi a valutare il grado di difficoltà di concentrazione di vostro figlio.
- Avete l’impressione che vostro figlio non vi ascolti quando gli date delle istruzioni?
- Ha difficoltà a dedicarsi a un’unica attività fino alla fine, specialmente se richiede pazienza e concentrazione?
- Vi accorgete che presta attenzione a ogni rumore mentre fa i compiti?
- Ha la tendenza ad andare fuori tema durante le conversazioni?
- Si lamenta del fatto che concentrarsi è difficile?
- I suoi insegnanti vi dicono che non riesce a stare concentrato in classe?
Se avete risposto affermativamente a tre o più domande, probabilmente vi serviranno degli interventi che aiutino il ragazzo a rafforzare le abilità di concentrazione. Troverete maggiori informazioni nel capitolo settimo.
Importante
Spesso i ragazzi con problemi di concentrazione hanno anche problemi di autostima. Ciò è dovuto al fatto che si sentono correggere in continuazione (ad esempio: «Stai attento!», «Ti sei dimenticato questa parte!», «Che cosa ho appena detto?»). Anche se i commenti sono neutri o costruttivi, si tratta sempre di qualcuno che dice loro che non stanno facendo bene le cose. Controbilanciate la situazione offrendo anche commenti positivi (ad esempio: «Sei stato bravo a ricontrollare l’esercizio!», «Bravo, hai seguito bene le mie istruzioni!»).
Gestione del tempo
Anche per gli adulti è difficile completare tutte le attività richieste entro un tempo limitato. C’è forse da sorprendersi se i bambini con difficoltà nelle funzioni esecutive, che fanno fatica a porsi degli obiettivi, che faticano a fare previsioni...




