E-Book, Italienisch, 775 Seiten
Cabiati Intercultura e social work
1. Auflage 2020
ISBN: 978-88-590-2396-8
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Teoria e metodo per le relazioni di aiuto
E-Book, Italienisch, 775 Seiten
ISBN: 978-88-590-2396-8
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Professoressa ordinaria presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore (sedi di Milano e Brescia) dove coordina corsi di laurea triennale e magistrale in Scienze del servizio sociale e insegna Teoria e metodologia del servizio sociale e Social work interculturale, è assistente sociale con esperienza nel lavoro con minori e famiglie e di coordinamento di servizi sociali.
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Indice
Alterità e cultura nel social work
Capitolo 1
Il social work è una professione impegnata con e per la diversità culturale
Tutte le relazioni d’aiuto sono incontri tra culture
L’Alterità è dimensione intrinseca del lavoro sociale
Anche l’operatore sociale porta differenza e cultura nella relazione d’aiuto
Super-diversità e super-sfide nelle relazioni interculturali di aiuto
Aspetti identitari di social work interculturale
c) Non basta non discriminare per aiutare
Operatori sociali e utenti di minoranza etnica: alla ricerca di riconoscimento e reciprocità
Perché è importante riconoscersi
Per aiutare bisogna riconoscersi diversi ma di ugual valore
Il riconoscimento deve essere reciproco
Sull’uso del termine «straniero» nei Servizi per l’aiuto
Operatori sociali e utenti reciprocamente «stranieri» nella relazione d’aiuto
Elementi oggettivi e soggettivi a sostegno della reciproca estraneità
L’esperienza della diversità è sempre potenzialmente reciproca
Vissuti speculari di reciproca estraneità
Utenti e operatori «meno stranieri» se in dialogo
Quale micro-cultura possibile in questa relazione d’aiuto?
Quale idea di cultura nel social work?
La cultura risuona nella particolarità del vivere
Come e perché un operatore sociale deve conoscere la cultura dell’Altro
Sul concetto di «cultura»: cinque idee base che aiutano
La cultura come un Parlamento interiore
Gli utenti guardano alla cultura del professionista
Per accedere alla cultura dell’Altro bisogna rendersi accessibili
Un operatore sociale non è un antropologo
Evitiamo confusioni pericolose
Focalizziamo le principali differenze
Non si tratta di inventare un social work diverso!
I problemi di vita sono sempre simili e non uguali in essenza
Capitolo 2
Imparare dalla storia: le radici del social work interculturale (1876-1970)
Organismi pionieri del social work interculturale
Le Charity Organization Societies
I Settlements e i Neighborhood Centers
Il Commitee on Urban Conditions Among Negros
La National League for the Protection of Colored Women
Il Service social d’aide aux émigrants
I compiti delle assistenti sociali pioniere del social work interculturale
Preparare gli immigrati a «diventare cittadini»
Imparare l’inglese e trovare un’occupazione
Contribuire al cambiamento sociale nell’era progressista americana
La rappresentazione delle persone immigrate nei discorsi di social work: i rischi impliciti
Persone dipendenti e bisognose
Persone di dubbia moralità responsabili del loro degrado
Persone infantili, da proteggere e assimilare
Gli antidoti delle grandi pensatrici contro i pregiudizi correnti
Visioni dirompenti: Grace Abbott, Jane Addams e Ethel Bird
Il primo seminario universitario sul tema (USA, 1966)
La nascita di movimenti anti-razzisti
Il Black recruitment: assumere operatori sociali di colore
Blacademics: i professori di colore
Quale differenza hanno fatto i Black social workers?
Sull’etichetta «esperto di colore»
Capitolo 3
L’operatore che vede solo ciò che gli somiglia
Relativismo culturale nel social work
L’operatore con gli occhiali con le lenti colorate
L’operatore che non può comprendere dall’esterno
L’operatore che esalta il diritto alla differenza
Tra etnocentrismo e relativismo culturale: una classificazione di stili operativi critici
Cosa si intende per «stile operativo»
Una variante attenuata dello stile acromatico: una taglia unica per tutti
Stile comparativo e competitivo
Stile categorizzante (e sapere-centrico)
Stile culturalizzante-giustificatorio
Oltre l’etnocentrismo e il relativismo: l’approccio relazionale
Comprendere «gli utenti di culture diverse» prima che «le diverse culture degli utenti»
Rifiutare le categorizzazioni e le generalizzazioni
Non cercare lontano e in solitudine
Dimostrare che gli esperti del problema e della cultura siedono di fronte a noi
Essere attenti conoscitori della propria persona e della propria cultura
Centrare gli interventi sulla micro-cultura della relazione d’aiuto
Tenere al centro la responsabilità e le criticità di una relazione d’aiuto difficile
La relazione ti dice se non stai centrando il punto (qualunque sia lo stile)
Problemi di social work interculturale
Capitolo 4
Le barriere linguistiche e la collaborazione con i mediatori linguistico-culturali
Professionisti e utenti isolati linguisticamente
In un percorso d’aiuto il match linguistico è necessario
Comunicare è un diritto dell’utenza e dei professionisti
Seppur necessario, il match linguistico non è sufficiente
Quando l’aiuto è monolinguistico: significati soggettivi per una
barriera oggettiva
Primo significato: l’utente parla una lingua inadeguata al percorso d’aiuto
Secondo significato: l’utente deve abilitarsi linguisticamente se vuole essere aiutato
Terzo significato: l’utente che non parla italiano è poco competente o poco motivato
Nei panni di un utente immigrato: un esercizio per gli operatori sociali
Senza il mediatore: cosa succede quando i professionisti e gli utenti devono cavarsela da soli
Il ricorso a strategie amatoriali: esempi
Strumenti tecnologici per la traduzione
Una portavoce della famiglia accuratamente scelta
Con il mediatore: in pratica non è così facile
Contestualizzare i significati
Rappresentare una persona terza
Esperienze reali di collaborazione: mancano la preparazione e il tempo
Come operatori sociali e mediatori possono potenziarsi reciprocamente
Esplicitare aspettative ed esigenze
Considerarsi interlocutori fiduciosi
Mantenere ruoli chiari e flessibili
Collaborare senza fondersi né confondersi
Dare impulso a percorsi a livello istituzionale
Capitolo 5
L’accesso ai Servizi e la rappresentazione delle persone di minoranza etnica
Sistemi d’aiuto che aprono o chiudono la porta
La «discrezionalità interculturale» dei segnalanti nel favorire o ostacolare l’accesso ai Servizi
La discrezionalità interculturale in pratica: premere sull’acceleratore o sul freno
Cosa può alimentare la discrezionalità interculturale di un professionista
o di un...




