E-Book, Deutsch, Band 1, 306 Seiten
Reihe: Italianistica: Testi e Strutture - Strukturen und Texte
Cicala / Klinkner Movimenti - Bewegungen I
1. Auflage 2025
ISBN: 978-3-381-13033-7
Verlag: Narr Francke Attempto Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Akten der Fachdidaktischen Sektion des Deutschen Italianistentags 2022
E-Book, Deutsch, Band 1, 306 Seiten
Reihe: Italianistica: Testi e Strutture - Strukturen und Texte
ISBN: 978-3-381-13033-7
Verlag: Narr Francke Attempto Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
PD Dr. Domenica Elisa Cicala lehrt Didaktik der romanischen Sprachen und Literaturen an der Katholischen Universität Eichstätt-Ingolstadt.
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Domenica Elisa Cicala
(Katholische Universität Eichstätt-Ingolstadt)
Introduzione
nella didattica dell’italiano come lingua straniera
Il presente volume raccoglie la rielaborazione di parte degli interventi tenuti nell’ambito della sezione di didattica del XII Convegno dell’Associazione Germanofona degli Italianisti, tenutosi presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera dal 10 al 12 marzo 2022. Previsto per il 2020, ma posticipato di due anni a causa del diffondersi del coronavirus, con l’auspicio di un ritorno alla normalità il congresso si è svolto in presenza, garantendo mediante una modalità ibrida la partecipazione da remoto a quanti erano impossibilitati a spostarsi fisicamente. Dopo l’esperienza della pandemia da Covid-19 – segnata da chiusure, confinamenti e immobilità – la trattazione del tema / si è arricchita di nuove prospettive, includendo aspetti legati a esperienze formative e professionali fatte dai singoli negli anni precedenti e, in particolare, durante i periodi di lockdown, contraddistinti dalla necessità di muoversi in spazi virtuali, navigare in rete, far circolare idee su piattaforme digitali. Circostanza privilegiata di confronto e discussione, i lavori della sezione hanno consentito un proficuo scambio di opinioni su un ampio ventaglio di sfaccettature connesse all’idea di movimento. Se, infatti, si prende in esame l’argomento in relazione all’insegnamento e all’apprendimento dell’italiano, variegati e complementari risultano gli ambiti tematici suscettibili di riflessione e approfondimento. Tra gli input forniti in modo schematico nel come possibile spunto di indagine si richiamano i seguenti, qui esposti in maniera più approfondita.
In primo luogo, il concetto di movimento può essere associato alla diffusione di concezioni e tendenze metodologiche nell’insegnamento della lingua italiana, influenzato – non solo oggi in rapporto a costanti processi di transizione tecnologica e digitalizzazione – dal progresso dei mezzi di comunicazione. Nel tracciare alcune linee di evoluzione nella storia della moderna glottodidattica, fra le altre, è all’immagine del movimento del pendolo che si è fatto ricorso per visualizzare lo sviluppo di correnti di pensiero e modelli didattici, i cui influssi si possono rintracciare in diversi momenti nel corso del tempo. Come specificano DIADORI/VIGNOZZI (2011: 35–36) – rifacendosi a un diagramma, proposto da Marianne Celce-Murcia nella relazione tenuta alla TESOL Convention nel 1978, ripreso e adattato da BALBONI (1985: 36) – all’oscillazione pendolare, che prevede l’alternarsi di fasi di analisi della lingua a fasi di uso della stessa, si aggiunge un movimento di avanzamento glottodidattico, per cui nel ripercorrere posizioni antecedenti ci si muove su un piano più elevato, in cui sono tangibili tracce lasciate dai singoli momenti sui successivi. In un’interpretazione non rigida del movimento del pendolo è possibile affermare che, legato al cambiamento di approcci e metodi, fra innovazione e ripresa della tradizione, l’insegnamento di una lingua straniera è stato e continua a essere influenzato dal diffondersi di teorie linguistiche e modelli glottodidattici che, nell’ottica di un miglioramento, prevedono una sorta di spostamento in avanti con variazioni che presuppongono il percorso compiuto. Così, ad esempio, le novità dell’approccio comunicativo degli anni Settanta del secolo scorso vanno ricollegate ai metodi situazionale e nozionale-funzionale precedenti, di cui riprendono l’uso della lingua in situazioni comunicative legate alla vita quotidiana (cfr. BALBONI 2012: 28–34; BOSISIO 2014: 208).
Il movimento, reso simbolicamente da tre frecce che collegano i vertici del cosiddetto «triangolo didattico», caratterizza lo spazio di azione didattica, in cui i tre fulcri rappresentati da discente, docente e lingua entrano in contatto e interagiscono (tra gli altri, cfr. BALBONI 2008: 12), mentre attorno a questi tre poli costitutivi ruotano bisogni, mete formative, obiettivi didattici. A partire dall’interrelazione tra l’io e il mondo, fra i vari approcci, quello umanistico-affettivo prevede un apprendimento che pone al centro dell’attività didattica il soggetto nella sua interezza, nella misura in cui coinvolge la sua dimensione cognitiva, affettiva e motivazionale, implicando l’attivazione delle sue preconoscenze, senza trascurare, in una visione olistica (cfr. BOSISIO 2005), le sue esperienze, i suoi interessi personali, nonché le sue emozioni e reazioni.
Strettamente legato al piano cognitivo, il movimento come spostamento fisico dell’individuo nello spazio didattico può costituire un efficace mezzo per l’apprendimento linguistico. Anche sulla scia del metodo sviluppato a partire dagli anni Sessanta e Settanta da James J. Asher (cfr. ASHER 1972) e noto come (TPR) ovvero «Risposta Fisica Totale», nell’acquisizione di una lingua straniera risultano da evidenziare i vantaggi dell’apprendimento attraverso il movimento (fra gli altri, cfr. GLAS 2019: 207–209). Grazie all’integrazione tra stimolo linguistico e movimento fisico, tra parola e gesto, si attiva una stretta combinazione tra processi cognitivi e risposta psicomotoria, finalizzata all’esecuzione di istruzioni verbali, per lo svolgimento di attività che prevedono la necessità di muoversi in classe ovvero l’inserimento di movimenti giocosi che possono contribuire a facilitare l’apprendimento (cfr. VISCIOLA 1998). A tal proposito, non trascurabili si rivelano le riflessioni didattiche legate alla progettazione degli ambienti destinati all’apprendimento delle lingue straniere, trattandosi spesso di spazi che, organizzati in modo rigido e statico, di fatto finiscono per vincolare la mobilità e le attività dei gruppi di lavoro (cfr. LIMONE 2012; MAUGERI 2015, 2017).
Da un punto di vista metodologico occorre altresì ribadire le potenzialità di forme ludiche, come l’impiego di piste cifrate o labirinti (cfr. MOLLICA 2010: 65–72, 163–170), giochi di ruolo, simulazioni e drammatizzazioni che stimolano un coinvolgimento multisensoriale e promuovono l’espressività. In particolare, apprendere una lingua mediante esperienze teatrali consente di attivare aspetti emotivi e relazionali, migliorare la pronuncia e l’intonazione, conoscere e usare codici verbali e non verbali (cfr. GILARDI/ROHRBACH/SAUTER 2005: 207–225). In generale, nella lezione di lingua straniera, il gesto come atto comunicativo assume un valore straordinario, da conoscere e interpretare nella maniera opportuna, anche tenendo conto di possibili differenze interculturali per evitare fraintendimenti e . Nella classe di italiano appare, perciò, indispensabile approfondire, fra le altre, le dimensioni cinesica e prossemica, analizzando i diversi significati da attribuire a mimica e gestualità, nell’ottica di un’educazione integrale alla lingua e alla componente non verbale (cfr. CAON 2010; NOBILI 2019).
Se scelto come argomento della lezione di italiano, il tema «movimenti» permette di affrontare da una prospettiva inter- e transculturale interessanti tematiche legate alla storia, alla cultura e alla società dell’Italia, meta di viaggi e luogo di vacanze, terra di emigrazione e immigrazione, da inserire nel «movimentato quadro europeo» (REICHARDT/MOLL 2018: 13). A livello curriculare svariate possono essere le indicazioni in merito alle ondate migratorie che in passato hanno coinvolto e ai nostri giorni continuano a interessare il Mediterraneo e le varie regioni italiane. A titolo esemplificativo: nelle linee guida ministeriali previste sia in Baviera sia nella Renania-Palatinato per l’italiano studiato come terza lingua straniera, tra gli ambiti tematici indicati per lo sviluppo delle competenze comunicative viene espressamente elencato il tema dei flussi migratori dall’Italia, verso l’Italia o all’interno delle varie regioni italiane sia nel XIX secolo sia nella società attuale; oltre alle motivazioni e alle conseguenze dei fenomeni migratori, si menziona il ruolo dell’Italia come Paese meta ovvero come terra di transito1.
Uno strumento privilegiato per accostarsi alla realtà socio-culturale del Belpaese costituisce senz’altro il cinema italiano che, in una successione di immagini in movimento in cui si intrecciano parole e gesti, suoni e silenzi, musiche e rumori, si propone di raccontare storie, ma anche di intrattenere e divertire. Attraverso il cinema si può favorire in maniera oculata il dialogo interculturale, in un processo dinamico aperto a incontri e nuovi sviluppi all’insegna di pluralità e inclusione (cfr. DIADORI/MICHELI 2010; VEDOVELLI 2017: 5–32; CARPICECI 2020). Riguardo al tema del movimento nello spazio sia esterno sia interiore, un angolo di...




