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E-Book, Italienisch, 314 Seiten

Conti Mogeen Blue


1. Auflage 2023
ISBN: 978-3-7578-3442-5
Verlag: BoD - Books on Demand
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

E-Book, Italienisch, 314 Seiten

ISBN: 978-3-7578-3442-5
Verlag: BoD - Books on Demand
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Chi è Mogeen Blue? Nel momento in cui Fabian è colto da una passione carnale, che lo trascina, assieme al suo collega Fred, in una spirale di intrecci amorosi con tre donne misteriose e affascinanti, ad Amburgo uomini scompaiono e restano vittime di una donna oscura, mascherata da gatto. Dal loro amore ricco di sfumature, scaturiscono anche dubbi e illusioni. Una coppia di poliziotti entra in contatto con il gruppo, mentre un'anziana signora sembra contagiare tutti con la sua aura di saggezza e vita vissuta.

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2
La sfilata di moda


Intanto che la sfilata stava per cominciare, Nadia controllò per la millesima volta che il suo aspetto, da capo a piedi, fosse perfetto per l’entrata in scena. L’abito sembrava fatto per lei, malgrado le scarpe le facessero un male atroce. « pensò per un momento. Aveva appena cacciato tutto il personale di truccatrici, che del resto avevano finito, per poter rimanere da sola col suo specchio e per poter effettuare i suoi consueti rituali, che si basavano soprattutto su dialoghi con sé stessa e mirati principalmente al darsi la carica mentale, coccolando il suo ego. Il suo motto infatti richiamava un aforisma di Oscar Wilde: «

Dunque iniziò il suo dialogo. «

Intanto, mentre gli addetti ai lavori si occupavano degli ultimi ritocchi, designer, stylist, fotografi, giornalisti iniziarono ad accalcarsi attorno ad un piccolo buffet dietro le quinte, composto perlopiù da fingerfood, salatini e soprattutto drinks. Iniziarono a chiacchierare, parlando in special modo delle precedenti edizioni.

« chiese qualcuno, come per rompere il ghiaccio dopo troppi convenevoli.

«» rispose Stephanie, la giornalista, seduta leggermente in disparte su un gradino nello spazio antistante il buffet. «»

Gina si avvicinò verso Stephanie con un’intera bottiglia di spumante sulla mano destra, un bicchiere vuoto sulla sinistra e una macchina fotografica da Street Photography a tracollo. Un gioiello. Una Fuji-film x100.

« le disse avvicinandosi. «

le disse Stephanie, porgendole il bicchiere vuoto da riempire.

«

Gina si allontanò con un sorriso sensuale un po’ indecifrabile, sventolando capelli viola, lunghissimi da un lato, rasati dall’altro. Aveva un completo nero. Una giacca “gothic-frac” leggera stile “vittoriano-vampiro” da “punk rave”. Un abito perfetto da “Steampunk”, con coprispalle bordeaux, maniche in pizzo ricamate a punta estrema, così come la parte calante, a pieghe, sia sul davanti che sul dietro. Proprio a ricordare un pipistrello. Sotto una gonna con rifiniture in pizzo con taglio diagonale, anch’essa a pieghe, con effetti stile bondage, con placche e borchie in metallo e un anello centrale a bloccare due cinture incrociate. Sfumature bordeaux. Poi calze a rete nere con motivi a ragnatela. Infine le classiche “Dr Martens” in bordeaux. Una bellissima strega gotica.

Stephanie la fissò mentre si allontanava, chiedendosi come si possa lavorare come fotografi in un completo del genere. Ma in fin dei conti perché no. La gonna le permetteva di muoversi liberamente e quelle scarpe, che anch’essa aveva a casa, sapeva che quando non sono più nuove sono comodissime. Inoltre da libera professionista, come dice la parola era “libera” e quindi libera pure di vestirsi come le pareva. Tra l’altro, per chi piace il genere, un abito mozzafiato.

Mentre Stephanie pensava a Gina alzandosi per iniziare anch’essa i suoi preparativi e per prendere gli ultimi contatti, nei loro atelier, laboratori e showroom, intanto, gli stilisti lavoravano a ritmi forsennati, muovendosi indaffarati, insieme ai loro team per rendere perfette le collezioni che stavano per scendere in passerella.

Le modelle iniziarono le prove. Nadia pure.

Poco dopo le ore 20, la direttrice dell’accademia emerse sorridente dal backstage e fece il suo ingresso in passerella accompagnata da ritmici scatti fotografici.

Ferma al centro si mise in posa, una sorta di posa yoga, con stretto il microfono tra le mani, quasi sopra la testa e quasi avesse paura che le potesse scappare via, tenendo quindi i gomiti alti, quasi all’altezza delle spalle. Le mancava di appoggiare un piede sul ginocchio dell’altra gamba e socchiudere gli occhi, che sarebbe stata una perfetta posizione “vrksasana”, cioè la posizione dell’albero.

In un primo momento sembrava timidamente imbarazzata, poi questa simpatica donnetta di mezza età e… di mezza statura, portò in avanti il microfono, nella stessa identica posizione, ma con le mani distese come in preghiera.

Questa specie di meditazione o preghiera che si potesse vedere o interpretare, si trasformò poi in un grande e forse eccessivo ringraziamento. Cercò di non dimenticare nessuno e di essere professionale, anche se non era per lei la prima volta. L’elenco sembrava non finire. Citò un po’ tutti, dal pubblico alle modelle e stilisti, dagli studenti dell’accademia agli addetti ai lavori, senza dimenticare ovviamente gli sponsor. Per prendere confidenza col pubblico, concluse i ringraziamenti in modo scherzoso, citando sé stessa senza nascondere la propria gioia e soddisfazione di avercela fatta a mettere su per un altro anno un tale grosso evento cittadino e addirittura nazionale.

Rendendosi conto che il tempo stringeva, passò repentinamente alle descrizioni coincise di ogni look di ogni stilista. Gli stilisti erano 3 e tutti, grazie alla loro disponibilità di collaborare con l’accademia, avevano permesso agli studenti di partecipare in modo attivo, chi in modo organizzativo, chi addirittura con interventi sugli abiti o chi invece sfilando. I meno fortunati potevano comunque muoversi liberamente con i professionisti e interagire all’occorrenza.

Arrivò dunque il momento di concludere il discorso e la direttrice dell’accademia lo fece citando un aneddoto del passato a voler sottolineare...



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