COSE Spiegate bene. L'importante è partecipare | E-Book | www.sack.de
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E-Book, Italienisch, Band 9, 322 Seiten

Reihe: COSE Spiegate bene

COSE Spiegate bene. L'importante è partecipare


1. Auflage 2024
ISBN: 978-88-7091-809-0
Verlag: Iperborea
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

E-Book, Italienisch, Band 9, 322 Seiten

Reihe: COSE Spiegate bene

ISBN: 978-88-7091-809-0
Verlag: Iperborea
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L'importante è partecipare è il nono numero di COSE Spiegate bene, la rivista di carta del Post realizzata in collaborazione con Iperborea. Tra entusiasmi, problemi, successi, fallimenti, settimane emozionanti e retoriche sfinenti, le Olimpiadi hanno occupato quasi 130 anni di storia del mondo: con una serie di eventi ineludibili, protagonisti dello sport, ma anche della politica internazionale, dei cambiamenti sociali, della comunicazione e dei media, della scienza, e dei rapporti tra gli stati e i popoli. Questo numero di COSE Spiegate bene ne racconta storie note e meno note, ne spiega dinamiche, cambiamenti ed economie, raccoglie il bene delle Olimpiadi e ne riporta le critiche: dando a tutti da prepararsi in attesa delle gare e da intrattenersi e informarsi in attesa degli inni e delle premiazioni. Da come si scelgono i paesi ospitanti, a chi paga tutto quanto, a quali atleti sono diventati leggende vincendo, a quali ci sono riusciti perdendo, a cosa succede a chi partecipa senza gran fama, fino ai momenti che sono diventati Storia non sportiva, a volte drammatica. L'importante è conoscere le cose, per noialtri che non partecipiamo. Con testi di Lia Capizzi, Paolo Condò, Luigi Datome, Beatrice Vio Grandis e della redazione del Post.

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Come cominciò


Come si sa: con un barone francese e con l’antica Grecia ancora prima. Ma con poco spirito olimpico

Le Olimpiadi del 1908, la quarta edizione della loro cosiddetta «era moderna» (per distinguerla da quella delle Olimpiadi dell’antichità greca) si tennero a Londra. La città aveva avuto meno di due anni per prepararsi, dopo che la prima sede scelta – Roma – aveva rinunciato nel 1906, quando i danni provocati dall’eruzione del Vesuvio avevano costretto il governo italiano a spostare le sue priorità e i suoi investimenti sulla ricostruzione a Napoli. I paesi partecipanti furono 22, sufficienti a creare diverse tensioni e polemiche sia nazionalistiche che sportive: furono le Olimpiadi in cui il maratoneta italiano Dorando Pietri fu squalificato malgrado fosse arrivato per primo al traguardo, per essere stato aiutato dai giudici a concludere la gara dopo che era crollato per la fatica più volte sulla pista all’interno dello stadio. La vittoria fu assegnata a un atleta statunitense, ma Pietri ne ricevette ammirazioni internazionali e fama eterna per la volontà di concludere la gara superando la fatica.

Altre questioni regolamentari si posero in diverse gare e circostanze: dopo solo tre edizioni delle Olimpiadi c’era ancora molto da capire, stabilire, definire, e in più di un’occasione le discussioni e le tensioni riguardarono le squadre del Regno Unito e degli Stati Uniti. Già al momento della cerimonia inaugurale il portabandiera americano Ralph Rose – che avrebbe poi vinto la medaglia d’oro nel getto del peso – rifiutò di abbassare la bandiera al passaggio davanti al palco del re Edoardo VII: le ricostruzioni non sono tutte convergenti, ma la spiegazione prevalente fu, nelle parole attribuite a un altro atleta statunitense, che «questa bandiera non si inchina di fronte a nessun re terreno». Poco più di un secolo dopo l’indipendenza degli Stati Uniti, e con diversi atleti americani immigrati dall’Irlanda, i risentimenti tra i due paesi avevano estese radici e in diverse gare i giudici britannici furono accusati di avere sfavorito gli atleti americani, con proteste e boicottaggi.

In questo contesto il vescovo della Chiesa episcopale americana Ethelbert Talbot arrivò a Londra dalla Pennsylvania, per partecipare a un convegno di vescovi anglicani provenienti da tutto il mondo. La stessa Chiesa episcopale era stata formata negli Stati Uniti per emanciparsi dalla Chiesa d’Inghilterra e dalla sua sudditanza nei confronti della monarchia. Talbot venne invitato tra le altre iniziative a tenere un sermone nella cattedrale di St. Paul, il 19 luglio 1908, di fronte a molti atleti e responsabili delle Olimpiadi, e si disse preoccupato delle nuove rivalità che lo sport può generare, e dei pericoli conseguenti: «Se l’Inghilterra è battuta sull’acqua, o se l’America è superata sulla pista, o se un americano perde il primato che possedeva un tempo, bene, cosa importa? L’unica protezione risiede nella lezione di Olimpia, per cui i Giochi stessi sono migliori della gara e del premio. San Paolo ci dice quanto sia insignificante il trofeo: il nostro trofeo non è deperibile ma eterno, e per quanto uno solo possa portare la corona d’alloro, la gioia della competizione è condivisa ugualmente da tutti.»

Pochi giorni dopo, quello che è considerato il fondatore delle Olimpiadi moderne, il barone De Coubertin, tenne un discorso in cui riprese le parole di Talbot. La formulazione di De Coubertin è stata ripetuta da allora in molte forme, o nella sua sintesi più diffusa, «l’importante è partecipare». Altre versioni sembrano conservare il ridimensionamento della vittoria ma mantenendo un valore non tanto della più fraterna «partecipazione» quanto dello scontro e della lotta: «l’importante nella vita non è il trionfo ma il combattimento, l’essenziale non è avere vinto ma essersi battuti». In questa inclinazione «virile» De Coubertin tra l’altro contestò sempre l’ammissione delle donne alle Olimpiadi. Con gli occhi dei decenni successivi sono poi molte le sue posizioni in contraddizione con lo spirito di fratellanza e uguaglianza che De Coubertin promosse spesso intorno alle Olimpiadi: da cui volle sempre escludere le donne, ed è anche stato spesso accusato di indulgenze nei confronti del regime nazista nell’avallare e apprezzare l’uso propagandistico che la Germania fece delle Olimpiadi di Berlino del 1936.

De Coubertin si chiamava Charles Pierre de Frédy, era nato a Parigi nel 1863 e acquisì il titolo nobiliare di suo padre e della sua famiglia diventando noto come barone Pierre de Coubertin. Una iniziale inclinazione verso la carriera militare lo appassionò all’attività fisica e allo sport, nelle forme maschili e spesso bellicose degli sport della fine dell’Ottocento: tiro con la pistola, equitazione, boxe, scherma, canottaggio. Ma intensi soggiorni nel Regno Unito costruirono una sua grande ammirazione per la potenza di quell’impero – la Francia veniva dalla umiliante sconfitta nella guerra franco-prussiana – e per la sua capacità di formare i propri giovani sudditi, o almeno quelli delle classi più elevate. E quindi decise di dedicarsi alla pedagogia in Francia e al ruolo dello sport in questo ambito: prima ancora di avere 25 anni creò organizzazioni sportive, produsse pubblicazioni e iniziative, introdusse e diffuse il motto («più veloce, più alto, più forte», con accezioni metaforiche e suggestive non solo atletiche) che sarebbe poi diventato il motto delle Olimpiadi.

La rinascita delle «Olimpiadi» – ovvero di festival sportivi che prevedessero gare di discipline differenti nell’arco di un unico evento, con numerosi partecipanti – aveva una storia iniziata già un secolo prima: alla fine del Settecento si erano tenute per tre anni a Parigi le «Olimpiadi della Repubblica», con gare di corsa a piedi, a cavallo, sui carri. Il nome riprendeva quello degli antichi «giochi olimpici» che a loro volta traggono il nome dalla città greca di Olimpia, dove le prime competizioni sportive di questo genere si tennero tra l’VIII secolo a.C. e il V d.C., ed erano un’occasione di confronto e scontro politico e di potere tra le polis – le città-stato – dell’antica Grecia, all’interno di una celebrazione religiosa in favore del dio Zeus. Altre riprese dell’idea di un’Olimpiade erano emerse nell’Ottocento sia in Grecia che in Inghilterra, e una visita del 1890 a Wenlock (vedi pag. 28) influenzò molto il progetto di De Coubertin, che si concretizzò nel 1894 con la costituzione del Cio, il Comitato olimpico internazionale, che tuttora organizza le Olimpiadi, e con la progettazione della prima edizione, simbolicamente assegnata alla città di Atene e inaugurata dal re Giorgio I di Grecia il 6 aprile del 1896. In quella prima edizione i vincitori delle gare ricevettero delle medaglie d’argento e i secondi classificati delle medaglie di rame: le medaglie d’oro, argento e bronzo furono assegnate loro retroattivamente dopo che le nuove categorie furono introdotte a St. Louis, nell’edizione del 1904.

Pierre de Coubertin morì nel 1937 in Svizzera, dove si era trasferito una ventina d’anni prima, portandoci le sedi e le strutture del Cio, che sono tuttora a Losanna. Le Olimpiadi estive del 2024 a Parigi sono la 33esima edizione nei 130 anni della loro era moderna: il conteggio tiene conto anche delle tre edizioni previste e non svolte per la guerra, a Berlino, Tokyo e Londra nel 1916, 1940 e 1944 (l’edizione di Tokyo fu spostata a Helsinki prima di essere definitivamente cancellata). Per il resto si sono tenute ogni quattro anni dal 1896, con l’eccezione di Tokyo nel 2021, spostata avanti di un anno a causa delle limitazioni introdotte nel 2020 per la pandemia da coronavirus.

GLI EFFIMERI GIOCHI INTERMEDI


Dopo lo svolgimento delle prime Olimpiadi moderne ad Atene nel 1896 si aprì un confronto tra il Comitato olimpico internazionale e il suo fondatore Pierre de Coubertin da una parte e il Comitato olimpico e i reali greci dall’altra sulla sede in cui organizzare i Giochi olimpici successivi. I greci volevano che Atene fosse scelta come sede permanente delle Olimpiadi, mentre il Comitato olimpico internazionale era intenzionato a far svolgere i giochi in città diverse, per facilitare una maggiore diffusione dell’idea olimpica nei vari paesi.

La soluzione di compromesso raggiunta dal Cio nel 1901 fu di affiancare ai Giochi olimpici, che si sarebbero svolti ogni quattro anni in una sede diversa, dei giochi chiamati «intermedi» o «intercalati», che si sarebbero dovuti svolgere ad Atene negli anni pari intermedi rispetto a quelli delle «vere» Olimpiadi. La prima edizione di questi giochi si tenne dal 22 aprile al 2 maggio del 1906 ed ebbe un gran successo sia per la partecipazione di pubblico che per la qualità delle competizioni, risollevando così anche la considerazione delle Olimpiadi dopo le edizioni di Parigi 1900 e St. Louis 1904, che erano state caratterizzate da problemi organizzativi e da una insoddisfacente partecipazione di atleti e spettatori. Ma la prima edizione di questi giochi...



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