E-Book, Italienisch, 307 Seiten
Reihe: Indi
De Rosa Quando eravamo felici
1. Auflage 2023
ISBN: 978-88-3389-513-0
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Italia-Argentina 1990: la partita da cui tutto finisce
E-Book, Italienisch, 307 Seiten
Reihe: Indi
ISBN: 978-88-3389-513-0
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Il 3 luglio del 1990, allo stadio San Paolo di Napoli, va in scena la semifinale del campionato del mondo tra l'Italia, paese organizzatore, e l'Argentina, detentrice del titolo. C'è ottimismo sugli esiti della partita: gli azzurri hanno vinto tutti gli incontri disputati finora, e non hanno subito neanche una rete. Ma c'è anche una sottile paura, perché tra gli avversari, che alle carenze di gioco suppliscono con un'applicazione e una grinta feroci, c'è Diego Armando Maradona. La partita si concluderà ai calci di rigore, e la sconfitta dell'Italia segnerà un punto di non ritorno per una generazione che si è formata nell'ottimismo degli anni Ottanta, lontana dagli anni di piombo, esaltata dal benessere economico e dal crollo del Muro di Berlino, ma destinata ad affrontare la crisi dei primi Novanta tra stragi di mafia, Tangentopoli, fine della prima Repubblica. Quando eravamo felici parla di calcio, di illusione per una vittoria che sembrava già scritta, di crolli emotivi. E di Diego Armando Maradona, artefice della sconfitta degli azzurri e per questo abbandonato da chi lo proteggeva e destinato a una fine ingloriosa, quando le sue vicende di droga diverranno di dominio pubblico. Con passione e precisione, Corrado De Rosa racconta un'epoca e dimostra ancora una volta, sulle orme dei più grandi scrittori e giornalisti che se ne sono occupati prima di lui, da Giovanni Arpino a Gianni Brera, come il calcio possa essere una gigantesca metafora della vita e dell'identità di una nazione.
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3 luglio 1990, 184° giorno del calendario. Ne sono passati 236 da quando il Muro è caduto a Berlino, mentre il campionato del mondo è iniziato da 602 ore. Stasera è previsto l’incasso record per una partita ai mondiali: sette miliardi, 59.590 biglietti venduti. Radio Rai trasmette la gara a reti unificate. I cronisti sono Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Ezio Luzzi. La telecronaca su Rai 1 è affidata alla parlata gentile e piena di guglie di Bruno Pizzul. Alle venti si gioca Italia-Argentina.
Il 3 luglio è giorno di anniversari: nel ’44 le truppe sovietiche cacciano i tedeschi da Minsk, nel ’62 la Francia dichiara l’indipendenza dell’Algeria. Fin dal 1971, a partire dalle prime ore dell’alba, centinaia di orfani del Re Lucertola si affollano ai cancelli del Père-Lachaise di Parigi, il cimitero più visitato al mondo: il 3 luglio è morto Jim Morrison.
La partita si gioca sotto il segno del Cancro, ascendente Capricorno. Un tema astrale per risoluti e per generosi. Marte in Ariete infonde carica, forza d’animo, irruenza. È anche giorno di luna crescente, ricettiva, impulsiva. Di luna crescente si accumula energia, si prende l’iniziativa, ci si innamora a prima vista. Il tempo di luna crescente è tempo di gioia, di progetti, di possibilità. Di luna crescente, però, le ferite si rimarginano con più fatica, e poi la Luna nera è in Scorpione: segno di masochismo.
Da meno di ventiquattro ore si è aperto il Calciomercato a Milanofiori. Florin Raducioiu, centravanti della nazionale rumena, va al Bari dopo il placet del ministro dello Sport del suo paese. Aldair è arrivato alla Roma, a Fiumicino lo hanno aspettato in cinquecento. Rafael Martín Vázquez passa dal Real Madrid al Torino e trasloca in Piemonte con padre, madre e sorella. Il Genoa compra Tomáš Skuhravý che ha giocato il mondiale con la Cecoslovacchia e adesso è in vacanza.
Per gli atleti della nazionale italiana, invece, il mercato è finito il 19 maggio. Roberto Baggio è passato dalla Fiorentina alla Juventus e il trasferimento ha scatenato rivolte di piazza. L’Italia ha effettuato una parte della preparazione a Coverciano, quartiere fiorentino dove Aldo Palazzeschi ha ambientato . Quando è arrivato al Centro Tecnico, Baggio ha avuto bisogno della scorta.
Però il 3 luglio del 1990 sorridono tutti. Se c’è qualcosa che incrina lo stato d’animo della nazione, non c’entra con quella macchina organizzativa che è stata Italia ’90.
L’Università di Chieti diffonde la notizia di aver brevettato un test di laboratorio capace di individuare, nei sieropositivi, il rischio di progressione verso l’Aids. A Bologna è in corso il processo di appello sulla strage del 2 agosto 1980 e la Corte si ritira in camera di consiglio per emettere la sentenza. La Commissione Stragi, che lavora sul mistero di Ustica, decide nuove audizioni per chiarire meglio le modalità di recupero del DC9 precipitato nel mar Tirreno. La laguna di Venezia è invasa dalle macroalghe. A Bari, a circa cento metri dalla riva, si recuperano le ossa di un cadavere scoperte da un gruppo di pescatori subacquei. Palermo è alle prese con la mancanza di acqua e le inchieste su Vito Ciancimino, ex sindaco nelle mani dei Corleonesi, che adesso è in carcere all’Ucciardone. Roma si prepara per la finale che si si giocherà allo stadio Olimpico, poi se ne andrà per qualche settimana in vacanza.
Il motto di Claudio Ciaravolo è: «Escogito ergo sum». Ciaravolo si definisce psichiatra di nascita e napoletano di professione. Ha inventato le «lacrime di Berlusconi» e la maglietta con la cintura di sicurezza incorporata. Stamattina, in città, ha allestito decine di bancarelle che vendono pezzi di pane a cui ha aggiunto blu di metilene, un colorante da pasticceria. La «bluschetta» è in vendita anche in alcune panetterie del centro ed è un modo per celebrare la Nazionale, un pasto propiziatorio che accompagni la squadra verso la finale. Il Prefetto, intanto, ha disposto il divieto di vendita di superalcolici su tutto il territorio della provincia.
Napoli è pronta.
La squadra è in ritiro all’hotel Medusa di Castellammare di Stabia. Ha messo trenta chilometri fra sé e il tifo della città, ma la gente non si è persa d’animo e ha voluto applaudirla lo stesso: ha atteso il suo arrivo dal ritiro di Marino, nella zona dei Castelli Romani, all’uscita dell’autostrada e sulle corsie d’emergenza. Molti indossavano la maglia della Nazionale, l’hanno comprata falsa sulle bancarelle. È quella di colore blu intenso, traslucida, senza aderenze, con i bordini tricolore sul colletto e sulle maniche e il logo circolare al posto dello scudetto.
I calciatori sono consapevoli di essere i grandi protagonisti delle notti magiche. Fin qui hanno vinto tutte le partite senza prendere gol. Il gruppo è impostato su quattro pilastri: Walter Zenga, Franco Baresi, Roberto Donadoni e poi l’ultimo, quello insperato: Totò Schillaci, esploso durante il mondiale. Ieri sera hanno provato il prato del San Paolo. Hanno facce tirate, sentono il peso di cinque partite che sono state cinque battaglie, ma nessuno ha crampi, sono in ottime condizioni fisiche, recuperano alternando attività e riposo: dopo i quarti di finale con l’Eire, la tabella ha previsto solo allenamenti leggeri. A Fuorigrotta hanno giocato una partitella in undici contro undici: biancazzurri contro gialli. Hanno vinto i biancazzurri: doppietta di Andrea Carnevale e gol di Giancarlo Marocchi.
La sveglia in camera è per le otto e trenta, la colazione è prevista alle nove ma l’adrenalina spalanca le palpebre a tutti molto prima. Per diversi di loro è stata una notte agitata: l’ansia ti chiude lo stomaco e ti annebbia la mente. La cosa più importante da fare, stamattina, è affidarsi alla routine: i gesti automatizzati, ben integrati negli strati più profondi del cervello, sono meno permeabili alle preoccupazioni.
Il primo ad alzarsi è Francesco Rocca, che si occupa della preparazione atletica della squadra. La sua mattinata comincia alle sei con un’ora di attività fisica aerobica, corsa o bicicletta. Gli serve per aprire i cancelli dei neurotrasmettitori, soprattutto di quelli in grado di incidere sul buonumore. In questo modo bilancia lo stress e va incontro al giorno più lungo.
A differenza delle altre partite, Vicini non ha comunicato la formazione alla stampa. Ha detto che non cambierà la difesa e che al massimo ci sarà una modifica rispetto alla partita con l’Eire. Ha selezionato ragazzi duttili, con pochi ritocchi dalla panchina può rimodulare la squadra in corso d’opera. Qualcuno ha insinuato che quel modo di giocare a carte coperte del commissario tecnico sia una piccola crepa nelle sue certezze, anche perché alla domanda su quale sia la paura più grande ha risposto: «Non vincere la semifinale». Probabilmente un po’ gioca con la psicologia dei ragazzi, un po’ con quelle di Carlos Bilardo, l’allenatore dell’Argentina, e di Maradona.
Davanti al buffet, Gianluca Vialli non è tranquillo, non sa se per lui sarà una buona giornata. Nel ventre del San Paolo, dopo l’allenamento di ieri, ha risposto indispettito alle domande dei giornalisti. Doveva essere il Paolo Rossi di Italia ’90 ma ha giocato poco, ha sbagliato un rigore calciato con sicurezza eccessiva ed è stato escluso dai titolari. Ora ha il volto tirato. La competizione seleziona i migliori, però , letteralmente, significa: andare insieme verso un punto preciso. Ha dato segni di nervosismo, sì. Ma non ha remato contro, non lo farebbe per etica personale. Spera in un gesto di stima di Vicini, ha intuito qualcosa fra le righe, magari il mister gli concederà il primo tempo e poi si vedrà.
Baggio ha un carattere meditativo, serafico. Lo aiuta il buddhismo della Soka Gakkai, che fonda il suo insegnamento sul principio di connessione fra la propria felicità e quella degli altri. Ogni individuo ha la capacità di superare qualunque sfida, di sviluppare una vita di grande valore, di influenzare positivamente la società, il mondo intero. Partite del genere le vince chi ha più forza interiore. Baggio fin qui ha fatto bene, le triangolazioni veloci con Schillaci funzionano. Si augura di essere in campo, e poi il San Paolo gli porta fortuna: a Napoli ha segnato il suo primo gol in Serie A. Scompone la respirazione in quattro fasi della stessa durata: inspira contando fino a quattro, trattiene l’aria nei polmoni, conta di nuovo, espira, riconta, tiene vuoti i polmoni. Mentre ricomincia, nella sua coscienza irrompono pensieri, emozioni, sentimenti. Lui riporta tutta l’attenzione sull’aria che entra e l’aria che esce.
Yogurt, pane, cereali, crostata, bresaola, prosciutti, succhi e frutta fresca. Il segreto è non saltare mai la colazione: è il pasto che riorganizza le scorte di carboidrati consumati nella notte. Non c’è un cibo che prepari meglio alla partita, tutto sta nel giusto equilibrio fra idratazione ed energia.
Schillaci è secondo nella classifica dei marcatori di Coppa del Mondo. Davanti ha Skuhravý, che ha segnato cinque volte, ma la Cecoslovacchia è già tornata a casa. Totò ne ha fatti quattro, sempre sullo 0-0, sempre quando l’inerzia delle gare sembrava difficile da modificare: Austria, Cecoslovacchia, Uruguay ed Eire. Di testa, di piede, da fuori, con tocchi precisi. Ripete a tutti che la sua forza è il timore di perdere il posto. Ha un occhio nero rimediato contro gli irlandesi ma sa di giocare: nei tornei brevi, i momenti di grazia vano sfruttati. Ieri sera ha anche visto un film con don Camillo e Peppone. Sono giorni in cui le strade sono...




