Gagliano | Così parlò la pianta | E-Book | www.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, 216 Seiten

Reihe: saggi | terra

Gagliano Così parlò la pianta

Un viaggio straordinario tra scoperte scientifiche e incontri personali con le piante
1. Auflage 2022
ISBN: 978-88-7452-992-6
Verlag: Nottetempo
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Un viaggio straordinario tra scoperte scientifiche e incontri personali con le piante

E-Book, Italienisch, 216 Seiten

Reihe: saggi | terra

ISBN: 978-88-7452-992-6
Verlag: Nottetempo
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



'Non tutte le culture', scrive Suzanne Simard nell'introduzione a questo libro, 'soffrono del complesso di superiorità antropocentrico, ma quella attualmente più potente e dominante sulla faccia della Terra sì, e ha provocato diverse crisi su scala mondiale. Per evitare il disastro socio-ecologico, servirà una rivoluzione. Bisognerà decostruire l'approccio riduzionista e provinciale che ci contraddistingue, per comprendere la vita e inventare modi completamente nuovi di intendere il mondo'. È proprio questa la meta del viaggio visionario - e necessario - di Monica Gagliano: muovendosi tra autobiografia e indagine scientifica, Così parlò la pianta ci spinge a considerare le piante non come oggetti, bensì come esseri dotati di soggettività, coscienza e volontà, e dunque capaci di un punto di vista e di una voce distinti. Gagliano racconta i suoi incontri ravvicinati con le piante, ma anche con sciamani delle piante, indigeni che hanno conservato le tradizioni e mistici di tutto il mondo, integrando poi tutte queste esperienze con una rigorosa presentazione delle recenti e importanti scoperte scientifiche sulla comunicazione e la cognizione nel mondo vegetale, ambito di ricerca nel quale lei stessa svolge un ruolo di primo piano. Perché 'il mondo vegetale non ha mai smesso di insegnare agli esseri umani, e noi, ascoltando, non abbiamo mai smesso di imparare'. Così parlò la pianta è un invito all'ascolto, al dialogo e al confronto, per un cambiamento che è ancora possibile.

Gagliano Così parlò la pianta jetzt bestellen!

Weitere Infos & Material


Preludio


Ho sempre amato le storie, ma chi può dire il contrario? Infinite in quantità, le storie crescono in continuazione dentro e attorno a noi, e forse è proprio per questo che sembrano accompagnarci ovunque andiamo. Alcune ci irretiscono con le loro bugie, alcune ci sconvolgono con le loro verità, mentre altre ci ispirano immensamente con il loro coraggio. Al di là della miriade di sfumature di colore, ogni storia è un filo luminoso che ci intesse nell’arazzo della vita, un filamento vibrante che crea il nostro mondo e poi lo disfà. Le storie che incontrerete in questo libro dipanano una matassa che invita a reclamare un livello di percezione del mondo ben più profondo di quello a cui probabilmente siete stati abituati finora. Forse apriranno una finestra su un panorama più verde, di cui avevate dimenticato l’esistenza.

Ma chiariamoci: questo non è un volo di fantasia. Ammetto che certe avventure e circostanze raccontate in queste pagine possano, almeno in parte, sembrare strane, fuori dall’ordinario o decisamente incredibili, ma questa non è un’opera di finzione o una leggenda a cui vi chiedo di credere. È un resoconto personale serio e veritiero della ricerca scientifica che ho condotto nell’ultimo decennio nel regno vegetale. Questa è una storia potente sull’incontro inaspettato ma significativo tra il sapere scientifico e la saggezza delle piante: vi porta dietro le quinte della scienza accademica e descrive i meccanismi interni di un percorso di ricerca che rivela il ruolo dinamico delle piante nel promuovere una nuova formulazione della scienza contemporanea. È un incontro che avviene in un territorio di frontiera, dove il mondo fisico per come lo conosciamo (o pensiamo di conoscerlo) incrocia sfere alternative della realtà (più strane di quanto immaginiamo). Qui l’ordinario e il singolare vanno a braccetto e, a volte, si scontrano per dare vita a un mondo di possibilità nuove e persino paradossali.

Ho raggiunto questo nuovo mondo tra il timore terrificante di ciò che avrei potuto perdere e la curiosità irrefrenabile di ciò che avrei potuto trovare, sia professionalmente sia personalmente. Nessuno mi aveva detto che avrei dovuto compiere un salto mortale completo, abbandonare le mie idee di “normalità” per tuffarmi nell’ignoto, né che sarei atterrata su un terreno solido, un piede in ciascun mondo e tuttavia in connessione. All’inizio è stata un’esperienza traumatica, una condizione pericolosa – è spaventoso perdere l’appiglio mentre si cammina su una linea sottile e scivolosa che attraversa vari paesaggi percettivi, in cui bisogna correre dei rischi, senza nessun corrimano a cui aggrapparsi! Tuttavia, quella che sembrava un’impresa impossibile – unire l’oggettività del metodo e del sapere scientifico alla soggettività delle esperienze trascendentali e dell’intuizione – non solo si è rivelata assolutamente possibile, ma anche un colpo di genio incredibilmente esaltante e profondo.

Questo libro è un tentativo di portare in quel mondo. Oh, non abbiate paura. Non vi chiederò di aderire a qualche culto o di accettare idee megalomani. Al contrario: mettete da parte tutte le vostre convinzioni, i presupposti culturali, i giudizi e i pregiudizi, e ascoltate. Datemi pure della pazza, se volete, ma fatevi un favore: resistete alla tentazione di liquidare questa storia come impossibile prima di aver provato a uscire dalla scatola della “normalità” e aver concesso alla magica assurdità della vostra esperienza soggettiva di affiancare la razionalità oggettiva della mente logica. Questo libro racconta come ho imparato a fidarmi di entrambe e dove mi hanno condotta.


Questo è un libro sulle piante, ma la storia comincia con un animale. Un pesciolino tropicale che vive nelle acque variopinte della Grande barriera corallina dove, nel giro di un attimo, una situazione fino a un momento prima normale diventò inspiegabilmente strana. In quel frangente critico, tutto cambiò per me e il mondo smise di essere ciò che mi avevano insegnato. Ecco cosa accadde.

Potrei descrivere la mia vita professionale precedente con l’espressione “acqua nell’acqua” – le acque del corpo umano immerse nelle vaste acque del corpo terrestre. Data la mia specializzazione di ricerca in Ecologia animale marina, ho passato anni a respirare sotto la superficie, nelle acque della Grande barriera corallina – la più estesa al mondo, nonché l’unico fenomeno naturale visibile dallo spazio –, a studiare la vita privata di una piccola specie di pesce damigella, comunemente nota come damigella del Pacifico occidentale ma chiamata formalmente . Nei caldi mesi dell’estate australiana, ho passato un’infinità di ore osservando le femmine deporre le uova in minuscole nicchie perfette dentro la complessa struttura della barriera corallina e poi i maschi proteggere aggressivamente quei nidi bentonici dai predatori di uova e da altri intrusi. Le uova restano sotto i vigili occhi paterni soltanto per qualche giorno prima di schiudersi. Allora, sotto la luce chiara della luna piena ed equipaggiate di un nutriente sacco vitellino fornito dalla mamma, le piccole larve si fanno strada fuori dal nido e si allontanano dalla barriera corallina, imbarcandosi immediatamente in un audace viaggio in mare aperto. Solo una manciata sopravvivrà e tornerà a casa, alla barriera corallina, dove, col passare del tempo, i pesciolini trasparenti diventeranno baldi giovani di colore giallo acceso che si avventureranno coraggiosamente sempre più lontano dal loro rifugio per catturare il plancton presente nell’acqua o competere per i posti migliori nella vasta tenuta corallina. E in men che non si dica, ecco corpi giallo vivace di diverse tonalità, dimensioni ed età che sfarfallano nella colonna d’acqua come coriandoli selvaggi! La loro presenza sembra un autentico miracolo, una celebrazione della vita.

Oggi il pensiero mi riempie di meraviglia. All’epoca, invece, quando questa specie era l’oggetto di studio principale della mia ricerca scientifica, la sua dedizione alla vita non mi impediva di adempiere alle necessità assassine della scienza. Finché a un certo punto ciascun esemplare smise di essere un numero su un foglio di calcolo, solo un altro “pesce” nell’accezione comune del termine – i limiti delle categorie antropocentriche stabiliti dal sistema di classificazione linneano, una fantasia posta in essere da una specifica visione del mondo. Quando smisero di essere entità elusive prive di individualità, gli della mia ricerca diventarono del mio apprendimento. E tutto cambiò.

Ricordo vivamente quel mattino. Ero entrata in acqua ogni giorno per mesi, per monitorare la riproduzione delle coppie di selvatici. Ogni giorno ci incontravamo sul margine, lì dove la sicurezza della barriera corallina veniva meno e io allungavo la mia mano aperta. Una settimana dopo l’inizio dello studio, gli animali selvatici andavano a infilarmisi nella mano mentre le mie dita si chiudevano gentilmente sui corpi scagliosi e poi tornavano ad aprirsi. Mi conoscevano, personalmente. E io conoscevo loro, uno a uno. L’ultimo giorno dello studio, entrai in acqua con l’intenzione di dire addio, prima di tornare nel pomeriggio per catturarli e, da protocollo, ucciderli tutti. Ricordo quel mattino. Nessuno in vista; nessuno si avvicinava a me, men che meno alla mia mano aperta. Mi sentii invadere da una sensazione agghiacciante. In quel momento, seppi che sapevano. Sentii il sangue di ognuna delle uccisioni che avevo compiuto in passato in nome della mia scienza e un terribile senso di colpa mi riempì il cuore. Impietrita e smarrita, feci ciò che sapevo fare. Quel pomeriggio tornai in acqua con le reti di cattura e li uccisi. Ora so che il loro è stato un sacrificio incredibile, perché mi ha consegnato il dono che avrebbe cambiato tutto. L’intimità del nostro incontro, il tempo trascorso assieme, in reciproca compagnia, aveva spezzato le barriere tassonomiche. Nella permeabilità era emersa una verità cruda, la vulnerabilità necessaria a stabilire un’apertura. Mi avevano insegnato l’empatia. Mi avevano insegnato l’affinità e la comunione. Non uccisi mai più1.

Tutto questo succedeva nel 2008, un anno che segnò un enorme spartiacque nella mia vita professionale (e personale). All’epoca avevo un post-dottorato di ricerca in Ecologia dei cambiamenti climatici alla James Cook University. L’esperienza sulla barriera corallina aveva innescato in me un profondo conflitto interiore, mosso dalla consapevolezza che, per me, non esisteva questione scientifica così rilevante o eccezionale da giustificare l’uccisione di un altro essere vivente. Ne conseguì il terribile problema di come condurre la mia ricerca scientifica senza massacri. Ci provai, ma non bastò – nel tempio della scienza moderna, un sacrificio di sangue agli dei dell’Illuminismo è ancora, perlopiù, una procedura cerimoniale indispensabile. Senza aver compreso...



Ihre Fragen, Wünsche oder Anmerkungen
Vorname*
Nachname*
Ihre E-Mail-Adresse*
Kundennr.
Ihre Nachricht*
Lediglich mit * gekennzeichnete Felder sind Pflichtfelder.
Wenn Sie die im Kontaktformular eingegebenen Daten durch Klick auf den nachfolgenden Button übersenden, erklären Sie sich damit einverstanden, dass wir Ihr Angaben für die Beantwortung Ihrer Anfrage verwenden. Selbstverständlich werden Ihre Daten vertraulich behandelt und nicht an Dritte weitergegeben. Sie können der Verwendung Ihrer Daten jederzeit widersprechen. Das Datenhandling bei Sack Fachmedien erklären wir Ihnen in unserer Datenschutzerklärung.