E-Book, Italienisch, 135 Seiten
Reihe: Nichel
Giuffrè Storia incredibile dell'uomo con tre gambe
1. Auflage 2024
ISBN: 978-88-3389-564-2
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
E-Book, Italienisch, 135 Seiten
Reihe: Nichel
ISBN: 978-88-3389-564-2
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
è nato a Palermo e vive a Milano, dove lavora per Sky Tg24. Ha scritto per il Corriere della Sera e ha lavorato per il canale viaggi del sito del Sole 24 Ore. Ha pubblicato Un'altra America. Viaggio nelle città «italiane» degli Stati Uniti (Marsilio 2016) e A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della Seconda Repubblica (con Filippo Maria Bat taglia, Castelvecchi 2013).
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Jackson, Tennessee – 21 settembre 1966
Manca poco allo svincolo per Huntersville e Cliff Wilson, con una mano fissa sul volante e l’altra che tiene una Benson & Hedges, ringrazia il cielo per almeno due motivi. Primo: il furgone sgangherato che deve portare a Memphis lui e la sua comitiva procede sull’Interstatale 40 nonostante il vento e la pioggia. Secondo: l’autoradio è riuscita a beccare uno dei pochi programmi che non trasmette musica country. Il disc jockey di WPLI snocciola così un brano dopo l’altro della top ten mentre, dentro al furgone, si compila un’altra classifica, quella dello spettacolo della sera prima. Chi è andato bene, chi è andato male, cosa si può migliorare.
Cliff Wilson sa che è tutto un disastro, che il business dei freak show è ormai consegnato al passato. Non sa quanto potrà durare ancora il circo che si porta appresso ma è orgoglioso di avere al suo fianco Frank.
Frank Lentini, settantasette anni, una leggenda del settore, detto «il Re». Questo è il suo ultimo tour, assicura. Esattamente come dieci anni prima aveva assicurato ai suoi colleghi di un’altra compagnia, a bordo di un furgone come questo. Su una strada come questa uguale a tante altre. Esattamente come, sette anni prima, lo aveva promesso a Helen mentre spegneva settanta candeline. Una promessa che aveva dato vita a una piccola tradizione:
«Buon compleanno Frank, oggi sono X anni che non ti sei ritirato. Complimenti».
E lui: «Sai come siamo noi re, non possiamo abdicare così facilmente».
«Sicuro! Ah, com’è che dite voi from Sicily? Va fangul!»
Siete sempre all’ascolto di WPLI Radio a Jackson, Tennessee. La prossima canzone si chiama «96 Tears» ed è di un gruppo del Michigan, Question Mark and the Mysterians. Pensate, in un’intervista il cantante della band ha detto che avrebbe voluto chiamarla «69 Tears» ma aveva paura che le radio non l’avrebbero trasmessa per colpa di quel 69 un po’ birichino. Eh eh... Amico, se sei all’ascolto, sappi che noi di WPLI l’avremmo passata, altroché. È appena arrivata al numero 8 della top ten degli Stati Uniti. Ascoltatela allora e fateci sapere se vi piace.
Cliff Wilson continua con il bilancio della sera prima: «Ragazzi, dobbiamo fare uno sforzo in più per stare al passo coi tempi. Il problema è che ormai nel pubblico ci sono solo questi cazzo di vecchi. Frank, con tutto il rispetto per te, si intende. Frank? Frank?»
Frank, seduto accanto, ha il fiato corto e sta sudando come se fuori fosse ancora piena estate.
«Frank?», insiste Cliff.
Cliff inverte il senso di marcia e porta il furgone sull’altra carreggiata, in direzione di Jackson. Memphis può aspettare, Frank sta male.
Il furgone inchioda davanti all’ingresso del General Hospital, a pochi metri dall’asta con la bandiera americana. Frank, privo di sensi, viene portato dentro dove un medico prova un massaggio cardiaco. Ma Frank è pur sempre il Re, anche se da queste parti l’unico Re che conoscono si chiama Elvis. E un attimo prima di morire, ormai privo di sensi, regala involontariamente ai presenti il suo ultimo spettacolo.
Quando riescono a svestirlo, una terza gamba rimasta incastrata nell’impermeabile cade sulla barella. Come una bistecca cruda che scivola dalle mani di un macellaio e si schianta per terra aderendo con perfezione alla superficie. Dietro al ginocchio della terza gamba, poi, spunta anche una specie di piede. Insomma, sembra una versione rudimentale delle prime esibizioni che faceva da bambino. Quando doveva stare fermo e la gente lo fissava. Questa volta però non finisce come è sempre finita in questi anni, con un giro di applausi. Si sente solo l’urlo di un’infermiera alla vista delle deformità. L’urlo è seguito da un «Cristo santo!» partito da un altro infermiere. «Ma sembra di essere su quel cazzo di !»
Il sipario si chiude alle 11.03, ora esatta del decesso. Quando il medico va a compilare la cartella clinica, l’infermiere decide di regalare a se stesso e alla sua collega uno squallido bis. Solleva i pantaloni di Frank: «No, non ci posso credere... ha anche due cazzi!» L’infermiera si allontana disgustata.
Aveva ragione Cliff, agli spettacoli dei freak ormai vanno solo i vecchi, i giovani non capiscono questa forma di intrattenimento. La conferma arriva il giorno dopo.
L’unico giornale a dare la notizia della morte del Re è il , il quotidiano locale, con una breve a pagina 18 che inizia così: «Frank Octavius Lentini, di Uleta, in Florida, uomo di spettacolo in forza al Cliff Wilson Shows, è morto nella mattina di mercoledì. Si è spento al General Hospital a causa di un attacco di cuore».
Miami, Florida – 21 settembre 1966
We are living in a Yellow Submarine, Yellow Submarine, Yellow Submarine. Paaa pa pa paa pa parà parà parà, parà parà parà. Li avete riconosciuti tutti? Erano i Beatles con «Yellow Submarine», al terzo posto della nostra top ten. Seguiteci, sempre su WPLI Radio a Jackson, Tennessee.
«Pronto, chiamo dall’ospedale di Jackson, Tennessee, sono il dottor Bailey. Parlo con la moglie di Francesco Octavius Lentini?»
«Pronto? Ma cos’è questo rumore? Non capisco niente».
«Mi scusi, è la radio, chiedo ai miei colleghi di abbassare subito il volume. Dicevo: parlo con la moglie di Francesco Octavius Lentini?»
«A parte che sarebbe Atavio e non Octavius. E comunque, per rispondere alla sua domanda: dipende».
«Dipende da cosa?»
«Lei ha mai parlato con una persona morta?»
«Mmm, no».
«Questa potrebbe essere la sua prima volta, la moglie di Frank Lentini è morta un anno e mezzo fa. Però anche io sono la moglie di Frank Lentini. Cioè non ufficialmente, anche se alcuni giornali ogni tanto lo scrivono».
«Ma con chi sto parlando?»
«E io, con chi è che sto parlando?»
«Forse non mi ha sentito prima, sto chiamando dall’ospedale di Jackson, Tennessee».
«Ah, mi dica. Mi chiamo Helen, sono la compagna di Frank».
«Signora, devo comunicarle che il signor Lentini è morto poco fa nel nostro ospedale per un attacco di cuore. Mi dispiace per la sua perdita».
Helen riaggancia e si gira. Rimane spalle al muro, proprio accanto al telefono. In silenzio per quasi un minuto. Ha deciso che per almeno altri sessanta secondi, forse di più, resterà convinta si sia trattato di uno dei soliti scherzi di Frank. Accende prima una sigaretta, poi la radio accanto alla poltrona in salotto. Giusto in tempo per sentire uno speaker che scherza su una delle notizie del giorno, cioè lo studio di un certo Roy Mackal, professore di biochimica all’Università di Chicago. Ne parla in prima pagina il . Secondo il professor Mackal se si riuscissero a scaldare le acque del lago Loch Ness, il mostro verrebbe a galla e potrebbe essere catturato. Un’operazione da circa seicentomila dollari. Helen accenna un sorriso, cambia stazione. L’altoparlante fa rimbombare in tutta la stanza la voce dello speaker che pieno di entusiasmo annuncia «Cherish», la nuova numero uno in classifica. Quando partono le prime note, si avvicina alla finestra. Il cielo inizia a farsi nuvoloso.
Sì dai, non può che essere uno dei soliti scherzi di Frank. Questo continua a pensare Helen mentre fissa, dalla finestra, l’incrocio tra la Third Avenue e la Centosessantatreesima Strada. Non è vero che le toccherà avvisare i quattro figli di Frank, i suoi dodici nipoti e i tre pronipoti. Se fosse ancora viva Theresa potrebbe farlo lei, in fondo sono figli, nipoti e pronipoti suoi. Non è vero che le toccherà organizzare una veglia, un funerale. Non è vero che le toccherà guardare dalla finestra lo stesso incrocio aspettando la fine di un tour. Frank al volante che sgomma e si infila nella striscia di asfalto davanti al garage di casa. Incredibile questo scherzo, continua a pensare. Deve essere stato uno dei disadattati della compagnia di Cliff alle prese con una specie di iniziazione. Era diventato un rito. Frank sceglieva uno degli ultimi arrivati e lo costringeva a fare delle telefonate imbarazzanti più o meno come questa: «Pronto signora, sa cosa hanno in comune un ginecologo miope e un cucciolo di cane? Il naso umido». Subito dopo però la cornetta passava a Frank che faceva finta di scusarsi e scoppiava a ridere contagiando anche Helen.




