E-Book, Italienisch, 282 Seiten
Johnson La moglie di Darwin
1. Auflage 2021
ISBN: 979-12-5982-012-9
Verlag: Il Margine
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
L'arte di prendere decisioni lungimiranti
E-Book, Italienisch, 282 Seiten
ISBN: 979-12-5982-012-9
Verlag: Il Margine
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
È un giornalista e scrittore statunitense. È autore di numerosi libri, quattro dei quali sono stati tradotti in italiano: La nuova scienza dei sistemi emergenti. Dalle colonie di insetti al cervello umano, dalle città ai videogame e all'economia, dai movimenti di protesta ai network (2004); Tutto quello che fa male ti fa bene. Perché la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti (2006); Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell'innovazione (2011); Un futuro perfetto. Il progresso ai tempi di internet (2013).
Autoren/Hrsg.
Weitere Infos & Material
Introduzione
Algebra morale
All’incirca 10.000 anni fa, proprio alla fine dell’Era glaciale, un’ondata di acqua dovuta allo scioglimento dei ghiacci irruppe sulla sottile lingua di terra che collegava le odierne Brooklyn e Staten Island, creando uno stretto, soggetto alle maree e noto con il nome di The Narrows, la cui bocca sarebbe diventata uno dei maggiori porti urbani del mondo: la baia di New York. Questo evento geologico si rivelò insieme una maledizione e una benedizione per chi, in seguito, si sarebbe insediato sulle rive circostanti. L’apertura al mare era un grande vantaggio per la navigazione marittima, ma consentiva anche all’acqua salata di riversarsi nella baia durante ogni alta marea. È ben noto che l’isola di Manhattan si trova nel mezzo di due fiumi, ma, in realtà, questa loro denominazione è fuorviante, perché sia l’East River sia il basso Hudson sono estuari soggetti a maree, con concentrazioni di acqua dolce estremamente basse. L’apertura di The Narrows rese Manhattan un luogo straordinario dove stabilirsi se si era alla ricerca di un porto sicuro per le proprie navi, ma il fatto che fosse un’isola circondata da acqua salata rappresentava una seria difficoltà se si aveva interesse a rimanere idratati, com’è consuetudine per gli esseri umani.
Nei secoli che precedettero il completamento dei grandiosi progetti di acquedotto avviati nell’Ottocento, che portarono acqua dolce potabile alla città dai fiumi e dai bacini idrici dell’interno, i residenti di Manhattan — originariamente le tribù Lenape, poi i primi coloni olandesi — sopravvissero tra gli estuari salati bevendo l’acqua di un laghetto nei pressi della punta meridionale dell’isola, appena sotto l’attuale Canal Street. Il laghetto aveva diversi nomi: gli olandesi lo chiamavano Kalck, in seguito divenne noto come Freshwater Pond. Oggi è correntemente chiamato Collect Pond. Le sue acque, provenienti da fonti sotterranee, defluivano in due ruscelli, uno dei quali serpeggiava verso l’East River, l’altro verso ovest fino all’Hudson. Si dice che con l’alta marea i Lenape riuscissero ad attraversare l’intera isola in canoa.
Alcuni dipinti di inizio Settecento ritraggono il Collect Pond come un angolo tranquillo e suggestivo, un’oasi per i primi abitanti di Manhattan in cerca di un pomeriggio d’evasione dal centro della vita commerciale in pieno sviluppo più a sud. Un imponente poggio — chiamato talvolta Bayard’s Mount, talvolta Bunker Hill — sovrastava l’estremità nordorientale del laghetto. Salendo in cima ai suoi 34 metri si apriva davanti agli occhi una vista spettacolare sul laghetto e sulla palude circostante, con i pinnacoli e le ciminiere della città in lontananza. «Nella nostra gioventù era il luogo dove si andava a pattinare d’inverno — ricorda William Duer in un memoir degli albori di New York scritto nell’Ottocento — e nulla poteva superare in fulgidezza e vivacità la scena che offriva nelle giornate serene, quando la superficie ghiacciata brulicava di pattinatori che sfrecciavano in tutte le direzioni alla velocità del vento» (Duer, 1849, pp. 13-14).
Tuttavia, già nella seconda metà del Settecento, lo sviluppo commerciale stava iniziando a rovinare lo scenario bucolico del Collect Pond: sulle sue rive si erano installate le concerie, che trattavano le pelli degli animali con i tannini (tra cui pericolose sostanze chimiche derivate dalla tsuga) e poi riversavano gli scarichi direttamente nella principale riserva d’acqua potabile di una città che stava crescendo rapidamente. La palude ai margini del laghetto si trasformò in una discarica per carcasse di animali, e anche per qualche cadavere di vittime di omicidio. Nel 1789 un gruppo di cittadini preoccupati propose — insieme ad alcuni speculatori immobiliari — di chiudere le concerie e convertire il Collect Pond e le colline circostanti in un parco pubblico. Fu ingaggiato l’architetto e ingegnere civile Pierre Charles L’Enfant, che diversi anni dopo avrebbe progettato Washington DC. Precoce anticipazione della partnership tra pubblico e privato che avrebbe portato alla rinascita di molti dei parchi di Manhattan alla fine del Novecento, la proposta di L’Enfant fu quella di far finanziare Collect Pond Park agli speculatori immobiliari che avrebbero acquistato le proprietà attorno allo spazio pubblico protetto. Il progetto, però, non andò in porto, principalmente perché chi lo sosteneva non riuscì a convincere gli investitori che la città si sarebbe espansa tanto a nord.
Nel 1789 i giornali e i pamphlet definivano il Collect Pond una «fossa oscena» che attirava «tutte le scolature, scrostature, diarree animali, pisciate e cacate da grande distanza tutt’intorno». Con le acque ormai troppo inquinate per essere bevute, l’amministrazione cittadina decise che la soluzione migliore fosse interrare il laghetto e le paludi circostanti e costruirci sopra un nuovo quartiere «di lusso» per attirare le famiglie benestanti che desiderassero vivere lontano dal tumulto della città, un’idea molto simile a quella delle comunità pianificate che sarebbero sorte su Long Island e in New Jersey un secolo e mezzo dopo. Nel 1802 il consiglio municipale decretò che Bunker Hill dovesse essere rasa al suolo e il suo «terreno buono e sano» impiegato per cancellare il Collect Pond dalla cartina di New York. Nel 1812 le sorgenti d’acqua dolce che per secoli avevano placato la sete dei residenti di Manhattan finirono sottoterra. Nessun newyorchese tra quelli che, di norma, vivono e lavorano in superficie le ha più viste da allora.
Per un certo periodo, all’inizio degli anni Venti dell’Ottocento, nell’ex sito del laghetto si sviluppò un quartiere rispettabile, ma non trascorse molto tempo prima che il tentativo dell’amministrazione cittadina di cancellare il paesaggio naturale del Collect Pond generasse una sorta di ritorno del rimosso: sotto quelle residenze nuove ed eleganti, nel «terreno buono e sano» ricavato da Bunker Hill, i microrganismi pian piano si facevano strada attraverso il materiale organico rimasto dalla vita precedente del Collect Pond, tutte quelle carcasse di animali in putrefazione e le altre biomasse della palude.
L’attività di quei microbi sotterranei causava due problemi in superficie: a mano a mano che le biomasse si decomponevano, le case sovrastanti iniziavano a sprofondare e, mentre sprofondavano, il suolo cominciava a emanare odore di marcio. Bastava una pioggia leggera e gli scantinati si allagavano d’acqua paludosa. Le epidemie di tifo divennero la normalità nel quartiere. Nel giro di qualche anno i residenti benestanti se n’erano andati e il valore di quel patrimonio immobiliare era crollato. Il quartiere divenne ben presto una calamita per i residenti più poveri della città, per gli afroamericani che fuggivano dalla schiavitù negli Stati del Sud e per i nuovi immigrati che arrivavano dall’Irlanda e dall’Italia. Nello squallore delle sue infrastrutture in disfacimento, il quartiere acquistò una fama di luogo di crimine e depravazione che riecheggiò in tutto il mondo. Negli anni Quaranta dell’Ottocento, quando Charles Dickens vi fece visita, era diventato lo slum più famoso degli Stati Uniti: Five Points.
L’errore cinquecentennale
La storia del Collect Pond è, in parte, la storia di una decisione, o meglio di due decisioni. Queste non furono concomitanti e nessuna delle due fu affidata a un solo individuo ma, per amor di sintesi, possiamo condensare entrambe in un semplice aut aut: preservare il Collect Pond convertendolo in parco pubblico, oppure cancellarlo? Oggi, oltre due secoli dopo, le conseguenze che quella decisione si portò dietro continuano a ripercuotersi sulle esperienze quotidiane dei newyorchesi che vivono e lavorano nel quartiere. Attualmente i terreni che una volta erano occupati dalle turpi folle di Five Points accolgono un più sano, ma non esattamente vivace, gruppo di edifici amministrativi e grattacieli di uffici. Ma immaginiamoci una Lower Manhattan che custodisce un’oasi verde, forse delle dimensioni di Common Park a Boston, con un pittoresco laghetto sovrastato da un promontorio roccioso che eguaglia in altezza le strutture costruitegli attorno dall’uomo. Ora ci piace romanzare l’era di Five Points ma, se l’amministrazione cittadina non avesse interrato il laghetto, le gang di New York avrebbero comunque trovato un altro posto dove riunirsi. L’improvviso crollo del prezzo degli immobili scatenato da quei microrganismi sotterranei certamente contribuì ad attirare gli immigrati, che resero la città un centro cosmopolita, ma c’erano anche altre forze, oltre all’economicità degli alloggi di Five Points, ad alimentare quell’afflusso di popolazione. Allora come oggi, i quartieri cittadini erano capaci di grandi cambiamenti demografici e architettonici e si sarebbero potuti reinventare con il passare di qualche generazione. Il laghetto, invece, una volta interrato, non sarebbe più tornato.
Se il progetto di L’Enfant fosse stato implementato, è del tutto probabile che oggi Collect Pond Park avrebbe rappresentato uno dei grandi idilli urbani del mondo. Il National Mall di Washington DC, anch’esso opera di L’Enfant, attira milioni di turisti ogni anno. I parchi cittadini classici hanno una longevità che può superare quella di castelli, cimiteri o fortezze. I newyorchesi beneficiano ancora delle decisioni di creare Central e Prospect Park centocinquant’anni dopo che furono contemplate per la prima volta e ci sono tutte le ragioni per...




