E-Book, Italienisch, Band 101, 139 Seiten
Reihe: Indi
Kronlund L'uomo dai mille volti
1. Auflage 2025
ISBN: 978-88-3389-646-5
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Inchiesta su un'impostura sentimentale
E-Book, Italienisch, Band 101, 139 Seiten
Reihe: Indi
ISBN: 978-88-3389-646-5
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
è documentarista, regista e scrittrice. Dal 2002 produce e presenta il programma radiofonico Les Pieds sur terre su France Culture, mezz'ora quotidiana di reportage su temi di attualità. Ha scritto e realizzato diversi documentari tra cui Nothingwood (in cui racconta la vita e il lavoro di Salim Shaheen, attore e regista afgano di film low budget girati contro il regime talebano), presentato nel 2017 nella «Quinzaine des cinéastes» al Festival di Cannes. Il documentario L'homme aux mille visages, realizzato parallelamente alla stesura del libro, è uscito in Francia nel 2024 e ha avuto una nomination come Best Documentary Feature al Raindance Film Festival.
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Avevo più o meno vent’anni quando il primo ragazzo con il quale ho vissuto nascose un registratore nel mio salotto, tra il radiatore e il muro. Registrava ciò che accadeva in sua assenza, poi si metteva ad ascoltare tutto quello che avevo detto al telefono o a chi passava a trovarmi. In seguito, buttava là qualche allusione. Se avevo parlato di lui, o della nostra relazione, mi interrogava tirando fuori dei dettagli che mi spaventavano a morte.
Come faceva a sapere quello che avevo detto? Da dove gli uscivano quelle informazioni? Era assurdo. La nostra storia durò qualche mese. Quando scoprii la verità, perché alla fine me la disse lui, entrai nel panico e tagliai i ponti.
Qualche anno dopo andai a vivere a Londra con un giovane inglese che lavorava nell’editoria. Un British che più British non si può, come in Asterix: l’aria distratta, una nuvola di latte nel tè, e un berretto da notte per dormire. Un giorno venni a sapere che non lavorava più da tempo perché era americano e non aveva i documenti in regola. La mattina se ne andava in biblioteca e la sera fingeva di tornare dal lavoro.
Quella volta ebbi ancora più paura. Pensai che se gli avessi detto che avevo scoperto tutto mi avrebbe uccisa nel sonno. Non dissi niente. Lo osservai per giorni andare e venire, bere il suo tè e mangiare i suoi scones. Provai a fargli domande sul suo lavoro. Lui restava elusivo. Alla fine, deve aver capito che sapevo. Non ne parlammo mai. Me ne andai.
E non è finita lì. Gli uomini che ho amato erano spesso disonesti, bugiardi, manipolatori. Mi fa rabbia, ma evidentemente è quello il mio tipo ideale. Questa strana attrazione mi ha seguito anche nel lavoro. Mi sono interessata molto ai truffatori, agli imbonitori e ad altri ciarlatani. Ecco perché, quando Marianne mi ha contattata e mi ha parlato di Ricardo, la sua storia si è imposta come una nuova tappa all’interno di una ricerca personale tortuosa e senza fine. Oltretutto penso che se non ho incrociato la strada di quest’uomo, se non figuro nella lista delle sue vittime, è solo un caso.
Il 14 novembre 2015 – il giorno dopo la lunga notte degli attentati al Bataclan, ai bar e ai ristoranti parigini – intorno alle sei del mattino Marianne vede Alexandre, il suo compagno, correre all’ospedale Louis Mourier a Colombes, dove lavora come chirurgo toracico. La giovane coppia di trentenni vive a Parigi vicino al canale Saint-Martin. Condividono un grande monolocale tutto bianco arredato con degli scaffali colorati, che Marianne ha comprato e ristrutturato due anni prima. Lei è un’illustratrice, prova a mangiare solo biologico, frequenta i cinema del quartiere e va alle mostre in voga. Gli attentati hanno avuto luogo a due passi da casa loro. Sono sotto shock. Si sentono presi di mira. Mentre va in ospedale, Alexandre sa già che sarà una giornata difficile. La notte il direttore del suo reparto lo ha lasciato dormire un po’, ma i feriti da operare non possono attendere a lungo.
Quando la sera Marianne lo vede rientrare, lui è a pezzi. Ha il volto teso dei giorni peggiori. Crolla sul divano, muto, prostrato. Per quella sera, la coppia aveva da tempo programmato un aperitivo dai vicini. Alexandre non ha la forza di andare. Marianne, con dolcezza, gli dice che non può restare così, che uscire lo aiuterebbe a distrarsi. Si lascia convincere. Angosciato dalla giornata, finisce per raccontare tutto quello che ha visto e vissuto. Djamila e Olivier, i vicini, non dimenticheranno mai questo momento doloroso, in cui tutti sono in lacrime ad ascoltare Alexandre che descrive i suoi pazienti crivellati dai proiettili, mutilati o paralizzati. La parte peggiore è quando racconta di una giovane ragazza ferita al Bataclan che non è riuscito a salvare, gli è morta sul tavolo operatorio. E dell’orrore poi di dover annunciare al padre il decesso della figlia, la fatica di trovare le parole più adatte.
Djamila e Olivier sono colpiti dalla modestia, dal suo voler tenere un profilo basso. Ha fatto quello che era giusto fare, tutto qui. Gli anni di gioventù passati a lavorare con Medici senza Frontiere l’hanno aiutato, dice, a trovare il giusto atteggiamento, il distacco necessario. Per la prima volta menziona, en passant, il Sudan. Non si vanta, resta sobrio. Ma è grazie a questa esperienza che ha capito qualcosa di inquietante sui pazienti di oggi: alcuni proiettili che ha estratto dai corpi non sono stati sparati dai terroristi, ma dalla polizia.
Djamila e Olivier gli sono grati. Si sono sentiti inutili, hanno passato la giornata storditi davanti al televisore, a vedere e rivedere le immagini dell’attacco, ma ora vanno a dormire orgogliosi di aver conosciuto una delle poche persone che hanno fatto qualcosa di concreto in questo giorno funesto.
Quando Marianne descrive il suo passato con Alexandre, in questa stradina fiorita dove lei vive ancora, quando ne riparla con i vicini, che dopo aver saputo la verità l’hanno sostenuta con tutte le loro energie, quella serata si conferma uno dei momenti più sorprendenti che abbia mai vissuto.
Perché nulla di tutto quello che Alexandre ha detto è vero. Marianne lo sa, adesso. Alexandre non ha mai messo piede in ospedale. Non è un medico. Non si chiama nemmeno Alexandre.
All’inizio della loro storia, la giovane donna accetta di cenare con lui senza grande entusiasmo. Alexandre ha uno stile borghese, un po’ rigido, che non è di suo gusto. La camicia infilata nei pantaloni, per esempio. In seguito però si lascia conquistare dalla gentilezza, dalle attenzioni, dalla dolce e avvolgente perseveranza, che lei attribuisce alle sue origini brasiliane: è cresciuto a Rio, dove ha studiato medicina. Dopo una decina di anni nel settore umanitario in Africa, ha seguito un collega in Francia, Jean-Yves di Médecins sans Frontières, che lo ha aiutato a trovare lavoro nell’ospedale a Colombes. E visto che era uno straniero ha dovuto sostenere di nuovo alcuni esami. Ma ora Alexandre ha voglia di fermarsi, di costruire qualcosa.
Molto presto dà l’impressione di essere emotivamente coinvolto. Marianne si concede, ma resta prudente. Intorno a lei tutti la pensano allo stesso modo. La sua famiglia e gli amici adorano questo ragazzo così premuroso, gentile, disponibile. È anche un bell’uomo, il classico latin lover: alto, muscoloso, con gli occhi color nocciola e la pelle abbronzata. I suoi amici insistono: Dai, per una volta che ti capita un ragazzo serio, che ha voglia di costruire, buttati.
Lei è una giovane donna calma, strutturata, con una voce morbida e pulita. Ha una vita dove tutto sembra stare al proprio posto. Il delicato pallore del viso non nasconde la sua determinazione. Non so perché, quando penso a lei, trovo che abbia una tipica aria francese.
Marianne è rimasta vicina ai genitori, che vivono fuori Parigi. Sono separati, ma sono rimasti buoni amici. Anche i genitori di Alexandre sono divisi. Suo padre, Francisco, è giudice a Rio. Sua madre vive negli Stai Uniti, nel New Jersey, dove si è rifatta una vita con un americano. Ha tre sorelle i cui nomi iniziano con la r: Roberta, Renata, Raquel. Il suo nome di battesimo, Ricardo, segue la stessa regola, ma tutti lo chiamano con il suo secondo nome: Alejandro, che ha francesizzato in Alexandre. Nella sua famiglia si telefonano ogni giorno o quasi. Marianne è impressionata dal carattere tosto di quella gente e dal loro legame così stretto. E si chiede come riuscirà a trovare il proprio posto tra di loro. Roberta, la sorella maggiore, vive negli Stati Uniti, vicino alla madre, e ha due figli. Alexandre si rammarica che lei abbia rinunciato a lavorare per occuparsi della famiglia. Non ama il cognato, che secondo lui è un sessista. Raquel, la più piccola, è ancora alla ricerca di se stessa e nel frattempo dilapida i soldi che il padre le elargisce senza limiti. Alexandre vorrebbe che fosse più severo, che non le facesse passare ogni cosa. Renata è quella a cui si sente più vicino. Hanno solo due anni di differenza. A meno che non sia Roberta, Marianne le confonde. Ci pensa un attimo... Roberta o Renata? Poi si riprende: è decisamente Roberta quella che vive negli Stati Uniti.
Marianne ci tiene a ricordare nei minimi dettagli questo fantomatico romanzo familiare nel quale ha vissuto per mesi. Non vuole essere imprecisa nel ripensare agli splendidi personaggi ottimamente descritti, le cui vicende ha seguito quotidianamente con una certa partecipazione. Non ha mai visto delle foto, eppure sa dire il colore dei loro capelli, se sono alti o bassi. Non vedeva l’ora di poterli conoscere.
Poco dopo il loro primo incontro, Alexandre apprende che sua madre ha un cancro, un tipo di mieloma. Ovviamente lui sa che non vivrà a lungo. La coppia attraversa insieme questa dura prova, che li avvicina. Alexandre passa ore al telefono con le sorelle in Brasile e negli Stati Uniti. Marianne gli sta vicino, si intenerisce e abbassa la guardia.
Alla morte della madre, qualche mese più tardi, lui parte per il New Jersey. È molto triste, e lo è anche Marianne. Al suo ritorno Alexandre si trasferisce da lei nel piccolo appartamento tutto bianco. Comincia una formazione in chirurgia pediatrica, a Tolosa, dove va una settimana al mese.
A sorpresa Marianne resta incinta. È felice. Lui si mette in ginocchio davanti alla sua pancia, giura che è il giorno più bello di tutta la sua vita, e piange. Poi si affretta a chiamare il padre per dargli la notizia.
La gravidanza prosegue. Alexandre insiste perché Marianne venga...




