Marzullo | Il  "miraggio" di Alceo: Fr. 140 V. | E-Book | www.sack.de
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E-Book, Italienisch, Band 252, 212 Seiten, Gewicht: 10 g

Reihe: Beiträge zur AltertumskundeISSN

Marzullo Il "miraggio" di Alceo: Fr. 140 V.


1. Auflage 2009
ISBN: 978-3-11-021040-8
Verlag: De Gruyter
Format: PDF
Kopierschutz: 1 - PDF Watermark

E-Book, Italienisch, Band 252, 212 Seiten, Gewicht: 10 g

Reihe: Beiträge zur AltertumskundeISSN

ISBN: 978-3-11-021040-8
Verlag: De Gruyter
Format: PDF
Kopierschutz: 1 - PDF Watermark



Das Buch behandelt Alkaios Frg. 140 V. (marmairei de megas domos ...). Die sprachliche, stilistische, geschichtliche und literarische Analyse ist ausführlich und durch die gesamte griechische Literatur weiterverfolgt. Die Abhandlung versucht die bisher oft widersprüchlich vorgeschlagenenen Interpretationen dieses Textes zu übertreffen: sie werden als eine hartnäckige „Luftspiegelung“ (in der Bedeutung des ital. „miraggio“ im Titel) betrachtet.

Die vorgeschlagene Deutung fasst den Text als eine „revolutionäre“ Ode auf, mit der sich der verbannte Dichter an die in seiner Heimat gebliebenen Freunde und Verschwörer wendet. Um den Tyrannen zu stürzen, sollen sie zu den Waffen greifen, die den Feinden weggenommen und im großen Tempel geweiht wurden. Die sollten nicht nur vorangegangene Heldentaten beweisen, sondern auch in dem bevorstehenden angekündigten Sturm gegen den Tyrannen tatsächlich benutzt werden. Eine „Brief-Ode“, die als solche nicht überraschen soll, da Alkaios eine weitere Nachricht an die Freunde im Frg. 400 V. schickt.

Das Beispiel des Alkaios setzt sich in der gesamten klassischen Kultur durch, spiegelt Sinn und Bedeutung nicht nur des Alkaios selbst wider, sondern jeder weiteren Komposition, die zu dieser Gattung gehört und im Buch aufgezeigt und erforscht wird.

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Autoren/Hrsg.


Weitere Infos & Material


1;Indice;5
2;Sigla;9
3;Premessa;15
4;Cap. I. – Un carme « integrale »;43
5;Cap. II. – Fascinazione delle armi;57
6;Cap. III. – Devozione e rivoluzioneLa;67
7;Cap. IV. – La congiura;75
8;Cap. V. – Fertilissime icone;87
9;Cap. VI. – Enigma o miraggio?;103
10;Cap. VII. – La tradizione del modello;107
11;Cap. VIII. – Mitologia della Caria;121
12;Cap. IX. – Fantasmagoriche armi;131
13;Cap. X. – Il trionfo oplitico;137
14;Cap. XI. – Armi supplementari;161
15;Cap. XII. – Consacrazione e Rivoluzione;179
16;Conclusioni;187
17;INDEX LOCORUM;201


(S. 147-148)

Il recupero «integrale» (p. 3s.) di questa Ode evidenzia molteplici e più complesse valenze storiche, culturali, letterarie: tutte e organicamente concordi, segni e più spesso segnali della effettiva identità. La sottrae, innanzitutto, dall’arrogante cimitero dei cosiddetti «frammenti», dovrebbe pertanto indurre a ribattezzare più pertinenti raccolte dei materiali superstiti, restituire la aperta indicazione di «Opera», irrefutabilmente congrua ed impregiudicata, sostituirla ai generici e teatrali apospasmata.

Ciò vale, oltre che per Alceo, già per Saffo: della cui maggiore Ode (fr. 31) né antichi testimoni, neppure moderni filologi hanno mai dubitato, o disattesa la conclusa compostezza, la musicale Ringkomposition. Viene però messa in crisi la stessa ed ancora attuale concezione del «frammento», la cui fortuna terminologica si è giovata di un dilagante (quanto artificioso) manierismo estetico, in realtà di arbitrario «gusto»294. «I frammenti dei Lirici greci» non costituiscono soltanto l’esempio primariamente fornito da un autorevole e diffuso Dizionario della nostra Lingua295, ma anche di una mia fortunata opera, concepita qualche decennio fa, con mimetica abilità saccheggiata, a favore di innocenti ma lucrabili tirones.

Ancora manca, tuttavia, nei correnti Lessici lo specifico «frammentismo », che il benemerito «Vocabolario della Lingua Italiana» (vol. II, Roma 1987, p. 516) definisce quale «indirizzo e gusto letterario, che si svilupparono in Italia negli anni avanti e dopo la prima guerra mondiale, ed ebbero come espressione caratteristica il frammento, cioè la composizione lirica breve, in versi o in prosa (...). Al centro della poetica dei frammentisti era il concetto della poesia come brevità, immediatezza, folgorazione lirica dei sensi (sic), inconciliabile perciò con la narrativa di ampio respiro». Lo stesso ed «aurorale» «M’illumino d’immenso» costituisce, prima che orecchiabile apoftegma, una boutade argutamente futuristica, lenita da un affettuoso ghigno. La si direbbe una verbalizzata interiezione, innegabile artefatto296: a dispetto del sornione intento.

La serrata struttura dell’Ode alcaica (fr. 140) esclude ognuna delle fantasiose, ma banali elucubrazioni, che ne hanno tentata collocazione, finalità, significato. Che si trattasse di uno (ahimé, troppo) sgargiante arsenale era evidente, ma non altrettanto la insidiosa promiscuità degli oggetti esaltati: consueti alcuni, eterogenei (ed anzi alieni) altri. L’abbagliante splendore di tutti confortava, oltre che per la coeva confezione di queste armature, per la condizione d’uso senza dubbio recente, che ne assicurava però la indispensabile, immediata efficienza. Garantiva la fruibilità delle medesime, in condizioni emergenti, imprevedute, anomale: si arguiva, dalla congerie degli imbarazzanti strumenti, un molto significativo limite.

Offensivi o difensivi che fossero, essi risultavano infatti disponibili soltanto per un uso ravvicinato: mancano tutti quelli da tiro, innanzitutto gli archi, enigmaticamente le stesse lance, coppie di lance, in genere lunghissime, ma funzionalmente incongrue: presuppongono (come gli archi) un tragitto lineare, contro un bersaglio tuttavia lontano. Sono utilizzabili soltanto a distanza, o in primissima linea, per dissuadere, scardinare la schiera nemica, senza intralciare la propria.


Benedetto Marzullo, Universität Tor Vergata, Rom, Italien.

Benedetto Marzullo, Universität Tor Vergata, Rom, Italien.



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