E-Book, Italienisch, 478 Seiten
La Società Del Diavolo
1. Auflage 2018
ISBN: 978-88-7304-928-9
Verlag: Tektime
Format: EPUB
Kopierschutz: 0 - No protection
Il Risveglio
E-Book, Italienisch, 478 Seiten
ISBN: 978-88-7304-928-9
Verlag: Tektime
Format: EPUB
Kopierschutz: 0 - No protection
Un romanzo controverso pieno di eccitazione. Scopri la vera natura e le pratiche ripugnanti degli attuali occupanti del Vaticano, i membri della Società di Gesù Cristo.
Nelle catacombe della Basilica papale a Roma, viene ritrovato dalla polizia il corpo mutilato di un Cardinale. Le prove sulla scena del crimine puntano a William R. Sandwell, un professore americano in visita a Roma. quando una persona anonima invia a Sandwell un misterioso messaggio che lo conduce a una reliquia religiosa molto preziosa, la polizia cominciaad avvicinarsi. Inseguito dall'ispettore della polizia italiana De Angelis, Sandwell è determinato a provare la sua innocenza e a trovare i veri colpevoli.
Assistito dalla meravigliosa attivista italiana Raffaella Fabbri, Sandwell si rende ben presto conto che l'assassino vive in Vaticano. Le loro investigazioni li espongono a un gruppo clericale senza scrupoli all'interno del vaticano, il cui scopo è nient'altro che la dominazione del mondo.
In una corsa contro il tempo Raffaella e Sandwell devono scoprire chi si nasconde dietro al complotto e trovare un modo per fermarli prima che possano sabotare un summit di leader mondiali a Roma.
PUBLISHER: TEKTIME
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6 Arrivato davanti al sontuoso edificio trovò tutte le porte chiuse. Non c'era neppure alcuna fonte di luce se non un lieve bagliore, proveniente dalle finestre dell'abside, l'estensione a forma di cupola della basilica. Un motivo per nutrire qualche lieve speranza. Tutte le chiese europee, specialmente quelle dei periodi più antichi avevano entrate e uscite separate per i compiti non cerimoniali con una porta sempre sul retro o di lato. Quando andò a cercare la porta, scoprì che non c'era alcuna luce nella parte posteriore dell'edificio. Investigò ancora un po' al buio. Alla fine trovò una porta di accesso, piuttosto vicina al punto da cui aveva iniziato a guardare, ma con suo grande disappunto si rivelò essere chiusa. Suonare il campanello e colpire ripetutamente il battente in ferro della porta non portarono nessuna risposta. Tutte le speranze di trovare qualcuno all'interno a quell'ora sembravano una causa persa. Nella sua immaginazione Sandwell cominciò a visualizzare la scena al controllo bagagli in aeroporto al suo arrivo di ritorno in Giappone. ‘Nulla da dichiarare, Signore?’ ‘No, solo un libro antico. Probabilmente arte italiana, quattordicesimo secolo.’ "Buonasera," disse una voce dietro di lui. "Cosa sta facendo?" Spaventato, si girò per vedere due poliziotti dall'espressione dura, membri della divisione motorizzata dei Carabinieri. Sembravano essersi materializzati dal nulla. “Niente," rispose col cuore che batteva all'impazzata. "Non parlo bene l'italiano. Sono un turista e cercavo di scoprire a che ora aprirà la Basilica domani. Forse voi sapete dirmelo?" Il più anziano, un poliziotto con baffi spessi e un volto butterato scosse la testa. "Impossibile! La basilica è chiusa. Non ha motivi per essere qui a quest'ora." Fissò Sandwell con i suoi occhi penetranti, rendendolo ansioso. Il nervosismo di Sandwell fu notato dal poliziotto più giovane. "Sembra nervoso," disse, muovendosi in avanti. "Come mai? Perché?" "Io? In realtà non lo so," replicò Sandwell. "Forse perché mi avete spaventato." Il poliziotto si rilassò e si mise proprio davanti a Sandwell. "Non lo sa? Nessuno è spaventato a meno che non ci sia un motivo per esserlo. Cosa faceva davanti a questa porta?" "Nulla, come lo ho detto Signore. Ho spinto la porta per vedere se si poteva aprire." Quattro sopracciglia nere si aggrottarono contemporaneamente. "É stupido?” proseguì il più anziano. “Le ho detto che è chiuso. Non c'è nessuno qui a quest'ora. Perché stava provando ad aprire la porta?" "Ci ho provato,” rispose Sandwell, alzando le spalle. “Sono un turista, non sapevo fosse chiusa. Mi dispiace, ma nel paese dove vivo, ci sono sempre delle persone in un edificio come questo." Sandwell sperò che questo portasse alla fine di tutto, ma, dopo aver confabulato per un minuto tra loro, ritornarono da lui. L'espressione poco amichevole del loro sguardo fece sentire Sandwell ancora più a disagio. "Credo che ci sia più di quello che ci sta dicendo," disse l'agente più anziano. "Vuole venire con noi?" Il poliziotto gli afferrò il braccio ma Sandwell riuscì a liberarsi di nuovo. "Aspetti! Le sto dicendo che ho solo bussato alla porta!" "Non ha scelta, ha capito?” Disse il poliziotto più giovane. “Si è comportato in modo sospetto gironzolando qui intorno." "So che pensate sia sospetto," protestò sospirando. "Volevo visitare la basilica questa sera ma non pensavo fosse chiusa, ho pensato che qualcuno avrebbe risposto se avessi bussato. Quando non ha risposto nessuno ho pensato che avrei aspettato." Non furono molto impressionati dalle sue argomentazioni. “In ogni caso, non può restare qui," disse con impazienza il più anziano. "É meglio che aspetti in ufficio. Deve venire con noi, andiamo." Sandwell desiderò che la terra si aprisse e lo inghiottisse. Se voleva restare fuori da una stanza per gli interrogatori, doveva inventarsi una buona storia. Raccontare loro una storia su strane telefonate, un messaggero non identificato su una Vespa, una chiave e un libro del quattordicesimo secolo lo avrebbe fatto atterrare direttamente in manicomio. Seduto nel sedile posteriore dell'auto della polizia pensò al suo aereo che, entro poche ore, sarebbe decollato senza di lui. Non appena arrivarono alla stazione di polizia, Sandwell fu condotto in una delle stanze per gli interrogatori e lasciato lì ad aspettare. Quindici minuti più tardi la porta si aprì e un uomo magro entrò nella stanza. Sembrava stanco e stressato. Non si era rasato, aveva i capelli in disordine e indossava un abito estivo beige spiegazzato. Sandwell pensò avesse sui trentacinque anni. Aveva una carnagione poco salubre simile allo stucco e stava sudando abbondantemente. Aveva un'espressione piuttosto da pazzo sul volto. Se qualcuno avesse detto a Sandwell che era un tipo dedito al crack non lo avrebbe sorpreso. "Lei è il tizio arrestato?" chiese l'uomo con l'abito. Sandwell ora era un po' nervoso, sapeva di non aver fatto nulla di male, In effetti era leggermente irritato. “Così pare. A meno che non veda qualcun altro oltre a me.” La sua risposta non fu presa molto bene. "Faccia attenzione!" gli urlò l'uomo in faccia. "Si alzi quando le parlo! Capisce l'italiano?" Sandwell scosse la testa. "Molto poco. Sono qui contro la mia volontà e non era mia intenzione venire qui. Allora perché diavolo" "Stia zitto! Qual è il suo nome?" "Sandwell, William R." Con un movimento incontrollato, il poliziotto spinse una mano dentro la tasca dove trovò una sigaretta che accese teatralmente. Inspirò profondamente e un'espressione euforica apparve sul suo volto. "Bene. Si sieda." Il poliziotto fissò Sandwell che si risedette sulla sedia. Per qualche secondo non disse nulla fino a quando il suo sguardo si calmò. "Mi dica, Sandwell R. Cosa ne pensa di Vivaldi?" La domanda colse di sorpresa Sandwell. Stava cominciando a domandarsi se quell'uomo non fosse completamente pazzo. Notò che il poliziotto aveva una pistola in una fondina sotto il suo braccio. Decise di non correre rischi. "Il compositore?" "Vivaldi, si. Era un tipo strano, specialmente per gli standard italiani," proseguì il poliziotto. "Lavorava come violinista all'interno di un orfanotrofio per ragazze, lo sapeva? Alla fine alcune di loro divennero sue discepole, suonando i concerti che lui scriveva da dietro uno schermo, perché alle donne a quell'epoca non era permesso suonare. Prenda la sua sonata per violoncello RV 46 in si bemolle maggiore per esempio. Non proprio un lavoro femminile direi. In realtà non è proprio un classico Vivaldi. Si scontrò con l' establishment veneziano, diceva la gente, non a causa della sua lussuria ma per i suoi capelli rossi. É una bugia, glielo dico io." Per un momento Sandwell pensò di essere stato portato in un manicomio. "Parlando di bugie," continuò il poliziotto. "Visto che questo caso è finito dentro a una cartellina con il mio nome devo, sfortunatamente, affrontarlo. Il mio nome è De Angelis, commissario di polizia, dipartimento di investigazione criminale della città di Roma. Lei è un americano, ho ragione signor Sandwell R.?" Sandwell desiderò di non aver visto l'occhiata carica di odio che gli lanciò De Angelis. "Si, lo sono. Perché me lo chiede?" De Angelis agitò in aria la sua mano come un direttore d'orchestra. "Solo routine. Volevo essere sicuro che la sua identità corrispondesse alle informazioni che ho ricevuto su di lei. Come le sembrano i tesori artistici della nostra città fino a ora?" "Mi scusi?" "L’arte, l'arte! Non è per quello che è venuto? Tutti vengono a Roma per l'arte. Bernini, Michelangelo, Da Vinci." "Passabile," replicò sarcasticamente. "Ho preso solo un paio di pezzi per le mie pareti prima che due dei suoi aiutanti sentissero il bisogno di rovinare la mia piacevole permanenza qui. Fra circa” -guardando il suo orologio- "cinque ore e quindici minuti partirà il mio aereo. Perciò questo è tutto il tempo a mia disposizione per rivedere la mia opinione sulla sua città. La risposta corretta alla sua domanda allora è: dipende da lei." Troppo tardi Sandwell si rese conto che aveva appena consegnato al poliziotto l'argomento perfetto per trattenerlo. L'ispettore si appoggiò all'indietro e lo guardò per un lungo periodo. Poi spinse la sua sedia in avanti fino a quando fu a pochi centimetri dal volto di Sandwell. "Il suo sarcasmo è nauseante," commentò De Angelis, ispirando profondamente il fumo della sua sigaretta. "Perciò le suggerisco di tenere i suoi insulti per sé da adesso in avanti." Si risedette sulla sedia. "In risposta alle sue battute, signor turista americano, se le dicessi che posso prolungare la sua permanenza per," uno strano sorrisetto apparve sul suo volto, "diciamo altri tre giorni? Le darà un...




