Spaggiari / Antonietti | Il coraggio di essere vulnerabili | E-Book | www.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, 220 Seiten

Spaggiari / Antonietti Il coraggio di essere vulnerabili

Per realizzare il successo
1. Auflage 2025
ISBN: 978-88-922-3491-8
Verlag: San Paolo Edizioni
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Per realizzare il successo

E-Book, Italienisch, 220 Seiten

ISBN: 978-88-922-3491-8
Verlag: San Paolo Edizioni
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Spesso quando sentiamo la parola 'vulnerabilità' pensiamo a debolezza o fragilità, a qualcosa che vogliamo evitare o nascondere agli altri, e magari anche a noi stessi. Molti cercano di non rivelare le loro emozioni o la loro ipersensibilità, magari attraverso l'arroganza e l'aggressività. 'Pugni stretti e testa alta. Non piangere. Non esporti; ti attaccheranno ancora di più. Forte, devi essere forte e coraggioso'. Già. Ma se si sapesse che la capacità di riconoscersi vulnerabili è in realtà una forma di coraggio e se si ascoltasse la propria vulnerabilità ci si renderebbe conto di come essa vada di pari passo con audacia, coraggio, autostima, amore, successo. È vero che essere vulnerabili significa essere maggiormente feribili e ogni volta che ci mettiamo in gioco o ci esponiamo per chi siamo davvero diveniamo più attaccabili. Ma vivere ammettendo la propria vulnerabilità è vivere in maniera autentica, senza finzioni, in linea con il nostro sé. In questa maniera realizziamo noi stessi in modo pieno. L'obiettivo di questo testo è quello di avviarci a conoscere il potere della vulnerabilità per imparare a riconoscerla, accettarla e gestirla al fine di trasformarla in un nostro punto di forza.

Spaggiari / Antonietti Il coraggio di essere vulnerabili jetzt bestellen!

Weitere Infos & Material


CAPITOLO 1


LA VULNERABILITÀ: OLTRE IL SENSO COMUNE


Figlia: Preferiresti essere forte o vulnerabile?

Mamma: Ma che domanda è? La risposta è ovvia.

Figlia: Allora rispondi, che cosa preferiresti e perché?

Mamma: Beh, ovvio che preferirei essere forte, perché così mi faccio meno male e ho più possibilità di vincere, di stare bene, di non soffrire, ecco.

Figlia: E tra forza e coraggio cosa sceglieresti?

Mamma: Così mi metti in difficoltà. Entrambi direi, anche perché non so se una persona possa essere forte senza essere coraggiosa.

Figlia: Ah, ti ho fregato!

Mamma: In che senso, scusa?

Figlia: Forse ancora non lo sai, ma vulnerabilità e coraggio sono strettamente collegati tra loro.

Mamma: Dici sul serio?

Figlia: Eh sì mamma, e non solo! La capacità di una persona di essere vulnerabile è l’indicatore più forte del coraggio!

Mamma: E questo che cosa vorrebbe dire esattamente?

Figlia: Che più sei vulnerabile nella tua vita di tutti i giorni, più vuole dire che sei coraggiosa.

Mamma: Ma com’è possibile? Quando sei vulnerabile, sei debole e non puoi essere debole e coraggioso allo stesso tempo.

Figlia: È proprio qui mamma che ti sbagli. La vulnerabilità non ha tanto a che fare con la debolezza, ma con l’essere se stessi e con l’esporsi e rischiare nonostante la paura.

Mamma: E perché mai dovrei rischiare scusa? Io sto bene così.

Figlia: Questo lo chiedo a te, perché uno mai dovrebbe rischiare nella vita?

Mamma: Mah, uno rischia se vuole, ma può anche non farlo.

Figlia: Allora mamma ti faccio un’altra domanda. Rimanendo incinta di me e mia sorella hai rischiato? Ti sei sentita vulnerabile?

Mamma: Beh, sì, effettivamente un certo rischio c’era data l’età che avevo e… sì, quando vi ho partorito mi sono sentita vulnerabile, penso…

Figlia: Eppure, fin da quando ero piccola, ti ho sentito dire che mia sorella e io siamo la cosa più bella che ti potesse capitare e che il giorno che siamo venute al mondo è stato il giorno più felice della tua vita. E ora stai addirittura ammettendo che quel giorno ti sei sentita vulnerabile…

Mamma: Non capisco dove vuoi arrivare…

Figlia: Okay, ti faccio un’altra domanda. Tu e papà avete costruito un’impresa di successo partendo dal nulla, giusto?

Mamma: Sì, esatto.

Figlia: Ora sai che è andata bene e che avete avuto successo, ma all’inizio come facevi a saperlo?

Mamma: Infatti non lo sapevo. Ho lavorato duro. Ci ho creduto, ma non ne avevo la certezza.

Figlia: Quindi all’inizio hai dovuto rischiare con coraggio, o sbaglio?

Mamma: Abbiamo rischiato molte volte, o per lo meno, abbiamo dovuto avere il coraggio di investire in tempo, persone, prodotti senza avere la certezza che il tutto avrebbe funzionato.

Figlia: E dimmi mamma, in quei momenti, ti sei sentita vulnerabile?

Mamma: Okay. Penso di aver capito dove vuoi arrivare. Quando rischi non sai cosa accadrà e quindi sei più vulnerabile?

Figlia: Sì, esatto, questo è uno dei concetti che sto cercando di farti capire. Ma la vulnerabilità non ha a che fare solo con il rischio e il coraggio, ma con tante altre cose belle.

Mamma: Tipo?

Figlia: Per esempio la gratitudine, la connessione con l’altro, la crescita…

Mamma: Devo dire che sono un po’ confusa. Non ho mai pensato alla vulnerabilità come qualcosa che può portare a esiti positivi. La consideravo qualcosa da evitare, da nascondere, ecco. E ora mi stai sconvolgendo tutto.

Figlia: Eh, mamma, lo so. Non è un cambiamento del modo di pensare semplice da compiere, ma sono sicura di poterti convincere del fatto che la vulnerabilità è in realtà una grande forza piuttosto che un qualcosa da negare o denigrare. E ti posso anche convincere del fatto che vulnerabilità e debolezza non sono la stessa cosa. Anzi, c’è una differenza enorme. E per far sì che tu mi possa credere, ti mostrerò come queste due parole sono ben diverse l’una dall’altra.

Mamma: Okay okay, ci sto. Ormai mi hai incuriosito.

1.1 Alle radici della vulnerabilità


Come abbiamo capito il termine vulnerabilità è spesso associato a qualcosa di negativo, che vorremmo evitare o nascondere (Straube e Tainio, 2019). Molti poi la intendono come sinonimo di debolezza, fragilità, limite (Howard, 2022). In realtà, andando a scavare un po’ più a fondo, si scopre che le cose sono assi diverse.

Vediamo subito il perché, iniziando dal differenziare il significato di “debolezza” e “vulnerabilità”. La Treccani (2024) descrive la debolezza come l’incapacità di resistere, di reagire; come la mancanza di energia, di forza morale e di carattere. Sempre nello stesso vocabolario scopriamo invece che la parola vulnerabilità ha a che fare con la possibilità di essere feriti (sottolineiamo il termine “possibilità”). Nello specifico, la parola “vulnerabilità” risale al termine latino , che a propria volta deriva da , che letteralmente significa “ferire” o “qualcosa o qualcuno che può essere ferito”. Più comunemente, in senso generale e figurativo, “vulnerabilità” si riferisce a qualcosa che può essere attaccato, ferito o danneggiato.

Se essere debole significa che in quel dato momento della nostra vita siamo incapaci di affrontare le difficoltà, essere vulnerabili non ha nulla a che fare con la nostra capacità di fare o meno un qualcosa, ma piuttosto con la probabilità – più o meno alta – di essere feriti dagli altri. Quando sono debole, lo sono indipendentemente da ciò che pensano o fanno le altre persone attorno a me. Quando sono vulnerabile invece, lo sono rispetto allo sguardo o al comportamento degli altri o a un contesto.

Essere vulnerabili significa dunque trovarsi in una posizione in cui si è più facilmente attaccabili. Ma pensiamo a quali sono stati o sono i momenti o i contesti della nostra vita in cui siamo maggiormente attaccabili. Non siamo maggiormente feribili quando ci imbarchiamo in qualcosa di nuovo? Maggiormente attaccabili quando ci esponiamo per chi siamo davvero?

Possiamo così arrivare alla conclusione che, nel momento in cui ci mettiamo in gioco, diveniamo maggiormente attaccabili, pertanto vulnerabili. Siamo vulnerabili quando iniziamo una nuova relazione amorosa senza sapere se sarà quella “giusta”; siamo vulnerabili quando iniziamo un nuovo percorso di studi e ci relazioniamo con concetti a noi sconosciuti e con compagni che non conosciamo; siamo vulnerabili quando creiamo un servizio o prodotto nuovo o quando iniziamo un’attività commerciale da zero. Siamo vulnerabili quando vogliamo bene alle persone a noi care, perché un giorno ci sono e il giorno dopo potrebbero non esserci più; siamo vulnerabili quando gareggiamo in uno sport; siamo vulnerabili quando impariamo una nuova lingua o ci trasferiamo in un nuovo Paese.

Appare allora evidente la correlazione tra la sensazione di vulnerabilità e il nuovo, il cambiamento e la crescita. Lo sviluppo, il miglioramento, prevede il cambiamento e quest’ultimo implica un certo grado di rischio e, quindi, il coraggio di affrontare situazioni a noi sconosciute e incerte.

1.2 Il significato positivo della vulnerabilità


Possiamo affermare che siamo davvero vulnerabili quando viviamo a pieno e con coraggio. La ricerca scientifica fornisce delle evidenze a sostegno di questa tesi. In particolare, una sociologa statunitense, Brené Brown, ha ribaltato il concetto di vulnerabilità attribuendogli un nuovo significato, un significato positivo. Nello specifico, la ricercatrice ha dedicato dieci anni a indagare i concetti di vulnerabilità, coraggio, autenticità e vergogna, dimostrando che la vulnerabilità è al centro di ogni esperienza umana significativa (TED, 2010). E non solo. Tramite le proprie ricerche, basate su migliaia di interviste a persone felici e di successo, ha provato che la vulnerabilità è l’indicatore più forte del coraggio: più una persona è capace di essere vulnerabile, più è coraggiosa. Nel presentare i risultati delle proprie ricerche, Brown spiega perché la capacità di essere vulnerabili è il costrutto più accurato per misurare il coraggio, illustrando che essere vulnerabili significa essere visti per ciò che siamo realmente e lasciare che questo accada è un atto di coraggio, per quanto difficile da compiere (Brown, 2012).

Nel 2010 Brown ha partecipato come relatrice all’evento di TEDxHouston e nel proprio discorso ha introdotto una nuova concezione di vulnerabilità, che ha poi iniziato a diffondersi a livello internazionale (ad oggi, il video della sua TED-Talk [Il potere della vulnerabilità] ha raggiunto oltre 40 milioni di visualizzazioni).

Nonostante per molti la parola “vulnerabilità” sia ancora mal intesa, questa ridefinizione ha segnato un momento importante nella società odierna (Restrepo, 2019). Le ricerche di Brown, infatti, ci aiutano a guardare alla vulnerabilità, dapprima concepita come una caratteristica negativa, con altri occhi (Brown, 2012). Ma, attenzione, non stiamo dicendo che la vulnerabilità è una caratteristica del tutto positiva e non è collegata a sensazioni di disagio o insicurezza. Tutt’altro. D’altronde, come detto sopra, la vulnerabilità ha a che fare con il nuovo, lo sconosciuto, con l’insicurezza di essere accettati per come si è davvero nel momento in cui ci...



Ihre Fragen, Wünsche oder Anmerkungen
Vorname*
Nachname*
Ihre E-Mail-Adresse*
Kundennr.
Ihre Nachricht*
Lediglich mit * gekennzeichnete Felder sind Pflichtfelder.
Wenn Sie die im Kontaktformular eingegebenen Daten durch Klick auf den nachfolgenden Button übersenden, erklären Sie sich damit einverstanden, dass wir Ihr Angaben für die Beantwortung Ihrer Anfrage verwenden. Selbstverständlich werden Ihre Daten vertraulich behandelt und nicht an Dritte weitergegeben. Sie können der Verwendung Ihrer Daten jederzeit widersprechen. Das Datenhandling bei Sack Fachmedien erklären wir Ihnen in unserer Datenschutzerklärung.