Ugresic | Europa in seppia | E-Book | www.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, 352 Seiten

Reihe: Cronache

Ugresic Europa in seppia


1. Auflage 2020
ISBN: 978-88-7452-859-2
Verlag: Nottetempo
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

E-Book, Italienisch, 352 Seiten

Reihe: Cronache

ISBN: 978-88-7452-859-2
Verlag: Nottetempo
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Come si sopravvive in un mondo dove non esistono piú le cabine telefoniche, l'effigie di Tito è stampata su calzini-souvenir e si costruiscono musei sul domani per salvarsi dall'oggi? Dubravka Ugre?i? ci mostra l'Europa del primo secolo del nuovo millennio attraverso una galleria di scatti, di foto d'epoca color seppia: raccontando che cosa è rimasto di un Est che, puntato sull'orologio socialista, ha creduto al progresso e ormai non ha piú neanche il tempo per sognare; e di un Ovest che, convinto di dettare il passo al futuro, moltiplica le connessioni e si barrica nei propri confini. Cartoline da aeroporti, alberghi, festival, istantanee di paure e ossessioni, una flotta di corrosivi messaggi in bottiglia lanciati da un'irriducibile contestataria.

Dubravka Ugre?i? (Zagabria, 1949), scrittrice e saggista croata, ha lasciato nel 1993 il suo paese a causa degli attacchi subiti per il suo impegno contro il nazionalismo e la guerra, e vive da allora fra l'Olanda e gli Stati Uniti, dove insegna scrittura creativa. Il suo lavoro è tradotto in più di 20 lingue. Collabora con importanti periodici, tra cui Salamagundi Magazine, The Baffler e Gazeta Wyborcza. In Italia ha pubblicato, per nottetempo, Vietato leggere (2005), Premio Feronia Città di Fiano, Baba Jaga ha fatto l'uovo (2011), James Tiptree Literary Award e Cultura Karaoke (2014), che ha ricevuto il Premio Jean Améry per la saggistica nel 2011 ed è stato finalista al National Book Critics Circle Award per la critica.
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2. La mia piccola missione


Jurij Oleša,

Circo


Ogni giorno il mondo in cui viviamo si trasforma sempre di piú in un circo. Indubbiamente, lo so, si tratta di un’immagine datata. Si diceva cosí nei tempi andati, a.G. (avanti Google): “È un vero circo! La mia vita è diventata un circo! La politica è un circo!” La parola circo era un’analogia per il caos, la pazzia, il comportamento inappropriato, eventi sfuggiti al nostro controllo, svolte grottesche della vita. Il termine però potrebbe tornare in auge se solo ci ricordassimo di P.T. Barnum, padre del circo e milionario americano, e della sua affermazione: “Nessuno è mai fallito sottovalutando l’intelligenza del popolo americano” (). La cinica affermazione di Barnum non si riferisce solo agli americani. Il circo è un divertimento globale.

Il mio vicino di casa ha l’abitudine di non buttare i rifiuti nel cassonetto, ma di lasciarli per settimane davanti alla sua porta. Per esempio, deposita la carta in scatole di cartone davanti alla porta. Cosí, quando si alza il vento, vola dappertutto. Non riesco a capire come mai il mio vicino faccia tanta fatica a separarsi dalla propria immondizia, ma ho paura di chiederglielo. Ho parlato con l’amministratore di condominio.

“Temo di non poterla aiutare. Sa, le persone ultimamente sono molto ,” mi ha risposto.

Sensibilità, ecco un’altra parola fuori moda. È vero, ogni giorno le persone diventano sempre piú . Poco tempo fa un passante ipersensibile mi ha dato uno spintone solo perché, concentrata in qualche ragionamento, camminavo sul lato sinistro del marciapiede, e non su quello destro. Le sensibilità sono diverse, provocate da cause diverse, e prendono forme diverse.

Uno sfortunato olandese aveva comprato un televisore che non funzionava. Ci aveva messo piú di un anno per sistemare le cose, e alla fine, quando la sua sensibilità era arrivata al culmine, si era presentato al negozio con una pistola in mano intenzionato a sparare al responsabile, ma all’ultimo momento aveva rinunciato tirandosi poi un colpo in testa. Oggi i suoi figli non vanno a trovarlo al cimitero. Comprensibile, come si può onorare il ricordo di un padre che si è suicidato per un televisore?

Piú di recente un tunisino di ventisei anni, Mohamed Bouazizi, è diventato tanto sensibile da perdere le staffe e darsi fuoco nella piazza di una piccola città nella provincia tunisina. Da allora è successo di tutto, altre persone sensibili si sono date alle fiamme, prima un egiziano, poi un algerino, persone che bruciano come fiammiferi.

Nella piccola Croazia, dove la gente per sensibilità ogni tanto se le suona di santa ragione, un operaio si è presentato in un cantiere e ha esploso alcuni colpi contro il suo capo. Pare che non lo pagassero da mesi. I media non hanno dimostrato nessuna sensibilità per il suo caso.

Anche Ðurda Grozaj è diventata sensibile. Questa madre single cinquantaquattrenne lavorava da trentacinque anni come operaia nella fabbrica tessile Kamensko. Oggi quella fabbrica è fallita e Ðurda si è ritrovata senza lavoro. È andata a ingrossare le fila dei circa quattrocentomila croati disoccupati e dei circa centomila croati che hanno un lavoro, ma non percepiscono lo stipendio da mesi. In segno di protesta Ðurda ha fatto per mesi lo sciopero della fame insieme alle colleghe. Tutti sono rimasti sordi alle loro richieste. In verità, non proprio tutti. Le ex operaie di Kamensko hanno ricevuto il simbolico Premio Orgoglio della Croazia, e Ðurda, insieme alle colleghe, è stata invitata a prendere un caffè con il presidente croato, anche se non è che ci tenesse granché. Aveva spiegato che, non avendo soldi, non era piú abituata a prendere il caffè. Nel dicembre 2010 la Banca di Zagabria ha deciso di pignorare tutti i beni mobili di Ðurda per un debito di circa cinquecento euro. Come mai? Aveva accettato di fare da garante a un’amica che, però, non aveva saldato il suo debito, e cosí lo aveva fatto Ðurda fino a quando ne aveva avuto modo. Il pignoramento da parte della banca è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ðurda Grozaj ha deciso di buttarsi sotto un tram. L’autista ha frenato all’ultimo momento. Ai giornali Ðurda ha dichiarato: “Non mi ha voluto neanche il tram”.

Per fortuna, o per sfortuna, la sensibilità non è solo una caratteristica degli esseri umani. Anche gli animali mostrano segni di grande sensibilità. Nello stesso momento in cui il povero Mohamed Bouazizi è riuscito a darsi alle fiamme e Ðurda Grozaj ha provato a buttarsi sotto un tram senza riuscirci, in varie parti del globo terrestre cadevano dal cielo uccelli morti: nella città di Beebe, in Arkansas, nella città svedese di Falköping, nella città italiana di Faenza. La costa inglese vicino a Kent era invasa da tantissime carcasse di granchi marini. Ancora oggi nessuno sa il perché. Alcune specie di scimmie (), la cui organizzazione sociale è molto simile a quella umana, hanno tendenze suicide. Pare che i cani spesso soffrano di un disturbo ossessivo-compulsivo e siano inclini all’autolesionismo, come anche gli uccelli in gabbia, che per lo stress nervoso si strappano le penne. La vita dei piccoli pidocchi delle piante (), parassiti delle leguminose, è molto sensibile. Quando vengono attaccati dalle coccinelle, si “autoprogrammano” ed esplodono. Sono dei minuscoli kamikaze.

I croati non si sono ancora abbandonati a un suicidio collettivo, anche se avrebbero tutti i motivi per farlo: lo Stato è al totale collasso, la gente ha fame ed è depressa, il governo li prende in giro da anni. I croati però non si sono uniti di fronte a quest’incredibile ingiustizia che è stata loro inflitta, ma di fronte all’“ingiustizia” inflitta a due generali croati all’Aja. Anche l’ex premier croato, condannato per corruzione, è molto sensibile. Non smette di lamentarsi per il fatto che i suoi diritti umani e la sua dignità sono stati violati. Anche il governo oggi è sensibile, ha speso miliardi non solo per se stesso, ma pure per la difesa dei propri criminali, e continua a rifiutarsi di dare spiegazioni. Sarebbe l’ultimo colpo alla sua sensibile dignità.

Che ci si può fare, il circo è attorno a noi. La nostra vita è un circo. Anzi, spesso sembra che non ci sia modo di uscire dal tendone. Eppure, bisognerebbe farsi coraggio qualche volta, andare al parco, sedersi su una panchina isolata, abbandonarsi al soave cinguettio degli uccelli e dedicarsi alla lettura dei classici. Dicono che un buon libro salvi la vita. Ecco, per esempio Quirk Books offre una vasta scelta di opere classiche, da fino a . Di recente questo editore ha pubblicato una di Kafka in cui Gregor Samsa, invece che in un insetto, si trasforma in un grazioso gattino. Sono sicura che il gattino vi rallegrerà. Con un sorriso bisognerebbe ricordarsi del milionario P.T. Barnum, il padre del circo, e della sua consolatoria affermazione: (“Ogni minuto nasce un imbecille”).

2011

Il boccone


        

“Money”,

Beati i tempi delle dittature totalitarie e del blocco dell’informazione! Oggi, grazie alla rivoluzione dell’informazione, non passa giorno che io non rimanga scossa da qualche notizia sconvolgente. Se ogni rivoluzione divora i suoi figli, allora questa, la rivoluzione dell’informazione, tra tutte è decisamente la piú assetata di sangue. Chi sapeva una volta che cosa fosse uno tsunami e per di piú dove si trovasse il territorio che lo tsunami ha colpito?! Chi sapeva una volta chi aveva subito un’aggressione o una rapina, e da chi? Oggi notizie di questo genere erodono il capitale di pace interiore che ho faticosamente accumulato. Durante le dittature comuniste le persone vivevano in modo piú sano e vivevano piú a lungo. Veniva loro promesso un avvenire radioso e in molti si erano messi in testa di voler vivere per vederlo. Già, un’eccessiva esposizione alle informazioni è piú letale delle radiazioni. La caduta del comunismo, la globalizzazione, l’imporsi a livello planetario del capitalismo e Francis Fukuyama con la sua teoria della fine della storia hanno definitivamente distrutto la salute di milioni di persone.

C’è un mio conoscente che per scelta trascorre la maggior parte della giornata connesso a ogni tipo di fonte d’informazione disponibile. E tutti i giorni un suo squillo riporta la mia coscienza assopita a uno stato di allarme.

“Pronto? La chiamo perché corra immediatamente in banca”.

“E perché?”

“Vada a ritirare tutto il denaro che possiede”.

“Non ne ho”.

“Avrà pur qualcosa, santo cielo?!”

“Spiccioli”.

“Ritiri quegli spiccioli!”

“Ma perché?”

“Compri delle scorte”.

“Scorte di che?”

“Scorte di...



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