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E-Book, Italienisch, 338 Seiten

Winch Pronto intervento emozioni

Strategie di mindfulness per affrontare con serenità le difficoltà della vita
1. Auflage 2015
ISBN: 978-88-590-0908-5
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Strategie di mindfulness per affrontare con serenità le difficoltà della vita

E-Book, Italienisch, 338 Seiten

ISBN: 978-88-590-0908-5
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



La paura, l'abbandono, l'insuccesso o il dolore sono un'esperienza comune nella vita di chiunque. Eppure, spesso facciamo poco o niente per riparare i danni che queste emozioni procurano. Perché? Semplicemente, perché non abbiamo gli strumenti adatti per gestirle: ci sembra eccessivo ricorrere a uno psicanalista, e insufficiente parlarne a un amico. Così accade che trascuriamo le nostre ferite psicologiche perché pensiamo che non esistano rimedi semplici, rapidi ed efficaci per guarirle. Ma non è così: ognuno di noi può imparare facilmente tecniche e interventi di primo soccorso emotivo, accelerando la «guarigione» dalle proprie ferite e prevenendo l'arrivo di quelle future. Ricco di suggerimenti pratici, il volume affronta le principali e più diffuse emozioni dolorose, descrivendo sintomi, rimedi e terapie per: • rifiuto • solitudine • perdite e traumi • senso di colpa • insuccesso • bassa autostima. Tutte le tecniche proposte si ispirano alla mindfulness - l'approccio che consente di sviluppare la flessibilità mentale e aumentare l'autoconsapevolezza - e costituiscono un kit essenziale di primo soccorso emotivo da tenere sempre a portata di mano.

Psicologo, specializzato in terapia familiare e di coppia presso il New York University Medical Center. Membro della American Psychological Association, scrive per «Psychology Today» e «Huffington Post». I suoi libri sono stati tradotti in 14 lingue.
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Introduzione


Se chiedessi a un bambino di 10 anni che cosa devi fare se ti viene un raffreddore, lui ti direbbe immediatamente di metterti a letto e bere un brodo caldo. Se gli chiedessi che cosa devi fare se ti fai un taglio a un ginocchio, ti direbbe di pulire la ferita (o di disinfettarla) e bendarla. I bambini sanno anche che se ti rompi una gamba devi farla ingessare in modo che l’osso si saldi correttamente. Se poi gli domandassi perché è necessario fare tutte queste cose, lui ti risponderebbe che tali cure favoriscono la guarigione e prevengono mali peggiori: il raffreddore può diventare polmonite, le ferite possono infettarsi e se un osso rotto non si aggiusta bene, una volta tolto il gesso potresti avere problemi a camminare. Insegniamo ai nostri bambini a prendersi cura del loro corpo sin da quando sono molto piccoli, e loro in genere imparano bene le nostre lezioni.

Ma se chiedessi a un adulto cosa devi fare per alleviare il dolore bruciante di un rifiuto, la devastazione della solitudine o l’amara delusione di un insuccesso, vedresti che ti saprà dire ben poco sulla cura di queste ferite psicologiche comuni. Prova a chiedergli cosa devi fare per ritrovare l’autostima o riprenderti da una perdita o da un trauma e vedrai che anche così lo metterai seriamente in difficoltà. Chiedigli cosa potresti fare per sottrarti all’assillo del senso di colpa o per smettere di rimuginare sempre sulle stesse cose e con ogni probabilità lo vedrai assumere un’espressione imbarazzata, cambiare bruscamente argomento e tentare quatto quatto di svignarsela.

Qualcuno potrebbe risponderti con aria sicura che la cosa migliore da fare è parlare dei tuoi sentimenti con amici o familiari, e certamente nessun esperto di salute mentale che abbia un po’ di buon senso avrebbe nulla da obiettare a un consiglio di questo genere. Ma sebbene in alcuni casi parlare di ciò che si prova possa aiutare, in altri in realtà può essere dannoso. In genere, se si fanno notare questi pericoli, si vedono altre facce imbarazzate, bruschi cambiamenti di argomento e tentativi di svignarsela.

Il motivo per cui facciamo poco o niente di significativo per curare le ferite psicologiche della vita quotidiana è che non abbiamo gli strumenti per gestire queste esperienze. Certo, potremmo cercare l’aiuto di un professionista in queste situazioni, ma spesso sarebbe poco pratico in quanto la maggior parte di queste ferite non è abbastanza grave da richiedere un intervento professionale. Così come non ci piazzeremmo nella sala d’aspetto del nostro medico di famiglia al primo accenno di tosse o di raffreddore, allo stesso modo non possiamo correre da uno psicoterapeuta ogni volta che veniamo respinti da un potenziale partner amoroso o prendiamo una ramanzina dal capo.

Tuttavia, mentre ogni famiglia ha il suo armadietto dei medicinali, pieno di bende, pomate e antidolorifici, per trattare le malattie fisiche più elementari e comuni, non possediamo un corrispettivo armadietto dei rimedi per le ferite psicologiche minori che subiamo nella vita di tutti i giorni. E ne subiamo, né più né meno di quelle fisiche. Tutte le ferite psicologiche trattate in questo libro sono estremamente comuni: ognuna di esse è emotivamente dolorosa e potrebbe provocare danni psicologici. Eppure, a tutt’oggi non possediamo dei mezzi convenzionali per sedare il dolore, lenire le pene e alleviare le afflizioni causate da questi eventi, nonostante la regolarità con cui ricorrono nella nostra vita.

L’applicazione del primo soccorso emotivo a queste ferite può evitare che molte di esse vadano a deteriorare la nostra salute mentale e il nostro benessere con il tempo. Infatti, molti dei disturbi psicologici riconosciuti per cui cerchiamo un trattamento professionale potrebbero essere prevenuti applicando i metodi del primo soccorso emotivo alle nostre ferite nel momento in cui compaiono la prima volta. Ad esempio, la tendenza a rimuginare può rapidamente tramutarsi in ansia e depressione, e le esperienze di insuccesso o di rifiuto possono facilmente erodere la nostra autostima. La cura di queste ferite non solo ne accelera la guarigione ma aiuta anche a prevenire lo sviluppo di complicanze e rende meno serie quelle che eventualmente si creano.

Ovviamente, quando la ferita psicologica è grave, le cure di primo soccorso emotivo non dovrebbero sostituire l’intervento di uno specialista, così come il fatto di avere un armadietto delle medicine ben assortito non abolisce la necessità di medici e ospedali. Ma se per ciò che concerne la nostra salute fisica conosciamo i nostri limiti, lo stesso non si può dire a proposito della salute mentale. La maggioranza delle persone è in grado di capire se un taglio è abbastanza profondo da richiedere dei punti; in genere riconosciamo la differenza tra un ematoma gonfio e un osso rotto; e tendenzialmente sappiamo che quando siamo molto disidratati potremmo avere bisogno di un’infusione di plasma. Quando si tratta delle nostre ferite psicologiche, tuttavia, ci mancano non soltanto gli strumenti per fare qualcosa a riguardo ma anche la capacità di stabilire in quali casi è necessario un intervento professionale. Così spesso trascuriamo le nostre ferite psicologiche finché non diventano abbastanza gravi da impedirci di funzionare normalmente. Non ci permetteremmo mai di trascurare un taglio a un ginocchio fino a non poter più camminare mentre invece trascuriamo sempre le nostre ferite psicologiche, spesso finché non arriva il momento in cui letteralmente ci impediscono di andare avanti.

Questa discrepanza tra la nostra competenza generale nel trattare gli attacchi alla nostra salute fisica e la nostra completa inettitudine per quanto riguarda la nostra salute mentale è quanto mai infelice. Se delle tecniche di primo soccorso emotivo adatte al caso nostro non esistessero, se fosse impossibile curare queste ferite psicologiche, questo stato di cose sarebbe tollerabile, ma la realtà non è questa!
I recenti progressi di molti ambiti della ricerca psicologica hanno permesso di identificare varie opzioni terapeutiche valide proprio per le categorie di ferite psicologiche che riportiamo più spesso.

Ogni capitolo di questo libro è diviso in due parti: nella prima, è descritta una specifica categoria di ferite psicologiche frequenti e quotidiane; nella seconda, vengono presentate le varie tecniche di primo soccorso emotivo che possiamo utilizzare per alleviare il nostro dolore emotivo e per prevenire l’aggravarsi del problema. Queste tecniche, tutte scientificamente fondate, possono essere autosomministrate, proprio come i rimedi di automedicazione. Inoltre possono essere spiegate ai propri figli. Esse costituiscono i prodotti essenziali che in futuro non potranno mancare nel nostro armadietto dei rimedi psicologici, un kit di trattamenti per la salute emotiva e mentale che possiamo avere sempre con noi nella nostra vita.

Negli anni in cui mi stavo specializzando in psicologia clinica venivo frequentemente criticato perché fornivo ai miei pazienti dei consigli specifici e concreti su come alleviare i loro dolori emotivi. «Noi siamo qui per fare un lavoro psicologico profondo» mi ammoniva un supervisore, «non per dispensare un’aspirina psicologica — che non esiste nemmeno!».

Ma l’offerta di un sollievo immediato e lo svolgimento di un lavoro psicologico profondo non si escludono a vicenda. Io credo che tutti debbano avere accesso alle cure di primo soccorso emotivo, come a qualunque altro trattamento utile per le ferite psicologiche. Nel corso degli anni ho preso l’abitudine di distillare il succo di innovative scoperte scientifiche per ricavarne suggerimenti pratici o terapie che i miei pazienti possano applicare alle sofferenze emotive della loro vita quotidiana. E l’ho fatto fondamentalmente per un motivo: perché funzionano. È da anni, ormai, che i miei pazienti, amici e familiari mi sollecitano a raccogliere questi trattamenti di primo soccorso emotivo in un libro. Ho deciso finalmente di farlo perché è giunto il momento di prendere più seriamente la nostra salute mentale. È giunto il momento di praticare l’igiene della salute mentale ed emotiva al pari di quella dentale e fisica. Oggi dobbiamo avere tutti un armadietto dei rimedi psicologici che contenga gli equivalenti emozionali delle bende, degli antibatterici, del ghiaccio istantaneo e degli antipiretici.

Dopo tutto, una volta appurato che le aspirine psicologiche esistono, saremmo stupidi a non servircene.

Come usare questo libro


I capitoli di questo libro trattano sette tipi di incidenti psicologici comuni che possono capitare nella vita quotidiana: il rifiuto, la solitudine, il senso di colpa, la perdita, la ruminazione mentale, l’insuccesso e la scarsa autostima. Benché siano stati scritti come capitoli indipendenti, il mio consiglio è di leggere il libro per intero. Anche se qualche capitolo non ti riguarderà immediatamente, la conoscenza del genere di incidenti psicologici in cui potremmo incorrere ogni giorno ti aiuterà a riconoscerli quando capiteranno a te o ai tuoi amici e familiari in futuro.

Ogni capitolo è diviso in due parti. Nella prima vengono descritte le specifiche ferite psicologiche che ciascun incidente procura — comprese quelle che spesso manchiamo di riconoscere. Ad esempio, che la solitudine provochi sofferenza emotiva potrebbe apparirci ovvio; ciò nonostante potremmo non essere consapevoli del fatto che la solitudine non trattata può avere delle conseguenze tanto gravi per la nostra salute fisica da ridurre le nostre aspettative di vita. Altro aspetto meno scontato è che spesso le persone sole sviluppano comportamenti controproducenti che le portano ad allontanare inconsciamente da sé...



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