Zauderer | I miei primi 40 giorni da mamma | E-Book | www.sack.de
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E-Book, Italienisch, 258 Seiten

Reihe: Capire con il cuore

Zauderer I miei primi 40 giorni da mamma

Tutto quello che devi sapere sulle prime settimane dopo il parto
1. Auflage 2020
ISBN: 978-88-590-2160-5
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Tutto quello che devi sapere sulle prime settimane dopo il parto

E-Book, Italienisch, 258 Seiten

Reihe: Capire con il cuore

ISBN: 978-88-590-2160-5
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Un manuale di sopravvivenza per le neomamme, scritto da un'ostetrica, con grande esperienza nel campo dell'assistenza alle donne dopo il parto. Il volume spiega nel dettaglio tutti i cambiamenti corporei che la donna deve affrontare durante le prime settimane dopo il parto e le emozioni che spesso si presentano, rispondendo al bisogno di non sentirsi sola in quel delicatissimo periodo in cui esplora la sua esperienza di maternità.

Cheryl Zauderer infermiera e ostetrica da più di trent'anni, ha conseguito un Dottorato di ricerca in Psicologia. Insegna Scienze infermieristiche presso il New York Institute of Technology di Old Westbury, New York, ed è autrice di numerosi articoli pubblicati su riviste professionali sulla salute materna e del neonato. Le sue aree di ricerca riguardano i disturbi dell'umore postpartum e l'allattamento al seno. Pietro Grussu Psicologo psicoterapeuta, specialista in Psicologia Clinica, è Dirigente sanitario referente dei Consultori Familiari della città di Padova, Azienda ULSS 6 Euganea, Regione Veneto, e referente aziendale territoriale dell'Area Perinatalità. Rosa Maria Quatraro Psicologa psicoterapeuta, specialista in Psicologia clinica, da oltre vent'anni svolge attività clinica, di ricerca, formazione e supervisione nell'ambito della psicologia e psicopatologia perinatale. Responsabile clinica di «Maternità in difficoltà» presso le sedi di Vicenza e Padova
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Capitolo primo


Mamnesia: cosa succede al cervello dopo la nascita di un figlio


«Non mi sento più “sveglia” come prima»

«Continuo a entrare in una stanza e a dimenticare
che cosa ci sono andata a fare»

«Mi sento mentalmente annebbiata»

Il termine «mamnesia» viene usato in riferimento a una neomamma che non si sente più «sveglia» come prima della gravidanza. Si tratta di un tipo di amnesia che anche tu, come neomamma, potrai sperimentare dopo la nascita di tuo figlio (Brizedine, 2006; Kim et al., 2010).

Potrebbe infatti capitarti di avere di tanto in tanto dei vuoti di memoria e dei momenti di smemoratezza. Oppure di dimenticare anche le cose più semplici e non essere apparentemente in grado di ricordare una cosa dopo pochi minuti che ci hai pensato. Potresti anche sentirti confusa e faticare a prendere decisioni piuttosto banali. Non disperarti! C’è una causa scientifica per questo: si tratta di una vera e propria sindrome che coinvolge la memoria.

Nello stato in cui ti trovi ora prevale la parte destra del tuo cervello — proprio quello che ti serve per stabilire un legame con il tuo bambino e affezionarti a lui.

L’archetipo del tuo cervello


In questo periodo il tuo corpo ha subito molte modificazioni, ma i cambiamenti del tuo cervello costituiscono la sfida più grande.

La maternità ti trasforma da molti punti di vista e modifica il tuo modo di pensare e di sentire in relazione a ogni cosa. Il tuo stesso cervello si trasforma (Kim et al., 2010).

Come vedremo in seguito, questi cambiamenti nel tuo modo di pensare e di sentire possono essere interpretati come una strategia adottata dalla natura affinché la nostra specie continui a evolversi.

Perché avvengono questi cambiamenti?


Partorire e generare un’altra vita è un rito di passaggio, un viaggio personale nella maternità. Come ci sono voluti nove mesi per far crescere e poi dare alla luce questa nuova creatura, così avrai bisogno di tempo per maturare ed evolvere come madre.

Anche se il tuo istinto ti guiderà nell’essere genitore, dovrai comunque affrontare importanti adattamenti. La mamnesia è dovuta ai cambiamenti biologici e ormonali che hai appena subito nel corso della gravidanza e del parto, e che ora continui a sperimentare nel postpartum (Brunton, Russell e Hirst, 2014; Kim et al., 2010).

Altre cause possono essere l’affaticamento generale e il malessere connessi alle difficoltà del parto. Anche il fatto di essere a stretto contatto con il tuo neonato può contribuire a produrla.

Grazie a questo intenso contatto fisico, le tue emozioni si intensificheranno così che tu e il tuo bambino possiate essere emotivamente e fisicamente sensibili l’uno all’altro.

L’ormone dell’amore


Sapevi che esiste un ormone chiamato l’«ormone dell’amore»? L’ormone che trasforma la tua vita quando diventi mamma è stato battezzato in diversi modi: ormone dei legami, dell’«innamoramento», delle coccole, della fiducia o della guarigione. Ma la sua denominazione scientifica è ossitocina (Bartz et al., 2011; Fletcher et al., 2015; Uvnas-Moberg, 2003).

Che cos’è l’ossitocina?


L’ossitocina è un ormone che viene prodotto dall’ipotalamo (una parte del cervello che produce ormoni) e rilasciato dall’ipofisi posteriore (una parte del cervello che immagazzina e rilascia in circolo questi ormoni). Questa sostanza è stata molto studiata (Cong et al., 2015; Fletcher et al., 2014) e svolge una funzione non solo nella gravidanza e nel periodo postpartum, ma anche in altri aspetti della vita relazionale. È in gran parte responsabile dell’inizio delle contrazioni del travaglio e della secrezione del latte durante l’allattamento al seno. Si ritiene che l’ossitocina sia responsabile anche di altri aspetti del comportamento, come quelli associati all’attaccamento, alle relazioni amorose, alla libido e alla soddisfazione sessuale. Favorisce inoltre la guarigione delle ferite e riduce i processi infiammatori.

Fra le altre cose, si è scoperto che in generale aumenta la fiducia e riduce il senso di paura. Nelle madri che allattano al seno viene rilasciata in risposta alla suzione del bambino e innesca il riflesso di emissione del latte. A quel punto iniziano delle contrazioni che facilitano la fuoriuscita del latte dai dotti mammari, portandolo così alla bocca del bambino. L’ossitocina aiuta anche il tuo utero a contrarsi e a tornare alle sue dimensioni normali, riducendo così il rischio di possibili emorragie postpartum (Pillitteri, 2014; Ricci, Kyle e Carman, 2013). Le contrazioni uterine sono la causa dei crampi che puoi avvertire durante e dopo l’allattamento al seno.

L’ossitocina dilata i vasi sanguigni, aumentando in questo modo il flusso di sangue nel corpo. Tale aumento fa salire la temperatura cutanea e produce su di te un effetto calmante, che a sua volta produrrà un effetto rilassante sul tuo neonato. L’ossitocina viene rilasciata anche durante il contatto «pelle a pelle» con il bambino. A tal riguardo molti studi hanno dimostrato che madri e bambini sperimentano una condizione speciale quando sono in stretto contatto tra loro — cioè quando la pelle del tuo neonato è a contatto con la tua. Secondo Colson (2005), il contatto pelle a pelle non è però essenziale per l’allattamento al seno e la formazione del legame. Alcune madri possono infatti non avere voglia di togliersi i vestiti o di denudare il bambino ogni volta che allattano, ma può essere ugualmente efficace usare entrambi dei vestiti sottili o avvolgere il bambino in fasce leggere. Stringendo il piccolo e abbracciandolo affettuosamente avverrà un rilascio di ossitocina e si favorirà la formazione del legame affettivo.

Cosa devo fare per praticare il contatto pelle a pelle?


Il torace del bambino dovrebbe essere posto a contatto con il tuo petto nudo, in mezzo ai seni. Il bambino non dovrebbe avere niente addosso, fatta eccezione per il pannolino e un copricapo, e dovrebbe essere avvolto insieme a te sotto le lenzuola o a contatto con te, dentro la tua vestaglia.

Il contatto pelle a pelle nel periodo immediatamente successivo alla nascita è diventata una modalità molto diffusa in ambito ospedaliero, dove se ne incoraggia la prosecuzione a tempo indeterminato anche dopo che madre e bambino vengono dimessi e ritornano a casa. Il contatto pelle a pelle facilita l’allattamento al seno per il tuo neonato e ne stabilizza la sua temperatura corporea. L’ossitocina ti aiuterà inoltre a comprendere i segnali del tuo piccolo e, assieme alla prolattina, a produrre più latte. Contribuirà anche a calmarvi entrambi (l’argomento del contatto pelle a pelle verrà approfondito nei capitoli quarto e quinto).

Se allatti al seno, l’ossitocina verrà rilasciata appena il neonato prende la mammella e si attacca al seno, particolarmente all’aureola, e la sua produzione proseguirà per tutta la suzione (Colson, 2005; Cong et al., 2015; Rice-Simpson e Creehan, 2014). Nel corso del tempo il tuo piccolo familiarizzerà con il tuo odore e il tuo calore e l’ossitocina lo aiuterà ad associare questi segnali familiari all’allattamento al seno. Tutto ciò, a sua volta, lo aiuterà a continuare a poppare, con gli ulteriori benefici del contatto pelle a pelle.

Anche se non allatti al seno, grazie al contatto pelle a pelle può avvenire ugualmente un rilascio di ossitocina e puoi sicuramente rinforzare il legame con il tuo neonato. Anche se allatti con il biberon, tu e il tuo neonato potete ottenere molti dei benefici associati al rilascio di ossitocina, come la sensazione di calma, la riduzione dello stress e un rafforzamento del legame e dell’attaccamento. L’ossitocina ha anche un effetto antistress poiché tranquillizza e infonde un senso di calma — ed è per questo che ti sentirai rilassata e anche un po’ «assente».

La scienza dell’amore


Tutti questi cambiamenti ormonali possono avere un effetto sul tuo modo di pensare e di percepire le cose man mano che ti andrai concentrando sempre più sul tuo piccolo. Svilupperai una consapevolezza sempre maggiore del tuo bambino e dei suoi bisogni e, per soddisfarli, sarà determinante avere una concentrazione totale sul tuo ruolo di madre. Ora alcune parti del cervello essenziali per l’attenzione e la concentrazione ti fanno sentire particolarmente responsabile della cura del neonato. Gli ormoni rilasciati durante l’allattamento al seno o il contatto pelle a pelle possono portare il tuo cervello a stabilire nuove connessioni.

Tali ormoni dominano il cervello di qualunque neomamma — dalla donna in carriera alla mamma casalinga — modificando il tuo modo di pensare, di sentire e di valutare il livello di importanza delle cose. I cambiamenti ormonali e metabolici che avvengono nel tuo corpo durante la gravidanza e il postpartum stimolano il cervello a rassicurarti sulle tue capacità di neomamma, cioè a fidarti del fatto che saprai prenderti cura del tuo piccolo, quando arriverà (Brunton et al., 2014).

L’amore materno


Il trasporto affettivo per il tuo bambino potrà anche farti sentire disorganizzata e deconcentrata mentalmente, ma quando starai con lui è probabile che ti sentirai bene. Quando invece sarete separati è possibile che tu possa provare una sorta di tensione interiore. Svilupperai probabilmente una dedizione e una determinazione a prenderti cura e proteggere il tuo bambino che non hai mai conosciuto prima d’ora. Ora il tuo cervello è cambiato, come anche la tua capacità di essere totalmente assorbita e...



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