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Fesenmeier / Paciaroni / Dessì Schmid | Movimenti - Bewegungen III | E-Book | www.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, Band 3, 294 Seiten

Reihe: Italianistica: Testi e Strutture - Strukturen und Texte

Fesenmeier / Paciaroni / Dessì Schmid Movimenti - Bewegungen III

Akten der Sprachwissenschaftlichen Sektion des Deutschen Italianistentags 2022
1. Auflage 2025
ISBN: 978-3-381-13053-5
Verlag: Narr Francke Attempto Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Akten der Sprachwissenschaftlichen Sektion des Deutschen Italianistentags 2022

E-Book, Italienisch, Band 3, 294 Seiten

Reihe: Italianistica: Testi e Strutture - Strukturen und Texte

ISBN: 978-3-381-13053-5
Verlag: Narr Francke Attempto Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Die Vielschichtigkeit des Begriffs der ,Bewegung' zeigt sich nicht zuletzt in den Lesarten, die bereits in den ersten lexikographischen Werken festgehalten wurden. Die zwölf Beiträge in diesem Band illustrieren diese Vielschichtigkeit über drei Themenbereiche hinweg: Der erste Bereich betrifft die Bewegung von Einheiten innerhalb des Sprachsystems in morphologischer, syntaktischer und textueller Hinsicht; der zweite beschäftigt sich mit den Bewegungen von Wörtern und Texten im Raum, während sich der dritte mit soziolinguistischen Fragestellungen im Zusammenhang mit der Bewegung von Individuen befasst. Das Ergebnis ist ein Profil des Italienischen, dessen wesentliche Merkmale sich über seine ganze Geschichte hinweg und aus je verschiedenen Perspektiven immer wieder mit ,Bewegung(en)' ganz unterschiedlichen Typs fruchtbar in Beziehung setzen lassen.

Prof. Dr. Ludwig Fesenmeier lehrt französische und italienische Sprachwissenschaft an der FAU Erlangen-Nürnberg. Prof. Dr. Tania Paciaroni lehrt italienische und französische Sprachwissenschaft an der LMU München. Prof. Dr. Sarah Dessì Schmid lehrt italienische, französische und spanische Sprachwissenschaft an der Universität Tübingen.
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Introduzione


XII 2020 – 2022


Quando, nel febbraio 2019, scegliemmo per l’ di Monaco il tema «Movimenti – Bewegungen», nessuno immaginava di andare incontro a un periodo davvero “movimentato”. Alla fine dello stesso anno, a Wuhan si scoprì un nuovo tipo di polmonite, dalle cause ancora sconosciute, che presto ricevette il nome di «COVID-19». A fine gennaio 2020, nel distretto di Starnberg,1 a una ventina di chilometri dal luogo in cui, dal 5 al 7 marzo, si sarebbe dovuto svolgere il convegno, fu identificato il primo caso di infezione da coronavirus. Per chi, come noi, si trovava a organizzare un evento in quel periodo, la decisione da prendere non era ovvia, dato che poco o nulla si sapeva dei pericoli che quel virus comportava. Ad ogni modo, il 26 febbraio 2020 si decise di rimandare il convegno a tempi meno “movimentati”.2 Di lì a pochi giorni, l’11 marzo 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe classificato il COVID-19 come pandemia mondiale.3

Non occorre ripercorrere in questa sede l’ulteriore sviluppo della pandemia, fin troppo noto. Vorremmo solo ricordare con l’annuncio qui di séguito, pubblicato il 18 maggio 2020, l’ottimismo che riempiva (ancora, e non solo) tutti gli organizzatori:

Alla luce dei recenti sviluppi che riguardano, da un lato, la situazione generale, dall’altro, le condizioni logistiche, il Dipartimento di Filologia Italiana e il comitato direttivo dell’Associazione hanno potuto fissare una nuova data: il convegno si terrà dall’11 al 13 febbraio 2021 – ovviamente a condizione, o meglio nella speranza, che la situazione futura lo consenta.4

La «situazione» non lo permise e fummo costretti a un nuovo rinvio. Finalmente, dal 10 al 12 marzo 2022 il convegno ebbe luogo (seppure in circostanze pratiche particolari), e si concretizzò la speranza, lungamente nutrita, di tornare a discutere e interagire di persona.

“Movimenti”


Causata essa stessa da movimenti nello spazio, la pandemia mondiale da COVID-19 ha determinato a sua volta vari tipi di «movimento». La polisemia del termine risulta evidente dalla disamina dei suoi signifcati, registrati fin dalle prime opere lessicografiche. Il degli , nella terza edizione del 1691, riporta per l’accezione di ‘novità, commozione’, anche se con una attestazione molto più antica, tratta dal volgarizzamento di Agnolo Firenzuola dell’. Più tardi, nel dei fratelli Grimm è attestata, per la fine del XVII secolo, l’espressione ‘movimento pubblico’ nel senso di ‘tumulto’, ‘rivolta’.5

Più di recente il ‘movimento’ è divenuto “metafora centrale”, e persino “categoria performativa”, dell’età moderna.6 Soprattutto, l’attenzione per la (necessità della) plasiticità del movimento ha portato a concezioni e prospettive su di esso molto diverse e che si concretizzano in ogni ambito della vita – dalla società, passando per i media, fino all’ambito scientifico. Nel contesto storico postmoderno, la centralità di questa metafora è stata progressivamente messa in discussione, in particolare nelle scienze sociali e culturali, in cui da alcuni anni un ruolo chiave è attribuito ai concetti di ‘circolazione’ e ‘interazione’, ma anche di ‘mobilità’ e ‘transfer’ – con riferimento sia agli oggetti stessi della ricerca, sia al sapere che si genera grazie ad essi, alle strutturazioni di questo sapere e/o alla loro (de)stabilizzazione. Il movimento come ‘mobilità’ costituisce, ad esempio, l’oggetto della ricerca sulla migrazione, la quale, concepita inizialmente in modo statico come studio dello spostamento duraturo del centro della vita, mette oggi in primo piano, piuttosto, la molteplicità e la varietà delle possibili costellazioni degli spostamenti, nonché le loro diverse ripercussioni sulla vita reale.

Nel frattempo, anche i settori di conoscenza a lungo ritenuti stabili sono soggetti a una progressiva dinamizzazione, per esempio a causa di modificazioni nel campo dei media che custodiscono e trasmettono il sapere esistente. D’altro canto, un nuovo sguardo sull’insieme delle precedenti modalità di produzione, conservazione e trasmissione del sapere ha fatto sì che anche la questione delle dinamiche ivi operanti venga oggi posta in maniera più insistente.

In linguistica, in aggiunta ma anche in opposizione all’uso metaforico del concetto di ‘spazio’ (per esempio, lo “spazio variazionale”), si viene enfatizzando da qualche tempo il carattere fondamentale della spazialità – nel senso letterale del termine – per la comunicazione, proprietà che pertiene sia al linguaggio e alle lingue, sia ai parlanti, sia allo stesso atto locutorio. L’analisi dettagliata delle molteplici dinamiche che portano al movimento e da esso derivano ha rappresentato il nodo centrale del convegno in generale e della sezione linguistica in particolare – e, dunque, di questo volume.

Presentazione del volume


Gli interventi raccolti nel presente volume discutono tali diverse accezioni del concetto di movimento e le sviluppano ulteriormente, concentrandosi intorno a tre nuclei teorici principali. Ne risulta un profilo dell’italiano, antico e contemporaneo, che nella plasticità dei movimenti trova uno dei suoi caratteri essenziali.

Il primo nucleo concerne il movimento di unità di diverso livello – morfologico, sintattico, testuale – all’interno del sistema linguistico.

All’evoluzione della costruzione + infinito nell’italiano contemporaneo è dedicato l’intervento di Francesca Strik-Lievers « + infinito: una perifrasi in movimento, fra mutamento e variazione». Dopo avere tracciato brevemente le linee della sua evoluzione diacronica ed essersi soffermata sull’analisi di dati provenienti da quattro diversi corpora (PAISÀ, CODIS per la lingua scritta, KIParla e ParlaTO per la lingua parlata), Strik-Lievers conclude che non ci siano prove sufficienti per affermare che la costruzione si sta avviando a diventare una forma di futuro analitico, come è invece avvenuto in altre lingue romanze.

Il secondo contributo è uno studio empirico a partire da interviste semi-strutturate dell’interazione tra posizione del soggetto e tipo di verbo, con particolare attenzione alla sintassi dei verbi psicologici («I soggetti postverbali nell’italiano lingua d’origine in Germania»). Katrin Schmitz e Anna-Lena Scherger confrontano la produzione di tre gruppi di parlanti italiani (monolingui, adulti e bambini in età scolare) e osservano che la tendenza verso i soggetti preverbali rilevata nei bambini scompare al raggiungimento dell’età adulta, quando gli non si differenziano più in modo significativo dai parlanti italiani monolingui.

Katrin Betz, nel suo articolo «Kausalsätze in der Sprachbeschreibung: vom Baummodell zur interaktionalen Linguistik», discute criticamente la nozione di subordinazione per poi concentrarsi sull’esame, da differenti prospettive, delle frasi avverbiali causali. L’autrice dimostra che la rappresentazione delle causali, tradizionalmente studiate a partire da modelli spaziali bidimensionali, riceve luce laddove si ricorre a modelli di linguistica interazionale che considerano la linearità della produzione linguistica in termini di movimento temporale del linguaggio.

Nel suo contributo «Il seriale: forma prototipica e manifestazione nei testi generati da ChatGPT» Anna Maria De Cesare esplora il concetto di movimento dalla prospettiva della linguistica testuale. Dopo aver presentato le caratteristiche definitorie dei movimenti, l’autrice ne offre una modellizzazione e una rappresentazione grafica generale, per passare infine all’esame di movimenti testuali seriali nei testi artificiali. Di cinquanta blocchi di testo generati da ChatGPT, analizzati in rapporto al connettivo in essi contenuto, viene proposta un’analisi qualitativa e una valutazione del grado di naturalezza.

Il secondo nucleo teorico intorno al quale convergono i contributi del volume concerne i movimenti di parole nello spazio.

L’intervento di Matthias Heinz «Auf den Spuren der Lehnwortmigration: ein Observatorium für die Sprachkontaktdynamiken von lexikalischen Italianismen» tratta il movimento di parole da una prospettiva generale, concentrandosi sugli italianismi, vale a dire i prestiti dall’italiano nelle altre lingue che arricchiscono sia il lessico di base sia la terminologia tecnica. L’autore...



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