E-Book, Italienisch, 144 Seiten
Dukaj La Cattedrale
1. Auflage 2013
ISBN: 978-88-6243-286-3
Verlag: Voland
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
E-Book, Italienisch, 144 Seiten
ISBN: 978-88-6243-286-3
Verlag: Voland
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
'A cosa porta io lo so bene. Lo scisma è inevitabile. Nonostante tutto, la maggior parte degli umani non accetterà un papa che respira cloro, depone le uova, vive mille anni... ed è cosi che andrà a finire, è solo questione di tempo.' Un prete spedito su un planetoide degli Ismiraidi, dove si sperimenta la crescita del cristalvivo e dove si erge un'affascinante Cattedrale che inquieta. Vescovi di tutte le galassie pronti a partecipare, a Roma, al conclave che eleggerà il nuovo papa. Un ragazzino rinchiuso in una Scuola misteriosa che somiglia un po' a una prigione, nutrito di Sogni alieni per essere preparato al compito che gli è stato assegnato. Proiezione prolungata del nostro presente, l'universo di Jacek Dukaj, tramato di invenzioni fantastiche e di squarci lirici, di sontuosi paesaggi inediti, pullula però soprattutto di interrogativi, di dubbi.
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PRIMO QUADRO
– E che ne sa lui che loro hanno tutti un’anima?
– Lui chi?
– Be’, il papa.
Katzinger guardò irritato il geologo.
– Ricominci? Cerca invece di aiutarmi con quest’armatura.
Herle spense il mozzicone e si tirò su dalla poltrona. Camminava curvo e, sebbene quella fosse la sua postura naturale, sembrava che vi stesse nel timore di urtare con la testa gli scaffali o le apparecchiature attaccate ai reticolati del soffitto basso. Nell’insieme l’habitat era angusto. In effetti era stato predisposto per quattro persone, mentre ora ad abitarlo erano solo loro due, ma ugualmente non vi si sarebbe trovato nemmeno un metro quadrato libero. L’ambiente principale era occupato dagli apparecchi per la ricerca, dalle periferiche del computer e dal sistema di supporto vitale; il tutto compresso e sistemato secondo i principi dell’ergonomia cosmica che è in grado di ridurre una tazza del water fino alle dimensioni di un libro, e di far entrare una doccia dentro a una valigia. Oltre a ciò, lì regnava il caos, perché fino ad allora il geologo non si era minimamente preoccupato di un’attività così prosaica come far le pulizie. E non fosse stato per gli aromatori installati nel sistema di areazione, lì ci sarebbe stata una puzza come in una stalla.
Herle si avvicinò al prete che lottava con lo scafandro e scosse la testa con commiserazione.
– Ma se ieri ti avevo dato la registrazione con le istruzioni. Non ti andava di allenarti con la simulazione? Adesso dobbiamo combatterci dal vivo. Tira indietro la mano. Ancora di più. Questo è un modello prodotto appositamente per Rugiada, la CGS l’ha progettato su nostra richiesta, loro hanno il brevetto. Gli americani e i francesi vanno in giro con un qualche rifacimento del modello standard, e i cinesi… li hai visti, no? Proprio da ridere. Non toccarlo, ti entrerà da solo nella vena. Bene. Adesso rilassa i muscoli. Su, dimmelo, che ne sa lui?
– A che ti riferisci?
– Non fingere. Ti hanno spedito qui proprio perché il Vaticano aveva dichiarato che gli Acquari hanno un’anima. Lo aspettavate da sei anni. Dagli Yankee sul Monte Bruno sono già due anni che ci si sono stabiliti tre testimoni di Geova, e continuano a sorvolare tutta la Costa Storta; e un informatico dei mangiarane delle Grotte è un musulmano fanatico, e dal momento che è arrivato gli manda lì sotto il Corano, nonostante gli xenologi lo riempiano continuamente di maledizioni. Concorrenza, concorrenza. Adesso devi recuperare il ritardo. In effetti non lo so mica se ti sei invitato da solo qui da me sul Dente perché per te un posto valeva l’altro, e l’habitat qui è totalmente vuoto… oppure se hai scelto questa zona consapevolmente, per via degli Acquari che ci vivono. Ti ho detto di rilassare i muscoli. Bene. Sì, così. E adesso l’altra. Non aver paura, devono entrare sulle terminazioni dei nervi, non fa dolore.
– Senti, Herle, tu però non sei un credente…
– Certo che no.
– …e allora cosa te ne frega di tutto questo?
– Be’, certo! – sbuffò il geologo. – Mi piombi qui dopo sei mesi di solitudine, con quelle conversioni non te la sbrigherai di sicuro in una settimana, siamo costretti a sopportarci a vicenda, io a te e tu a me, con chi altri potrei parlare se non col computer… e tu mi chiedi pure cosa me ne frega di tutto questo? E di cos’altro mi dovrebbe fregare se non del tuo lavoro? Ti metterai a convertirli, no?… Ma cosa diavolo stai facendo? Tielli spalancati! Spalancati! Non sbattere gli occhi, maledizione!
Katzinger fece una smorfia, non è chiaro se per reazione alle parole di Herle o per quello che stava facendo lo scafandro.
– Convertirli!… – sbuffò. – Non è mica così facile…
– È per questo che te lo chiedo. E che ne sapeva lui che loro hanno tutti un’anima?
– Che sigDefiniamolo in maniera convenzionalenifica ‘sapeva’? – s’irritò il prete.
– La Chiesa non nega l’evoluzione, vero?
– Certo che no.
– Lo so, lo so: la Bibbia è un’allegoria, leggere tra le righe, sempre meno alla lettera. Ma, ad esempio, non potete abbandonare il concetto dell’anima immortale. E da qualche parte deve pur esserci quel confine, perché qui non esiste continuità, solo una rigida alternativa: “o l’uno o l’altro.” Niente percentuali o frazioni; l’anima ce l’hai o non ce l’hai. O Uomo o animale. Nel senso di uomo in quanto uomo, non certo solo più in quanto . Quindi, giacché accettate l’evoluzione, dovete stabilire in qualche punto una linea di confine, indicare sul nostro albero genealogico quel punto, quella diramazione, quel momento della preistoria in cui Dio ci ha donato l’anima immortale, in quanto esseri ormai rispondenti alla definizione che la Chiesa dà di essere umano: intelletto più libero arbitrio. Giusto? Dico bene? Non vorrai mica convincermi che anche questo è stato un processo naturale, e che è consistito in un progressivo incremento di qualche caratteristica concreta, altrimenti arriveremmo presto all’assurdo per cui anche un paramecio, anche gli organismi monocellulari, per aver partecipato per brevissimo tempo a tale processo, posseggono all’incirca la quarta parte di un millesimo di anima. E questa è un’eresia. Per cui non va.
– Si è trovato un teologo – mormorò Katzinger, tutto concentrato nella sua lotta con lo scafandro.
Herle non badava a lui; era completamente assorto nelle proprie elucubrazioni, ammaliato dal suono della propria voce: il geologo era caduto vittima della dipendenza dalle parole.
– Bisogna ragionare per approssimazioni. Sappiamo che noi possediamo un’anima; e sappiamo che il paramecio non ce l’ha. È già qualcosa, una sorta di graffa, un delimitazione; è già un’informazione. Cerchiamo di avvicinarci ancora di più. I pesci? Gli anfibi? I rettili? Anche loro no. Ancora più vicino. Qualche mammifero. Bisogna che scendiamo dagli alberi. I pitecantropi pelosi che si appoggiavano sulle braccia. Neanche loro: ricordano troppo gli scimpanzé di oggi, è indispensabile una cesura ancor più rigorosa. Prendiamo quindi in considerazione, per sommi capi, l’identità delle caratteristiche fisiche esterne. Ma non sono certo loro a determinare la natura umana. Quindi è l’intelletto. Dev’essere una mente che sovrasti tutte quelle possedute dagli esseri che vengono da noi stessi definiti animali. La capacità di pensiero astratto? La parola? La scrittura? Non è importante un criterio concreto, importante è la mera esistenza di un confine, dove da una parte ci sono gli animali e dall’altra l’uomo con la sua anima immortale. Definiamolo in maniera convenzionale – quel confine, quella misura – come IQS: . Fin qui tutto okay, ma per ora stiamo ancora operando a livello macro. Cerchiamo adesso di volare un po’ più bassi. L’evoluzione non è un processo che si svolge su un unico percorso limitato, vi prendono parte intere specie, non i singoli esseri… ma dai milioni di anni passiamo ai decenni. Ecco il primo individuo della storia che supera l’IQS. Ottiene dunque – anzi: ha ottenuto già prima ancora di nascere – l’anima. Va bene, ma l’anima non è codificata geneticamente, non fa parte del fenotipo. Se il nostro primo uomo adesso si accoppiasse con un individuo dai geni non sufficientemente modificati, c’è un’alta probabilità, che in sostanza sfocia praticamente in una certezza, che i figli del primo autentico uomo risulteranno essere nuovamente degli animali, perché si troveranno mentalmente al di sotto dell’IQS. È la legge della statistica, non puoi scavalcarla. Non solo l’uomo è nato dagli animali – cosa che del resto dovrebbe essere ovvia per tutti coloro che, credendo nell’anima, credono anche nell’evoluzione – ma l’uomo ha anche a sua volta generato degli animali. E questo in più casi. Si parla di evoluzione, cioè di voragini del tempo praticamente abissali. I passaggi tra le specie non avvengono a balzi ma per accumuli successivi, attraverso una sommatoria di avvenimenti probabilistici. Indubbiamente, infatti, per migliaia di volte da una coppia di animali nasceva un uomo con l’IQS e moriva non lasciando altro che una discendenza animalesca, questo fino a che la statistica non è giunta a un numero sufficientemente alto d’incontri in contemporanea tra individui dotati di anima, permettendo che la mutazione genetica si fissasse così a fondo nel gruppo che nessuna – in ogni caso quasi nessuna – delle unioni interne tra i suoi individui potesse dar vita a un qualche abbrutimento degenerativo. Soltanto da allora l’affermazione generica sul fatto che possediamo un’anima aveva assunto validità. Ma ancora non del tutto. La specie non è soltanto quel singolo gruppo. Dal punto di vista della statistica, è...




