E-Book, Italienisch, 697 Seiten
Reihe: Saggi
Fauvelle / Lafont L'Africa e il mondo
1. Auflage 2024
ISBN: 978-88-6783-500-3
Verlag: ADD Editore
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Riannodare le storie dall'antichità al futuro
E-Book, Italienisch, 697 Seiten
Reihe: Saggi
ISBN: 978-88-6783-500-3
Verlag: ADD Editore
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
a cura di Francois-Xavier Favelle e Anne Lafont Una storia mondiale dell'Africa, una storia africana del mondo. Portando alla luce il dialogo che le società del continente hanno sempre intrattenuto con il resto del mondo, da Lucy a Black Lives Matter, questo libro lancia una doppia sfida. Non solo l'Africa ha una storia, ma - a volte suo malgrado - è stata al centro delle vicende del mondo, dall'Antico Egitto alle guerre mondiali, dal traffico di oro e avorio allo sfruttamento di coltan e cobalto. Per superare gli stereotipi culturali di 'culla dell'umanità', di serbatoio di milioni di uomini incatenati nelle navi negriere, François-Xavier Fauvelle e Anne Lafont orchestrano i contributi di autori e autrici che raccontano un'Africa pienamente partecipe alla formazione della civiltà contemporanea. Sotto la lente dell'arte, della natura, delle religioni, delle resistenze e diaspore si compone un continente in movimento da cui non hanno mai smesso di irradiarsi culture, economie, estetiche. Riannodare queste storie, un capitolo dopo l'altro, costruisce la nuova storia tra l'Africa e il mondo, dall'antichità al futuro. AUTRICI E AUTORI: Ana Lucia Araujo, Pascale Barthélémy, Jean Godefroy Bidima, Guillaume Blanc, François Bon, Marie-Laure Derat, Souleymane Bachir Diagne, Sarah Fila-Bakabadio, Erika Nimis, Marian Nur Goni, Anne Ruderman.
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UNA STORIA INTERATTIVA DELL’AFRICA E DEL MONDO
François-Xavier Fauvelle e Anne Lafont
Una storia africana del mondo, una storia mondiale dell’Africa: potremmo definire così, con queste due proposizioni opposte e simmetriche, il progetto del libro che state per leggere. Per storia africana del mondo, si intende la lunga storia degli incessanti popolamenti del mondo da parte di donne e uomini partiti dall’Africa, la preistoria e la storia degli apporti culturali delle società africane alle altre società umane, la storia della diaspora nera, in particolare quella causata dalla deportazione forzata degli schiavi africani attraverso l’Atlantico nell’epoca moderna, o ancora la storia del ruolo degli afrodiscendenti e delle afrodiscendenti alla formazione politica, economica, estetica, del mondo contemporaneo. Per storia mondiale dell’Africa, si intende la storia della partecipazione delle società africane alle correnti di scambi mondiali, che si tratti di merci o di tecniche, la storia della formazione di sfere linguistiche o religiose che hanno collegato le società africane a quelle degli altri continenti, o ancora la storia di ciò che altre potenze mondiali hanno fatto alle società dell’Africa usando sistemi di sfruttamento, in particolare il colonialismo, o proiettando su di esse fantasmi morali. Questa sarà una storia della presenza dell’Africa nel mondo e della presenza del mondo nell’Africa.
Presenza dell’Africa nel mondo e del mondo nell’Africa
Poiché posizioniamo le nostre due proposte opposte e simmetriche in modo speculare l’una all’altra, quello che cerchiamo di vedere si moltiplica e, manifestandosi sotto sfaccettature sempre mutevoli, diventa inafferrabile. Alla fine non riusciremo più a separare le cose, perché le linee di fuga tracciate dal nostro doppio progetto, le storie dell’Africa nel mondo e dei mondi nelle Afriche, si intrecciano. Così, lungi dall’essere un semplice serbatoio di “origini” più o meno idealizzate, più o meno superate, l’Africa è stata molto spesso lo spazio di molteplici “ritorni”; africani, africani cristiani e musulmani degli ultimi due millenni sono stati pienamente partecipi tanto di società singole quanto di affiliazioni globali; dietro ai flussi anonimi della tratta degli schiavi si possono intuire mille percorsi individuali; gesti, stili, nozioni cambiano forma viaggiando attraverso l’Africa o per il mondo; memorie, rappresentazioni e ideali dell’Africa si riconfigurano nel mondo, e si riconfigurano in Africa. Pertanto, i nostri due progetti speculari, presi insieme, tracciano una storia tanto in Africa quanto fuori da essa, una storia che si sviluppa su scale vertiginose di tempo e spazio e nell’immediatezza della quotidianità, una storia di collettività e di individualità, di traffici intelligibili e di strategie indecifrabili. Una storia, per così dire, interattiva dell’Africa e del mondo, nella quale le forme di interazione diventano il soggetto d’osservazione.
L’Africa, ma quali Afriche? Il mondo, ma quali mondi? Le loro interazioni attraverso i tempi multipli dei molteplici passati ridisegnano tanto l’una quanto l’altro. Non sempre, né con gli stessi tempi, e farlo credere o anche solo tentare di farlo sarebbe un inganno. Parliamo di Afriche, parti integranti di un Vecchio Mondo prima “eur-asi-africano”, poi davvero globale; di Afriche plurali, che scelgono di adottare o meno, di adeguarsi o meno a certe innovazioni; di società africane all’interno delle quali si distinguono individui e ceti interconnessi e società chiuse e sconnesse; di regioni africane avanzate e retroguardie di mondi globali più grandi di loro; di province africane di mondi fatti di altre province. Insomma, la storia interattiva dell’Africa e del mondo mette la geografia in prospettiva. E invita a esaminare, come faremo nello scorrere dei capitoli, la trama delle modalità di relazione: commercio, predazione, gerarchie transnazionali, religione, diaspora, memoria, militanza, identità.
Compresenza e com-pertinenza dei passati
Non finiremo mai di ricordare che i passati dell’Africa, delle società africane e delle comunità afrodiscendenti sono sempre stati presenti nel mondo. Nel 1960 Jean de Ménil e la moglie Dominique Schlumberger, collezionisti d’arte e mecenati emigrati negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale, lanciarono l’idea di un centro di documentazione visiva dedicato alle rappresentazioni dei neri nelle produzioni artistiche delle civiltà antiche e nell’arte occidentale. Parte di questa documentazione fu pubblicata nei diversi volumi di , sotto la direzione del grande storico afroamericano, specialista dell’antichità, Frank Snowden, che riunì attorno a lui un collettivo di autori internazionali.1 Nel 1994 il centro di documentazione fu trasferito al Dubois Research Institute, intitolato al grande sociologo e storico afroamericano, intellettuale antirazzista e antisegregazionista militante panafricano William Edward Burghardt Du Bois presso l’università di Harvard, che dal 2010 ne ripubblicò le opere, accompagnate da una lussuosa versione dell’opera, ampliata e aggiornata, con la curatela scientifica di David Bindman e Henry Luis Gates.2 Nel 1979 Toni Morrison curò , una raccolta di documenti storici di diversa natura che attestavano la presenza africana e afrodiscendente negli Stati Uniti, dallo schiavismo all’epoca della lotta per i diritti umani, un’opera realizzata dal collezionista e bibliofilo Middleton A. Harris e da un’équipe di archivisti. Il titolo era ed è diventato l’emblema di uno sforzo cosciente di riportare alla luce un passato sepolto.3 Nel 2021 la storica britannica Olivette Otele, prima donna nera ad avere una cattedra di storia nel Regno Unito,4 ha pubblicato 5 un saggio storico che a sua volta rievoca le presenze di uomini e donne neri dall’antichità classica fino all’Europa contemporanea.
Questi sono solo alcuni esempi di rielaborazione dei passati africani e afrodiscendenti. Ma come spiegare la strana sensazione che si prova ogni volta: che questa storia, per quanto così spesso raccontata, sia sempre nuova – come se non si fosse mai sentita, come se si dovesse compiere uno “svelamento” perpetuo? Come se una negligenza selettiva costringesse a ribadire l’importanza – quasi non si fosse certi che sia stata capita – non solo della presenza africana nel mondo (per riprendere il bel nome della casa editrice fondata da Alioune Diop6 e la sua rivista faro7), ma forse, e più ancora, della compresenza dell’Africa e del mondo in tutti gli strati del passato.
La compresenza delle società africane e del mondo è il tema di questo libro. Senza considerarlo un postulato definitivo, ne esplora l’inevitabile estensione, ossia che la storia del mondo si vede meglio, si pensa meglio, in compagnia della storia dell’Africa. Al di là del contributo dell’Africa al mondo e del mondo all’Africa, è il contributo reciproco alla reciproca intelligibilità di storie e peculiarità (quella che chiamiamo com-pertinenza) che intendiamo esplorare.
L’obiettivo non è del tutto nuovo. Il sociologo Georges Balandier e il politologo camerunese Achille Mbembe hanno scritto appelli in favore di un’interpretazione del mondo contemporaneo a partire dalle esperienze africane e nere passate e presenti. Balandier parla dello “sbandamento” sociale e psicologico generato dalla colonizzazione, del disordine urbano di megalopoli come Brazzaville (in Congo), della realtà del sottosviluppo, della fluidità sociale e della crisi politica ed economica come modo di vita;8 Mbembe vede la brutalizzazione del corpo nero come matrice del capitalismo moderno, la “postcolonia” come sistema di potere.9 Il sociologo gabonese Joseph Tonda è probabilmente il più eloquente su questo tema.10 Episodi di stregoneria (magia “nera”, uso di feticci) che fanno notizia in Africa non sono forme aberranti di religiosità; molti specialisti, e da tempo, lo hanno ben compreso. Sono, dice Tonda, la reliquia di una forma di capitalismo puro, quella che è stata applicata senza scrupoli e senza ritegno nell’Africa colonizzata; sono quindi uno strumento straordinario per pensare l’essenza del capitalismo, la mercificazione di tutto, Africa compresa. Ma è lo storico americano Frederick Cooper che ha aperto la via che vogliamo perseguire. Il suo libro, raccoglie una brillante serie di studi che illustrano sia le forme assunte dalle categorie contemporanee di potere (capitalismo, imperialismo, nazionalismo) nell’Africa colonizzata, sia le proiezioni e le incarnazioni che le società africane hanno dato a queste categorie.11 La com-pertinenza delle storie permette di incrociare i punti di vista, una doppia elaborazione delle domande. Se il nostro lavoro ha un tratto distintivo, è quello di moltiplicare questa possibilità nella storia contemporanea del continente e nelle sue tante storie...




