E-Book, Italienisch, Band 2, 416 Seiten
Reihe: Dirty Air
Asher Collided. Impatto
1. Auflage 2025
ISBN: 979-12-5517-173-7
Verlag: Always Publishing
Format: EPUB
Kopierschutz: Adobe DRM (»Systemvoraussetzungen)
E-Book, Italienisch, Band 2, 416 Seiten
Reihe: Dirty Air
ISBN: 979-12-5517-173-7
Verlag: Always Publishing
Format: EPUB
Kopierschutz: Adobe DRM (»Systemvoraussetzungen)
Lauren Asher è l'autrice bestseller delle serie Dreamland e Dirty Air. Si è trasformata in un fenomeno del booktok quando, in pochi mesi, i suoi romanzi hanno raggiunto milioni di visualizzazioni affermandosi come un trend TikTok a livello internazionale, e hanno attirato l'attenzione di editori in tutto il mondo. Attualmente i suoi libri sono in corso di traduzione in 14 paesi differenti. Da sempre una sognatrice dalla fervida immaginazione, Lauren trascorre il suo tempo a leggere e scrivere di personaggi imperfetti, ma che non si può fare a meno di amare. Collided è il secondo romanzo autoconclusivo della serie Dirty Air, ambientata nel mondo della Formula 1. Il primo libro della serie, Thottled ha raccolto oltre 100 milioni di views su TikTok. Di Lauren Asher Always Publishing ha già pubblicato i bestseller The fine print, Terms and Conditions e Final offer
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1
LIAM
Due anni e cinque mesi fa
Lo squillo del telefono mi strappa dal sonno. Le lenzuola frusciano mentre lo cerco nel buio, quindi premo il tasto verde senza controllare, perché nessuno mi chiamerebbe a quest’ora se non per un valido motivo.
«Devi subito portare il tuo culo qui. Johanna si è svegliata dopo una forte contrazione, ma non siamo sicuri che si tratti di una vera contrazione, di gonfiore o di una Braxton Hicks. È troppo avanti con la gravidanza e non voglio rischiare.» La voce concitata di mio fratello cancella ogni residuo di stanchezza.
«Hai una laurea in medicina. Come fai a non capire la differenza?»
«Stronzo, io sono un neurologo, non un ginecologo. Per sicurezza, ho bisogno che tu venga a prendere Elyse e la porti da mamma e papà.»
Salto giù dal letto, facendo quasi cadere il telefono a terra. «Ci vediamo tra dieci minuti.»
Lukas chiude la chiamata senza salutare.
Per fortuna ho deciso di rimanere in Germania per le vacanze, visto che Johanna sta per partorire. Al pensiero del travaglio mi fanno male le palle, ma scaccio l’immagine dalla mente.
Mi preparo in fretta, sento l’adrenalina che mi scorre in corpo. In pochi minuti salgo sul mio SUV e mi dirigo verso il quartiere di Lukas. Ha pianificato tutto mesi fa per assicurarsi che fossi in città per il grande giorno e, dato che Johanna dovrebbe partorire da un momento all’altro, Lukas è in stato di massima allerta. Davvero. Già una volta ha quasi convinto Jo ad andare in ospedale per questi falsi allarmi.
Percorro il loro vialetto, parcheggio e scendo. Dalle finestre della loro casa a due piani filtra luce ovunque. Mio fratello apre la porta d’ingresso mentre mi avvicino al portico coperto, il lampadario sopra di lui lo illumina di una luce dorata. Si passa la mano tra i capelli biondi, con le rughe che si increspano vicino agli occhi azzurri e mi lancia un sorriso nervoso.
Lo abbraccio, mettendomi testa a testa con lui. «Ecco l’uomo del momento! Racconta, come ci si sente a essere in procinto di raccogliere il frutto del proprio lavoro?»
«Piacevole quanto ascoltare Johanna che mi urla di prendere tutto quello che ci serve per sicurezza. Teme che sia la volta buona.»
«Non le si sono ancora rotte le acque?»
«No, ma è meglio prevenire che curare.»
Johanna, sempre bellissima con i lunghi capelli castani e gli occhi da cerbiatta, si fa strada oltre mio fratello. Le guance arrossate si gonfiano mentre inspira ed espira profondamente, le sue labbra si increspano verso di me. «Gli uomini dovrebbero essere come i cavallucci marini, che possono rimanere incinti e partorire. Ho letto che sono padri fantastici, invece le mamme sono pigre e fannullone.»
Scuoto la testa. «Devi rilassarti. Stai diventando tutta rossa.»
Johanna non è cambiata nei dieci anni in cui la conosco, è sempre stata il tipo che si fa prendere dall’agitazione nelle situazioni di tensione. È rimasta la stessa ragazza che mi ha fatto il culo per aver consegnato la nostra relazione di laboratorio alla fine della lezione, invece che all’inizio. Mentre le altre liceali correvano dietro al mio uccello per farsi un giro in giostra, Johanna mi teneva d’occhio per assicurarsi che studiassi e passassi i test. La mia carriera di pilota l’ha sempre lasciata indifferente e non mi ha mai perdonato nulla. Devo ringraziare lei se sono riuscito a diplomarmi.
Agita un dito verso di me, con gli occhi castani che brillano. «Potrai dirmi di rilassarmi quando sarai tu a dover spingere fuori dal tuo corpo un bambino grande come un’anguria.»
Lukas mi lancia un’espressione di puro orrore. La mia vita sarebbe più felice se potessi cancellare quell’immagine, perché si dà il caso che mi piaccia l’anguria.
«Non fare quella faccia. È tutta colpa tua.» Jo punta lo sguardo su mio fratello, indicandosi la pancia con due dita.
«Non ti ho sentito lamentarti durante le prove» sorride lui.
Lei lo allontana con un cenno della mano. «Avevo dimenticato le conseguenze delle nostre azioni.»
Offro a Lukas un sorriso eloquente. «Sei tu che l’hai messa incinta appena tre mesi dopo aver avuto la prima figlia. Forse un po’ troppo territoriale?»
«Mi piace come risplende grazie alla gravidanza.» Lukas stringe Johanna a sé e le bacia dolcemente la testa. Ha sicuramente ereditato dai nostri genitori, il re e la regina delle effusioni pubbliche, la sua predilezione per le dimostrazioni d’affetto plateali.
«Spero che apprezzerai anche il pallore post gravidanza perché l’unico bagliore che otterrai tra poco sarà quello del frigorifero alle due di notte, quando darai da mangiare a Kaia» borbotta Johanna.
Da parte mia, non vedo l’ora di conoscere Kaia, l’anguria di Johanna e futuro membro della nostra pazza famiglia.
«Non è fantastica con le battute?» Lukas stringe Johanna tra le braccia prima di lasciarla andare.
Fingo di avere un conato di vomito. «Mi fate venire la nausea tutti e due.»
«Quando ti sposerai, capirai. Fino ad allora, posso solo ringraziarti per avermi scelto come tua compagna di laboratorio. Alla fine, si è scoperto che il ragazzo più sexy del corso di biologia aveva un fratello all’altezza.» Johanna fa l’occhiolino a Lukas.
«Lasciamo a Lukas il merito di averti conquistata prima che io potessi provarci.»
«Non hai mai avuto una possibilità. È bastato un mio sguardo e lei era spacciata. Abbiamo solo dovuto aspettare che finisse di fare il topo da laboratorio» conclude mio fratello, mentre corre al piano di sopra.
Johanna mi rivolge un sorriso incerto. «Mi dispiace che tu sia stato friendzonato duramente tanti anni fa. Ma chi avrebbe potuto resistere al capitano della squadra di hockey?»
«La mia speranza era che almeno tu, la presidentessa del Club delle Nazioni Unite, ne fossi in grado, invece aspetti un bambino da mio fratello. E io che speravo che avresti preferito me per la mia arguzia, piuttosto che Lukas per i suoi muscoli.»
«Considerando che sono uno specializzando in neurochirurgia…» Lukas scende cautamente le scale, tiene la piccola Elyse ancora addormentata da un lato e una borsa dall’altro.
«Non mi piace per niente come adesso vi coalizzate contro di me. Prima che Jo compisse diciotto anni era tutto il contrario.» Incrocio le braccia contro il petto.
«Non fare così. Guardati, sei un famoso pilota di Formula 1 che ha appena vinto il suo primo Campionato del Mondo. In fondo, hai solo sostituito i libri con la prestanza fisica.» Johanna mi abbraccia e, anche se il suo pancione è d’ostacolo, mi stringe con affetto. Io respiro con piacere il suo profumo alle rose.
«Non ho mai tradito la passione per la lettura» mi schernisco. «L’unica cosa che è cambiata è che le ragazze non mi incontrano più in biblioteca.»
«Spero davvero che tu ti sistemi presto. Non sei il tipo da legarti a una di quelle ragazze ombrellino che affollano le piste e sono più attratte dalla tua fama che dalla tua personalità. E poi non posso essere la tua unica amica di genere femminile, sei piuttosto appiccicoso.» Mi fa una linguaccia prima di avviarsi verso la porta d’ingresso.
«Come? Da quando? È la prima volta che sento qualcosa del genere.»
«Da sempre, fratello. Solo qualche mese fa, hai mandato un messaggio a Johanna alle tre di notte, chiedendole di cantarti una ninna nanna per farti addormentare perché eri ubriaco. Non che mi lamenti, visto che le tue telefonate svegliano entrambi» conclude, lanciandole un sorriso malizioso che preferirei non avere intercettato.
«Okay, siete disgustosi. Risparmiati certi sguardi per la prossima volta che vorrai metterla incinta. Spero che siate entrambi consapevoli del fatto che quelle ninne nanne sono la melodia che preferisco quando mi trovo in viaggio. Anche meglio dei suoni dei box in un giorno di gara.»
Johanna ha una voce d’angelo e un canto delicato e melodioso. Trascorro la maggior parte dell’anno in viaggio con la mia squadra di F1 e non posso farci niente se poi finisco per ubriacarmi perché mi sento solo e ho bisogno di conforto.
«Hai davvero bisogno di una ragazza. Non posso essere la tua unica migliore amica per sempre.» Johanna ride, poi fa una smorfia, massaggiandosi il ventre.
«Va bene. Voi due dovete andare.» Prendo Elyse dalle braccia di Lukas e me la porto al petto.
«Hai comprato il seggiolino di cui ti ho parlato?» Mio fratello guarda Elyse mentre la cullo dolcemente.
«Sì, mammina. Ho persino preso il SUV perché tu odi la mia decappottabile.»
Johanna sorride a Lukas. «A volte mi piacerebbe che avessimo una decappottabile.»
«Non sono auto sicure» brontola Lukas, intanto che aiuta Johanna a salire sulla Land Rover di famiglia. In qualche modo, nel giro di pochi anni è passato dall’essere un ragazzo spensierato a un esperto in sicurezza infantile. Tutto è iniziato dopo aver sposato Johanna, aver comprato casa e averla messa incinta. Chi l’avrebbe mai detto che scegliere una ragazza sexy e tranquilla come compagna di laboratorio ci avrebbe portato a tutto questo? Lukas dovrebbe ringraziarmi per aver seguito il mio istinto oltre alla mia esigenza di passare l’esame di biologia.
Mi dirigo verso il SUV, quindi apro del tutto la portiera prima di sistemare Elyse nel suo seggiolino. La piccola struttura rosa sembra fuori posto contro gli interni in pelle nera. Mi destreggio con le cinghie di sicurezza fino a bloccarla in modo sicuro. La sua faccina paffuta e i morbidi...




